Musica/ "Zu", da Ostia alla conquista del mondo

Sabato, 11 aprile 2009 - 11:00:00

Sei appena tornato dall’altra parte dell’Atlantico e tra pochissimi giorni partirai per l’ennesimo tour Europeo che ti terrà impegnato ogni sera  per tutto il mese di Aprile. Come fai a trovare un equilibrio tra la tua vita da musicista e la tua vita a Ostia Antica con la tua famiglia?
Trovare un equilibrio è sicuramente difficile. In particolare con mio figlio che ha 5 anni e che, come tutti i bambini di quella età, ha bisogno di non sentirsi abbandonato dal proprio padre.
Soprattutto per questo motivo abbiamo deciso di non fare tour più lunghi di 2 settimane.
Questo di Aprile che durerà 25 giorni sarà un’eccezione. Comunque credo che sia importante la qualità del tempo passato in famiglia più che la quantità. In fondo penso che la vita di un impiegato sia più densa di privazioni di quella che posso avere  io. Quando sono a casa ho la fortuna di poter stare con mio figlio 24 ore su 24 e dedicargli il 100% del mio tempo, compensando in qualche modo la mia assenza di quando sono impegnato a suonare in giro per il mondo.


"Zu"

Avete suonato in ogni parte del mondo e collaborato con i musicisti più influenti dei più diversi generi musicali come Mike Patton e Katia Labeque, una dei pianisti attualmente più importanti della musica classica. Quali sono i vostri sogni ora che avete fatto praticamente tutto?
Credere davvero di aver fatto tutto vorrebbe dire fare il primo passo verso la fine della nostra carriera. Abbiamo ancora un’immensità di cose da fare. I primi progetti che ci teniamo a realizzare sono fare una collaborazione con i Melvins ed un’altra, forse più ardita ancora, con l’incredibile Diamanda Galas. Poi ci piacerebbe suonare alla “Porta Del Sol” in Bolivia e iscriverci ad un torneo di “Lucha Libre”!

Parliamo un po’ del vostro ultimo album “Carboniferous” uscito per la Ipecac Records di Mike Patton. Durante la composizione di un album  cosa vi fa rendere conto se un pezzo è valido o meno?
Durante la composizione di “Carboniferous” eravamo alla ricerca di un sound che esprimesse il nostro dissenso verso le Istituzioni che tengono in mano le redini del nostro tempo.
È un album sovversivo e di protesta e dato che siamo una band strumentale avevamo la necessità di trasmettere questi sentimenti attraverso la musica, visto che non potevamo servirci di testi per rendere il nostro messaggio più esplicito. Siamo stufi di vivere in un mondo dove gli interessi personali di pochi condizionano pesantemente la vita dell’intera comunità. Questo volevamo esprimere con “Carboniferous” e credo che ci siamo riusciti a pieno.

Gli artisti sono storicamente persone con una sensibilità maggiore rispetto alle persone prive di un talento artistico. “Carboniferous” è un album veramente oscuro e a tratti addirittura maligno. Spero non sia un presagio di qualcosa di terribile, come la sirena prima dei bombardamenti o l’abbaiare dei cani prima dell’arrivo dell’uragano. Sicuramente non viviamo un’epoca priva di preoccupazioni ma personalmente mi sembra che si basi su qualcosa di più ampio, cosa vi ha ispirato tanta negatività?
La cosa più importante è trasformare la negatività in qualcosa di costruttivo, trasformandola in energia per fare delle cose buone. Purtroppo a livello storico questo processo non è quasi mai avvenuto e ci ritroviamo sempre in balia dei soliti errori. Continuiamo a fare guerre e a pensare che vedere ogni giorno la gente morire di fame sia normale. L’errore è credere sul serio che l’uomo sia una creatura così meschina. Quello che crediamo è che sia la società moderna ad influenzare negativamente le persone, costringendole a commettere atti terribili.
Per questo conoscere la storia potrebbe diventare un mezzo per cambiare il futuro. Purtroppo l’attenzione delle persone viene giornalmente disturbata da cose inutili. Internet potrebbe essere un reale veicolo di conoscenza ma purtroppo hanno abituato le persone ad utilizzarlo in modo superfluo, quindi invece di utilizzarlo come una “finestra sul mondo” si rinchiudono nei Social Networks rendendo effettivamente inutile un potentissimo mezzo di conoscenza.
È evidente che ai vertici di tutto quello che ci circonda ci siano persone interessate a distogliere l’attenzione della gente dalle cose importanti. Conoscere, utilizzare e dirigere  la negatività a scopi benefici è la base per un futuro migliore e l’intento del nostro ultimo album “Carboniferous” è esattamente questo.   


Grazie alla vostra intensa attività Live avete girato più volte il pianeta in lungo e in largo. Quale Stato, Nazione o Città ti ha colpito particolarmente?
Devo dire che questa nostra ultima esperienza in Messico mi ha colpito molto, tanto è vero che non vedo l’ora di andarci in vacanza con la mia famiglia. È un paese veramente magico.

So che hai un figlio che presto frequenterà la prima elementare. Gli augureresti di diventare un musicista o preferiresti per lui una carriera meno rischiosa?
Quello che auguro a mio figlio è di vivere una vita consapevole, nel senso più vero della parola. Per il resto spero che abbia la possibilità di fare quello che desidererà di più.

La musica spesso è il Maestro più duro. Richiede costantemente impegno e disciplina. Pensi che la musica sia un importante strumento didattico?
È una disciplina che andrebbe insegnata dall'asilo all'università. Purtroppo in Italia lo spazio dato alla musica è sempre minore e anche nelle scuole è una disciplina ormai scomparsa. Il suono è alla base della creazione, ogni cosa ha la sua frequenza vibratoria che si tratti di un sasso o di una forma di vita più evoluta. Ogni cosa è suono, anche la formazione della nostra stessa galassia parte da un suono ma molto spesso ce lo dimentichiamo. 

Quando avete deciso di intraprendere questo difficilissimo percorso cosa vi ha fatto credere che ce l’avreste fatta ad emergere come musicisti?
Il lavoro e l’impegno costante sono alla base del nostro successo. Siamo in sala prove ogni giorno e quando non siamo in sala prove siamo su un palco a suonare. Abbiamo creduto nella nostra musica fin dall’inizio e da subito abbiamo deciso di fare ogni cosa per far della musica la nostra vita.

Siamo giunti alla fine dell’intervista. Ti ringrazio e ti lascio la parola…
Ti ringrazio e ci tengo a ribadire quanto la musica sia importante. Addirittura può essere un ottimo strumento terapeutico. Sarebbe bello se si incominciasse ad investire di più nel campo musicale a tutti i livelli, dallo studio della musica come riequilibratore cellulare alla costruzione di spazi per la musica live di un certo livello. Per chiunque fosse interessato a conoscere qualcosa in più sugli ZU ricordo i nostri siti internet Zuism.com e Myspace.com/zuband.

 

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