Capi firmati/ Paolo Bianchi denuncia il mondo dell'informazione. L'intervista di Affari Italiani

"Il denaro, la pubblicità e il mondo della comunicazione hanno inquinato e corrotto qualsiasi cosa", confessa lo scrittore Paolo Bianchi ad Affaritaliani.it. Nonostante sia immerso in un ambiente giornalistico dominato dal cinismo, il giornalista-scrittore è riuscito a conservare intatta la sua indignazione che esplode in questo romanzo pieno di orribili verità sui media

Lunedì, 17 agosto 2009 - 15:56:00

Di Ariela Baco

paolo bianchi
 Paolo Bianchi

Paolo Bianchi, nel suo romanzo, che è anche una denuncia al mondo dell'informazione, esiste il suggerimento per una salvezza?
"La salvezza è una condizione a cui tendiamo tutti, ma alcuni non possono farcela. Il protagonista, che pur non a caso si chiama Emilio Rivolta, è un soccombente. Si licenzia, comincia a girare fuori dal sistema mediatico, ma poi in qualche modo vorrebbe tornarci dentro. Sua moglie lo lascia; lo scoop che sta preparando è un inganno, e fallisce. Del resto tutto sembra fallire anche fuori dal romanzo: la sana critica; il sano sistema culturale e scolastico; il sano lettore."

 

 

 

 


Il booktrailer del libro

I personaggi del suo libro si dividono in buoni e cattivi?
"Alcuni sono decisamente cattivi: il produttore televisivo è cattivo e opportunista; la moglie di Emilio è probabilmente un personaggio buono. Iride Maestri era una ragazza piena di ideali belli, piena di cultura. Poi si è venduta al successo; e usa le sue capacità per macchinazioni perverse. Il denaro, la pubblicità, hanno inquinato e corrotto qualsiasi cosa. Emilio invece oscilla: non è abbastanza forte per essere né l'una né l'altra cosa; è nostalgico; ingerisce tranquillanti in continuazione ed è perseguitato dai sensi di colpa. E' consapevole di essere dentro un sistema ingovernabile."

Qual è il punto di vista del suo romanzo?
"Ho scelto l'io narrante, e quello che scrivo è in parte autobiografico perché credo che ognuno possa e debba scrivere quello che conosce, che meglio sa. Il punto di vista perciò, quando si sposta, lo fa su un piano temporale e il libro infatti procede spesso per flash back: il passato universitario, la conoscenza tra i due protagonisti. Poi ci sono anche dei passaggi di luogo, degli spostamenti geografici. Il linguaggio che uso è preciso, diretto. Direi che secco è la definizione giusta. Ma anche ricco di dialoghi."

C'e una dimensione della vacanza, vista come un esilio o come un approfondimento?
"Il lungo peregrinare di Emilio nell'isola, dove si reca per cercare informazioni, è una sorta di viaggio, di vacanza fuori stagione. Così come è sicuramente momento di approfondimento e di pacificazione la fuga di sua moglie nella comunità, chiusa tra i boschi e i monti del Veneto, in cui lei sente di tornare umana. Personalmente invece non ho un luogo che ho elevato a luogo eletto, o a vacanza ideale, dove tornare; né fisicamente né mentalmente. Il concetto di vacanza mi riporta all'idea che la parola racchiude etimologicamente, nel suo significato: vuoto. E non mi piace. Stare bene con me stesso è la mia idea di vacanza. E vorrei viverla ovunque."

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La copertina

Paolo Bianchi, Per sempre vostro, Salani editore. Pagg. 272. Euro 15,00

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