Natale senza eccessi/ Per la Fao cresce la fame nel mondo: complice la crisi, impariamo a eliminare il superfluo. Non è moralismo, ma l'opportunità per fare selezione

Sabato, 13 dicembre 2008 - 20:58:00

di Giuseppe Morello

La Fao ci avverte che sono circa un miliardo le persone che soffrono la fame, in aumento rispetto al passato. Nei paesi occidentali intanto incombe una crisi che fa tremare le vene e i polsi e che comporterà un declassamento sociale di tantissime persone: chi era poco sopra la soglia di povertà diventerà povero, chi era ceto medio si avvicinerà alla soglia di povertà, e così via. Molte persone perderanno o stanno perdendo il lavoro, le imprese chiudono, le banche traballano, le borse franano.

Non sono le migliori condizioni in cui festeggiare il Natale, solitamente una festa spendacciona. Non tanto per i soldi, quanto per lo stato d’animo, forse sarebbe meglio una festa più sobria. Sarebbe persino una novità. Il cibo per esempio: potremmo evitare di farci venire coliche per eccesso di canditi, diarree per eccesso di cioccolata, notti insonni per eccesso di agnello. Sarebbe un modo per provare a stare un po’ più in sintonia con il resto del mondo, sarebbe un modo per sperimentare uno stile di vita diverso, per capire che possiamo stare bene lo stesso anche se non ci escono le lasagne dalle orecchie e non passiamo la notte del 25 su un divano cercando di digerire il pasto di un elefante.

Proviamoci anche coi regali. Forse potremmo evitare di regalare quei sottobicchieri in argento, il portafoto tutto ghirigori, l’ampolla in vetro soffiato, l’ennesimo iPod, il pupazzo che canta e balla, il trita-aglio, l’affetta formaggi, l’aspira-briciole, il vaso decorato, la borsa firmata, la sciarpa griffata, il porta candele.

Se ne può fare a meno. Senza moralismi, senza pretendere di “scoprire i veri valori”. Non esageriamo, anche perché ormai chi sa più cosa sono i veri valori. Proviamo a farlo anche solo per sentirci diversi dal solito: un po’ meno sazi, magari un po’ più pensanti; meno traboccanti di cianfrusaglie, un po’ più pieni di idee (retorico invocare i buoni sentimenti, ma vanno bene pure quelli). Le crisi sono anche un’opportunità, un momento per fermarsi, per fare selezione, per ricalibrarsi.
Non c’è bisogno di sentirsi cattolici, ma alla fin fine festeggiamo il compleanno di un poveretto nato in una grotta, mica quello di Bill Gates.

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