In Italia, per fortuna, non si registra il fenomeno degli hate groups tanto diffuso negli Usa: è vero, episodi di intolleranza verso immigrati e altre minoranze ci sono anche da noi, ma non al punto da contare centinaia di organizzazioni con queste finalità. Semmai, a scatenare l'odio in molti italiani è nientemeno che il Presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi: lo dimostra il
forum aperto da
Affaritaliani in occasione del 72mo compleanno del premier, al quale giungono numerosi messaggi di stima incondizionata al Cavaliere, ma anche
tanti post dai quali traspare un'acredine esasperata, ben difficilmente riscontrabile nei sentimenti suscitati dagli altri politici, di qualsiasi schieramento.
 Silvio Berlusconi
|
"
Più che una questione di odio, è un fenomeno di marketing", spiega ad
Affaritaliani il sociologo e semiologo
Alessandro Amadori; "Berlusconi è un politico che, al pari di tutti i grandi leader della storia - da Napoleone a Mussolini -
segmenta fortemente il pubblico. E il marketing insegna che tutti i prodotti segmentanti restano tali per tutto il loro ciclo di vita. E questa è anche la ragione del successo del premier: i prodotti segmentanti hanno maggiori possibilità di imporsi sul mercato conquistando con forza una parte dei consumatori, anche a prezzo di essere detestati dagli altri. Per Berlusconi è la stessa cosa: è amato, quasi venerato come una divinità da una parte degli italiani, e allo stesso tempo è odiato da un'altra parte. Del resto, è il primo politico della storia repubblicana ad avere il marketing nel proprio DNA".
Con la stessa chiave, secondo Amadori, può essere analizzato l'insuccesso di Veltroni: "Il leader del Pd, al contrario del suo avversario, è poco segmentante. Quindi divide certamente meno, ha più possibilità di non essere inviso a una gran parte degli italiani, ma allo stesso tempo riscuote meno consensi".