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Oscar/ Kate Winslet: "Simpatia per una nazista? Emozione interessante". L'intervista esclusiva

Lunedí 23.02.2009 10:03
di Giovanni Bogani 
 

Kate Winslet
LOS ANGELES – Quando riceve l'Oscar, il suo discorso è un misto di determinazione, di forza, di fragilità. Di emozione, e di controllo. Proprio come è lei. Kate Winslet è, oggi, l'attrice più capace di emozionarti. Con i suoi tratti decisi, e con inattesi abbandoni.
 
"Sarei una bugiarda se dicessi che non avevo provato prima questo discorso", esordisce. "Avevo otto anni. E guardavo dritta dentro lo specchio del bagno. E questo", dice tendendo la statuette, "era una bottiglia di shampoo. Ma oggi non è una bottiglia di shampoo!!". E lo dice proprio con due punti esclamativi nella voce. Dedica il premio ad Anthony Minghella e a Sydney Pollack, morti quest'anno. E spende più che una parola per Meryl Streep: "Voglio rendere omaggio alle altre nominate… queste dèe. Penso che tutte noi non riusciamo a credere di essere nella stessa categoria con Meryl Streep".
 
Passano pochi minuti, e troviamo Kate nella sala stampa. C'è spazio, qui, per le domande. Anche quelle insidiose.
 
Kate, la sua performance è magnifica. Ma il suo, in "The Reader, è un personaggio delicato. Non teme che il pubblico possa amare, attraverso la sua caratterizzazione, una nazista?
 
"Ero molto consapevole del fatto che se il pubblico avesse sentito simpatia per Hannah, e di conseguenza si sentisse poi colpevole, questa sarebbe stata un'emozione interessante. Certo, non era mia intenzione far simpatizzare la gente con una guardiana nazista".
 
Ha dichiarato, giorni fa, che stava preparando la faccia giusta, se il suo nome non fosse stato annunciato. Ha preparato mentalmente questa faccia anche stasera?
 
"Non ha idea di quanto l'avessi perfezionata! Era una faccia perfetta. L'ho provata e riprovata, davvero. Avevo raggiunto risultati notevoli…".
 
Poco fa, ha raccontato del suo sogno da bambina. Era una bambina di un quartiere popolare di Londra. E ora, come si sente?
 
"Mi sento una bambina di Redding, come prima. Mia madre ha vinto un concorso di cucina e il giornale locale le ha messo la fotografia. E' stato veramente un evento enorme, per lei. Beh, io non credevo potesse succedermi molto di più. Non ero la bambina privilegiata che pensa che possa succederle ogni cosa positiva".
 
Che cosa pensa del possibile sciopero degli attori?
 
"Spero che non accada. Che non si faccia. E' per via di persone come – per esempio – mio padre, che lavorava come doppiatore, e facendo qualche pubblicità, per pagare le bollette. Non possiamo scioperare per queste persone. Perché c'è chi ha bisogno anche di piccoli lavori per andare avanti. E a volte basta un piccolo assegno per tenere in piedi una famiglia. E io davvero spero che uno sciopero non ci sia. Perché  è l'ultima cosa di cui si ha bisogno". Poi la incontriamo un'ultima volta. All'uscita della festa all'hotel Renaissance, dove si sono ritrovati tutti gli attori. Lei sta in un'auto nera, delle ragazze la chiamano urlando. Lei si nasconde dietro i vetri oscurati. Ma alla fine non ce la fa: ha voglia, anche lei, di mostrare la sua felicità. Butta giù il finestrino, e si fa fotografare, raggiante, con l'Oscar in mano.


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