di Alessandro Fossati
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A 55 anni
Mike Oldfield goes classical. Ne ha girati tanti di generi lui. Dalla sinfonia rock che lo rese celebre in tutto il mondo (e rese celebre la allora sconosciuta Virgin Records) "
Tubular Bells", alla musica pop che ancora oggi lo vede riproposto sulle radio e nei locali ("Moonlight Shadow", "To France", "Foreign Affairs"), dalla musica elettronica quasi pura (lo splendido "The Songs of Distant Earth") alle sonorità più stucchevolmente new age.
Da poco è uscito "Music of the spheres", sinfonia vera e propria stavolta. Musica classica per la quale ha dato il suo aiuto Keith Jenkins (noto ai più per avere creato il progetto musicale "Adiemus").
Il disco risulta piacevole e molto "fresco": mentre gli ultimi lavori, per quanto offrissero spunti gradevoli, risentivano di indubbia stanchezza compositva, "MotS" sorprende da questo punto di vista per la vivacità. E sebbene qualche tema strausato in passati ritorni a farsi sentire ("Harbinger"), in generale il cd si lascia apprezzare per tutta la durata e si propone anche tra quelli da mettere come sottofondo durante una buona lettura o durante un momento di puro relax.
Da segnalare "On my heart", ma tutta l'anteprima potete ascoltarla qua.