Negli Usa sono nati i primi bambini geneticamente modificati

Lunedì, 12 maggio 2014 - 14:32:00

 

 

Parla, cammina, respira ed interagisce con il mondo esterno. Rex è nato da un’idea della Darlow Smithson Productions in collaborazione con Bertolt Meyer, ricercatore presso l’Università di Zurigo esperto di robotica, ed è il primo uomo bionico con una struttura simile a quella degli esseri umani. Presentato al British Museum di Londra è dotato, al suo interno, di polmoni, cuore, sangue, milza bionica, arterie realizzate utilizzando polimeri e pancreas artificiale. Ogni organo è realizzato con tecnologie d'avanguardia molto complesse e costose in grado di generare impulsi elettrici che replicano il comportamento degli arti umani. L’intero progetto ha avuto il costo di 1 milione di dollari.

 

Dopo l'automa presentato in Giappone qualche anno fa, Rex rappresenta il tentativo più raffinato di riproduzione robotica della vita umana. Il filosofo e genetista Edoardo Boncinelli, autore del libro "La scienza non ha bisogno di Dio" (Rizzoli) spiega ad Affaritaliani.it:

Edoardo Boncinelli
Edoardo Boncinelli

"I tentativi di riprodurre organi umani non hanno la finalità di sostituire gli esseri umani veri e propri. Ma sono indispensabili per il progresso". 

Presto potranno essere create 'persone' artificiali?
"Il cammino è ancora lungo. Diciamo che abbiamo gli strumenti per poter parlare seriamente di vita artificiale sia da un punto di vista genetico che tecnologico".

Ma dal punto di vista etico? Questi passi dove porteranno? Le macchine di cui parliamo creano problemi alla nostra identità? E se sì che tipo di problemi?
"In realtà, finchè non vengono riprodotte un'individualità e una coscienza non esiste alcun problema. E poi ripeto, ci vuole tempo. Chi ha paura può dormire sonni tranquilli".

Dal dibattito ai fatti. Dopo una lunga serie di esperimenti sono stati creati i primi esseri umani geneticamente modificati del mondo: si tratta di 30 bambini sani nati negli ultimi tre anni a seguito di un programma sperimentale presso l’Istituto di Medicina della Riproduzione e della scienza di San Barnaba, nel New Jersey. Secondo il sito ECPlanet, due dei bambini sono stati testati per contenere i geni da tre ‘genitori’ e le prove di impronta genetica su due bambini di un anno confermano che hanno ereditato il DNA da tre adulti, due donne e un uomo. Altri bambini sono nati da donne che avevano problemi di concepimento. Geni extra da un donatore di sesso femminile sono stati inseriti nelle loro uova prima di essere fecondate, nel tentativo di consentire loro di concepimento.

Nell'aricolo postato da Edoardo Capuano si riportano anche alcune reazioni:

"Alcuni esperti hanno severamente criticato gli esperimenti. Il Signor Winston, dell’Ospedale Hammersmith a ovest di Londra, ha dichiarato alla BBC: ‘Per quanto riguarda il trattamento della infertilità, non vi è alcuna prova che questa tecnica sia efficace... Sono molto sorpreso del fatto che è stato anche effettuato in questa fase. Non sarebbe certamente consentito in Gran Bretagna’".

Dall'androide di Tokyo ai robot dei creativi

 

"John Smeaton, direttore nazionale della Società per la protezione dei bambini non nati, ha detto: ‘Bisogna simpatizzare per le coppie che soffrono di problemi di infertilità. Ma questo sembra essere un ulteriore esempio del fatto che l’intero processo di fecondazione in vitro come mezzo per concepire neonati, conduca a bambini che sono considerati come oggetti su una linea di produzione. per l’umanità si tratta di un ulteriore preoccupante passo in avanti per la strada sbagliata’".

"Il professor Cohen ed i suoi colleghi hanno diagnosticato che le donne erano sterili perché avevano difetti di piccole strutture nelle loro cellule uovo, chiamati mitocondri. Hanno preso le uova da parte dei donatori e, utilizzando un sottile ago, hanno risucchiato parte del materiale interno – contenente mitocondri ‘sani’ – ed iniettato in uova dalle donne che volevano concepire. Poiché i geni contengono i mitocondri, i bambini provenienti dal trattamento hanno ereditato il DNA da entrambe le donne".

"Jacques Cohen è considerato come uno scienziato brillante ma controverso che ha spinto i confini delle tecnologie di riproduzione assistita. Ha sviluppato una tecnica che permette ad uomini infertili di avere i propri figli, iniettando il DNA dello sperma direttamente in un ovulo in laboratorio. ‘Sarebbe il lavoro di un pomeriggio per uno dei miei studenti’, ha detto Jacques Cohen, aggiungendo che era stato avvicinato da ‘almeno tre’ individui che desiderano creare un bambino clonato, ma aveva rifiutato le loro richieste".

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