Arriva la "pelle artificiale": sensibile come quella umana ma più resistente, tanto che in fituro potrebbe "rivestire" robot e consentire la realizzazione di capi di abbigliamento tecnico "interattivi".
Il nuovo brevetto è al centro, da oggi fino al 30 luglio, di un convegno a Sestri Levante che riunusce scienziati e ricercatori impegnati nel progetto europeo “RobotCub”, la piattaforma umanoide sviluppata dall’IIT - Istituto Italiano di Tecnologia - oggi progetto di riferimento a livello europeo per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
Nel nuovo dispositivo i
sensori sono stati accorpati tra loro in gruppi di 12 unità e disposti a forma di triangolo: i triangoli sono a loro volta connessi a gruppi di 32 consentendo la gestione di centinaia di punti sensibili con un limitato numero di connessioni.
Il brevetto, inoltre, semplifica il sistema di connettività dei sensori garantendo una riduzione del numero di fili pari a circa 20 volte rispetto a quello dei precedenti sistemi di sensorizzazione (per connettere 256 sensori sono ora necessari solamente 6 fili).
Le applicazioni possibili sono numerose e comprendono diversi ambiti di utilizzo. Il sensore è stato sviluppato nell’ambito degli studi sulla robotica, in particolare nella ricerca sulla “pelle artificiale” umanoide. Ulteriori applicazioni possono essere i dispositivi nei quali l’interazione uomo – macchina avviene attraverso contatto “fisico” (es. volanti o sedili delle autovetture per misurare la posizione e la pressione esercitata dalla mani o la distribuzione dei pesi dei passeggeri) o il settore dell’abbigliamento “tecnico”, nel quale i sensori potrebbero essere utilizzati per misurare lo stato fisiologico della persona che li indossa.