Menéndez Salmón, lo scrittore spagnolo si racconta ad Affari

Giovedì, 25 giugno 2009 - 16:13:00


Carla Bruni

Boris Vian: due libri in uscita e un doppio album in Francia. E intanto Carla Bruni canta in un cd dedicato a lui...

di Isabella Borghese

Ricardo Menéndez Salmón
Lo spagnolo Ricardo Menéndez Salmón

 

 

 

 

 

 

 

In Spagna Ricardo Menéndez Salmón è un autentico caso letterario. In Italia è pubblicato da Marcos y Marcos (finora da noi sono arrivati Offesa e Gridare). Affari lo ha intervistato, scoprendo un autore profondo ed estremamente contemporaneo.

L’Offesa e Gridare: due libri che seppur distinti conservano l’urgenza di richiamare l’attenzione del lettore con una forte ricerca di umanità.
"Viviamo tempi di grande conservatorismo nella politica e di poca solidarietà nella vita personale. Siamo edonisti, però edonisti reazionari. Ci interessa solo il nostro. Considero dunque che la letteratura sia un importante strumento per interrogare la realtà e svelare le sue zone oscure, un mezzo potente per richiamare l’attenzione sugli argomenti rilevanti, in questo caso, come tu stesso alludi, la disumanizzazione della società".

Qual è il tuo progetto di scrittura?
"Uno è il Quid  (i contenuti, i temi, le ossessioni), ma risulta molto importante, quanto il Come (la forma, la ricerca della bellezza, il valore del linguaggio come strumento letterario)".

Ricardo Menéndez Salmón
Lo scrittore cult spagnolo
In Gridare le narrazioni vivono di memoria. L’analisi dell’uomo attraverso la vita dell’uomo stesso è un terreno di analisi e riflessione. Come vorresti esser letto?
"Siamo quello che viviamo, ma soprattutto quello che ricordiamo e che noi stessi raccontiamo, frammenti di una grande narrazione incompleta. Dunque la memoria è sempre selettiva, non trovo altro modo di scoprire chi sono se non rivolgendomi ad essa. Mi interessano le genealogie, i percorsi, i luoghi da dove arrivo. Non mi importa invece essere letto come una sorta di geologo delle idee".

La memoria. Nell’Offesa è la tematica fondamentale. Possiamo considerare "la memoria" il tuo progetto di scrittura?
"Non avrei il coraggio di affermare questo. La memoria è un valore importante nella mia letteratura, ma non fine a se stessa, senza un mezzo per riflettere sulle altre questioni, come può essere il male o la responsabilità etica e morale nell’Offesa. Succede che la memoria tanto a livello individuale quanto collettivo la contamina del tutto. Senza memoria non c’è storia, senza storia non esiste avvenimento. Conclusione facile da dedurre: senza memoria non c’è letteratura".

In quale modo Menéndez potrebbe scrivere rispetto al male e all’amore dopo queste pubblicazioni? Qual sguardo poggi sull’uomo?

"La mia ricerca sull’essere umano è di sfiducia in quanto specie, ma di generosità rispetto a certi individui. Mi piacerebbe credere nel potere consolatore dell’amore di fronte alla cattiveria che ci circonda, però sospetto che con quello esprimo più un desiderio che una realtà".

Quale libro tuo vorresti fosse letto in Italia?
"Sono molto soddisfatto dei miei editori italiani, Marcos y Marcos, di anno in anno i miei libri vengono apprezzati in Italia seguendo l’ordine con cui sono stati pubblicati in Spagna. Il prossimo sarà Derrumbe, un racconto sulle numerose paure che tormentano le società contemporanee e che è stata apprezzata nel mio paese nel 2008".

 


 

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