Olimpia Zagnoli, un talento made in Italy scoperto dall'America

Ha solo 25 anni, è italiana e all'estero è già una star. L'illustratrice Olimpia Zagnoli si racconta ad Affaritaliani.it in occasione della sua prima personale, alla Vice Gallery di Milano: "In Italia alla mia età non ti considerano, all'estero sei già vecchio! E' bastata una mail perché negli Usa, New York Times compreso, si aprissero le porte per i miei lavori". E aggiunge: "I miei modelli? Mi piacciono molto Picasso e Matisse e poi tutta la grafica italiana e americana degli anni '50/ '60". L'INTERVISTA E LE IMMAGINI

Sabato, 28 novembre 2009 - 10:41:00

di Maria Teresa Melodia

Olimpia Zagnoli, illustratrice di 25 anni, con un nome particolare e grossi occhiali neri che le coprono il viso, espone la sua prima personale grazie alla vincita del "Celebrate Originality Award", premio organizzato dalla marca di abbigliamento streetwear e il magazine Vice Italy, allo scopo di dare visibilità ai talenti della creatività. Una trentina di lavori realizzati in digitale ed ispirati ad alcune canzoni sono al centro della mostra alla Vice Gallery di Milano aperta da oggi al pubblico fino al 4 dicembre, e inoltre l'opera più rappresentativa è esposta nel negozio Adidas Originals di Porta Ticinese. Dopo l’Istituto Europeo di Design di Milano, la Big Apple, dove ha collaborato con il New York Times e il New Yorker, le ha dato la  grande occasione, e ora anche l’Italia si è accorta del suo talento, fatto di photoshop, creatività, matita e penna, il tutto condito da molta passione. Il risultato è uno stile molto personale, che si ispira alla pittura del ‘900 e alla grafica italiana e americana anni’50 e ’60. Riservata e curiosa, Olimpia non è abituata a ricevere le attenzioni della stampa e ad Affarittaliani.it parla di sé e del suo mondo.

Culture Olimpia Zagnoli (7)
Olimpia Zagnoli

Olimpia, una giovane di 25 che ha già raggiunto piccoli grandi successi…
“Sono molto contenta e riconoscente per quello che sta accadendo, ma in realtà sono giovane per l’Italia… per il resto del mondo, in primis negli Usa, a 25 anni, e specialmente nel mio campo, sei già affermato, altrimenti cambi strada. All’estero, alla mia età sei considerato adulto, non un giovane”.

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Com’ è nata la collaborazione con il prestigioso New York Times..?
“Dall’immediatezza: ho mandato qualche mail e mi hanno risposto. Cosa che qui in Italia non facevano”.

La differenza principale che hai riscontrato tra Italia e Usa?
“La velocità. Hanno ricevuto le mie emal e poco dopo mi hanno chiamato per un colloquio, ho avuto la mia chance, anche se piccola, e poi sono arrivate le prime consegne, tutto nell’arco di un tempo brevissimo. Qui in Italia sarebbe stato più difficile, anche se adesso, magicamente, le porte mi sono state aperte…”

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Hai qualche curiosità da raccontare del modo di lavorare d’oltreoceano?
“Per quanto riguarda il mio campo, si pensa sempre ai grafici-illustratori come gente timida, rinchiusa nel proprio studiolo, privi di vita sociale e invece in America vengono organizzate molte cene e gala per creare momenti di incontro e confronto di gente diversa. E’ qualcosa di moto bello”.

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Un passo indietro, parlami di te?
“Mi sono trasferita molto piccola a Milano da Reggio Emilia. All’inizio è stato uno shock, a Milano ho fatto le scuole e mi sono diplomata allo Ied”.

E della tua famiglia?
“Mio padre è un fotografo e mia madre una pittrice…”

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Quindi, fin da piccola hai respirato arte?
Sì, ho subito asscociato il lavoro al fatto di fare quello che piace. A casa ho avuto la possibilità di frequentare artisti amici dei miei, vedere cose che altri non avevano l’opportunità di avere così vicine. Fin da bambina ho avuto la passione del disegno: disegnavo sui muri per la gioia dei miei”.

Ho letto che a New York hai anche iniziato a scrivere con i gessetti sull’asfalto e sui muri la parola “Wet Paint”, un’attività che è diventata col tempo un progetto vero e proprio…
“E’ un’attività nata casualmente:  un’estate a Milano mi annoiavo e così decisi di disegnare con i gessetti in strada, proprio sotto la finestra che dava sul balcone di casa mia, così poi potevo veder dall’alto quello che avevo fatto e fotografarlo. Poi ho continuato a farlo quando sono andata a New York, per strada, in giro, sui tetti e l’ho documentato con delle foto”.

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Hai realizzato per il New York Times una serie di illustrazioni intitolata 100 ways to sleep on the train, 100 modi di dormire sul treno. L’ironia ricorre spesso in quello che fai? Dove ti ispiri?
“Prendo degli appunti visivi, per esempio l’idea per gli annunci sul NYT è nata dalla mia esperienza personale. Prendevo il treno sempre a un’orario di punta, vedevo la gente accalcata, ma comunque che si appisolava. Una situazione stressante e ironica allo stesso tempo. L’ironia è una chiave di lettura che inserisco nelle mie immagini piatte e semplici”.

I tuoi modelli di riferimento nell’arte, nella pittura, nella grafica?
“Mi piacciono molto Picasso e Matisse e poi tutta la grafica italiana e americana degli anni ‘50/ ‘60.
Per esempio, ammiro Guido Scarabattolo, un illustratore italiano di quel periodo molto bravo. Guardo anche molto i miei coetanei, che fanno il mo stesso lavoro”.

Culture Olimpia Zagnoli

E la musica ti influenza?
“Sì, nella mostra di Milano accanto a ogni illustrazione o disegno c’è una frase  presa da testi di canzoni che mi piacciono, dai Beatles ai Ramones, dai T-Rex a Elvis. Anche per la musica mi piace molto il periodo degli anni ’60 legato al punk e al rock”.
 
A Milano e a New York dove vai alla sera e dove consigli di andare?
“Sono appassionata dei posti stile cafè, tranquilli dove si può bere una birra, ma anche ascoltare della musica. Tra i locali di Milano, il Plastic è per me un posto storico. A Ney York consiglio l’Union Pool nel quartiere di Brooklyn”.

Eri in America quando Obama è stato eletto?
Sì, all’inizio ero un po’ scettica soprattutto per tutto il merchandising sviluppatosi intorno alla campagna politica di Obama, mi sembrava sproporzionato e mi ricordava un’icona distante dalla realtà, come Elvis. Poi ho visto l’unità e il senso comune che Obama ha saputo trasferire aldilà dei confini della politica. Un messaggio che inIitalia non c’è da tempo”.

Vice Gallery
via Giacomo Watt 32 - Milano
E-mail:
info@vicemagazine.it
dal Lunedì al Venerdì: 10:30 - 13:00 14:30 - 19:00


 

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