Musica, ritorno alle origini per gli Aedo

Un cofanetto sulla band salentina “Aedo”: “Saluto al nemico” (Lupo Editore, libro più cd) - LA RECENSIONE

Giovedì, 28 marzo 2013 - 12:46:00

di Alessandra Peluso

Aedo

Nasce nell’agosto del 2010 il gruppo musicale salentino degli “Aedo” che ascoltando testi e canzoni del nuovo cd “Saluto al nemico” (Lupo Editore 2013) sembrano profeti, figure che hanno una sensibilità singolare tanto da essere ispirati dalle Muse. Così gli Aedo, cantori che suonano e cantano la vita richiamandosi alle origini del sud del mondo, del Mediterraneo.

Come in Albert Camus ricorre la stessa intensità dell’amore provato verso le terre e le genti del sud, la povertà, la miseria che non costituiscono un limite, ma sono la ricchezza per le popolazioni meridionali che avranno il senso del riscatto e riusciranno a liberarsi dalla schiavitù e dalla povertà. Ascoltando la musica degli Aedo sembra appunto questo: un desiderare incessantemente la salvezza per le proprie genti, la liberazione dalla “piramide del potere”.

Così infatti nella lirica “Le orecchie del re” si comparano le orecchie del re ad orecchie d’asino perchè il re non ascolta il grido di dolore della povera gente, le mancanze, le sofferenze. Questi vive nel benessere, si erge sul vertice, il punto più alto della “piramide del potere”.

Aedo

È meraviglioso udire le musiche tarantolate, che intrecciano ritmi con suoni vibranti di tamburelli, organetto, violino, percussioni e basso che investono le orecchie dell’anima di colui che vuol sentire e ascoltare, non può essere altrimenti. Ci si lascia trasportare da musiche travolgenti, a volte melanconiche come i testi le cui parole sono poesia. È un dolce poetare che emette versi del passato, richiamando le tradizioni popolari del Salento, è un ritorno alle origini che permette di riconoscersi parte di esse e si cantano senza rinnegarle. Così come si ascoltano versi di denuncia e di amore nei riguardi della propria terra. E balza alla memoria come un “circo di suoni” il rito della donna che viene data al suo amato con la dote e si ascoltano i versi: «Gira e gira sul vento / il velo bianco / sui campi versato / il valore che ha già dato impegno e sudore». (La banda)   

In questa perfetta sinergia di musica e parole si ascolta e si vive l’intero cd “Saluto al nemico” nel quale si odono con un intenso sentimento di chi è legato alla propria terra anche versi che si riferiscono alle morti inutili di uomini - come tutti noi ricordiamo le numerose vittime dell’Ilva - e allora si ascolta: «Le industrie di sogni producono veleni / siamo già morti bianche». (La pancia del mostro).   

La musica prodotta da questi bravissimi musicisti e cantori fa danzare, cullando la mente verso il passato che ci appartiene e non può essere dimenticato ed un presente che va enfatizzato perchè gli errori siano ua sorta di insegnamento alle generazioni future perchè imparino a liberarsi dagli abusi di potere, dai falsi miti, si liberino dallo scoramento e dal lutto: «dal nero che ha ancora da giocare con l’inverno che risveglia il temporale».

Si notano le similitudini con il grande Vinicio Capossela ed è evidente come anche lui abbia ripreso le sue origini cantandole e osannandole nella musica inconfondibile e travolgente del sud, così come gli Aedo cantautori che diventeranno presto una promessa, un gruppo che farà emergere sensazioni ed emozioni uniche solleticando ascoltatori e danzatori attenti  che sapranno apprezzare il messaggio e il suono di una nuova realtà musicale salentina, italiana. Emblema di riscatto proprio come il brano musicale “Penelope” dove la viola dalla quale si ode il suono sembra la tela di Penelope, sulla quale le dita si muovono tessendo il destino e i suoni vibranti che creano un’atmosfera di attesa.

Si attende Ulisse, il guerriero, il promesso sposo, l’uomo coraggioso partito per una guerra senza fine. E allora le parole bellissime risuonano come “veste ricamato e scucito, il sudario, per aspettare senza paura”. Appare la donna che non teme l’attesa, è forte perchè ama e lotta per amore e per rivedere il suo amato.

E il nuovo capolavoro degli Aedo è stata un’attesa che dopo un lungo e faticoso viaggio non deluderà gli ascoltatori che non possono rinunciare ad ascoltare la sensibilità cromatica e la poesia lirica che sgorga da questi giovani artisti, i quali amano la musica e amano orgogliosamente se stessi e gli altri come lo stesso memorabile amato cantautore Uccio De Santis (che ha fatto conoscere la musica popolare salentina in Italia e nel mondo) ricorda con queste parole: «Chi ama la musica ama l’amore, chi non ama la musica non ama se stesso».

Gli AEDO sono:
Giovanni Saccomanno
voce e chitarra acustica
Eleonora Pascarelli voce
Mauro Pispico chitarra classica
Chiara Arcadi violino
Francesco Spada organetto
Giuseppe Donadei percussioni
Giorgio Kwiatkoswski basso




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