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Culture
Per il 90° compleanno del filosofo Jürgen Habermas: 18 giugno 2019

Nelle costellazioni storiche, filosofiche e politiche la figura di Jürgen Habermas campeggia in modo preponderante. Le sue opere dimostrano tutta la limpidezza di un pensiero filosofico, un’ermeneutica critica e una personalità algida, costantemente comprovata dagli eventi, dall’esperienza, l’Erleben, e dalle vicissitudini degli anni. Tradotto e studiato in tutto il mondo, ha pubblicato - come è noto - una miriade di libri che comprendono la complessità dell’umano in ambito filosofico, politico, etico e giuridico. 

Convinto che di “ragione” oggigiorno non ve ne sia mai troppa, ha cercato e continua attraverso i suoi scritti di valorizzarne il ruolo, sostenendo come la ragione pur non potendo più essere considerata la detentrice del sapere, rivesta comunque la funzione di “custode della razionalità” e baluardo della “tradizione illuministica” della civiltà occidentale. Per comprendere Habermas e avere una visione critica, vale a dire attuale, tentando di superare un “pensiero mediocre” e riduttivo nei suoi confronti e nei riguardi della società globale, bisogna leggere non solo dei dettagli, o un settore di ricerca, ma tutto ciò per il quale è stato indirizzato il suo interesse scandagliando la complessità dell’universale. Per questo, non lo si può considerare solo un teorico dell’etica del discorso insieme ad Apel: egli ha fornito il principio di universalizzazione all’etica del discorso dopo e oltre Kant. Ha saputo criticare anche Hegel e il suo “spirito assoluto” nonché Nietzsche e la “volontà di potenza”. Nulla è assoluto né relativo nel senso che ciascuna filosofia impone la sua verità chiusa in se stessa, tesi che non può essere sostenuta; fondamentale è infatti, trovare - secondo Habermas - sempre un “comun denominatore”, intersoggettivamente e razionalmente fondato, in grado di consentire un dialogo tra le diverse culture. E allora, egli è senza dubbio un filosofo della modernità, della contemporaneità, un “classico vivente” direbbe uno dei suoi maggiori lettori e interpreti italiani, Antonio De Simone: Habermas è “uno dei pensatori più significativi che nella contemporaneità hanno fatto ingresso nel pantheon della grande tradizione filosofica occidentale” (Destino moderno. Jürgen Habermas, 2018), tale idea avvalorata ne Il primo Habermas. Ritratti di pensiero (2017) nel quale De Simone osserva che il filosofo tedesco abbia “la statura del classico e che nel suo essere nostro contemporaneo abbia avuto l’intenzione di pensare e scrivere già come un classico vivente, oltre il futuro”. Mentre, una completa biografia intellettuale è stata avanzata da Stefan Müller-Doohm nel 2014 con Jürgen Habermas. Eine Biographie; e ancora, nel 2010 sono stati pubblicati per i classici del pensiero di Mondadori due tomi dedicati a Jürgen Habermas.

Attorno alla ragione, alla democrazia, alla religione, all’Europa sono stati inoltre editi altri saggi dedicati a tale celebrità intellettuale, fondamentali il suo pensiero e le sue idee nel globo e sempre di straordinaria attualità critica e problematica: di recente pubblicazione il saggio tradotto da Matteo Anastasio, Democrazia o capitalismo? Gli Stati-nazione nel capitalismo globalizzato; L’ultima occasione per l’Europa curato da Fernando D’Aniello e Rinascita delle religioni e secolarismo curato da Leonardo Ceppa, uno dei principali traduttori e curatori italiani delle opere habermasiane. E in occasione dei suoi 90 anni è stato pubblicato anche in onore del filosofo il volume Habermas global. Wirkungsgeschichte seines Werks, a cura di Luca Corchia, Stefan Müller-Doohm e William Outhwaite, all’interno del quale si discutono e si intrecciano le tesi degli studiosi di Habermas presenti nel mondo, motivo di vanto è la presenza di filosofi italiani quale il nostro Antonio De Simone. Costui anche nel recente Oltre Hermes. Il comprendere dell’umano (2018) affronta tra l’altro l’intricata questione ermeneutica e i legami di pensiero tra Habermas, Dilthey, Kant, Gadamer. Qui, in particolare, viene discussa la soggettività in relazione alla psicoanalisi e Freud e il rapporto tra ermeneutica e critica della ideologia.

È noto. Habermas stupisce con le sue arti comunicative e con una razionalità spiazzante. Oggi, ieri, sempre. Per i tipi di Mimesis altre recenti pubblicazioni a lui dedicate, cito fra tutte Per un’etica del pensare di Calogero Caltagirone nel quale l’autore evidenzia l’aspetto essenziale dell’umano secondo Habermas, il pensiero: esercitare il pensiero critico è fondamentale nell’odierno nel quale lo squilibrio psico-attitudinale dei più comporta un abuso della sfera istintuale propria delle bestie. L’umano ha bisogno di pensare, deve farlo. Da sottolineare anche un altro eccellente lavoro in onore del grande filosofo, nella Cambridge University Press, presentato da studiosi internazionali inclusi gli accademici della Goethe University, lo scorso 27 maggio 2019, dai curatori Amy Allen e Eduardo Mendieta presso la “Forschungskolleg Humanwissenschaften in Bad Homburg”.

È opportuno, inoltre, ricordare che quest’anno - 2019 - oltre ai novant’anni di Habermas ricorre l’anniversario dei cinquant’anni dalla morte di Adorno che, con Max Horkheimer, aveva fondato la Scuola di Francoforte e dato avvia della pubblicazione della Teoria Critica contro ogni forma di alienazione e spersonalizzazione dell’individuo in una società borghese che dopo le filosofie positiviste e scientiste, avrebbe comportato di lì ad oggi quelle stesse problematiche individuali riguardanti la soggettività, la personalità, l’agire sociale non critico perché abiurato dai mezzi di comunicazione di massa. Si pensi nello specifico, anche a Marcuse e alle sue opere tra le quali L’uomo a una dimensione ed Eros e Civiltà: egli stesso aveva preso parte alla Scuola di Francoforte.     

Nell’era globale dei social network e del presentismo spesso esasperante, Habermas e i suoi scritti, sono stati, sono e saranno sempre presenti, vivi e conosciuti: questa è la potenza del classico, questa la forza di un pensiero vivente e di un ragionamento che continuano a stupire, pur nelle difficoltà di interpretare un’ermeneutica della parola particolarmente intricata. Non solo, Habermas è colui che ha saputo diagnosticare criticamente il “destino moderno”, il nostro presente che non va confuso in una semplice reductio in termini dogmatici ma è da comprendere entro l’intero tempo storico anche in relazione al passato e in una prospettiva sistemica verso il futuro. Il filosofo tedesco insieme a Machiavelli, Simmel, Vico, Rousseau può indicare le coordinate filosofico-politiche da seguire per non perdere di vista il senso e il significato dell’esistenza, del vivere sociale tra contraddizioni e conflitto, nella dialettica degli antagonismi, del riconoscimento e delle forme di vita e di potere. E infatti, Habermas legge Machiavelli come è evidente ne Il primo Habermas di Antonio De Simone; non solo il filosofo tedesco contempla Machiavelli, Hobbes e Moro attualizzando ciò che “sono” la tecnica di conservazione del potere oggi e quella di organizzazione dell’ordine sociale. Certamente affascinante il pensiero habermasiano, la sua metacritica filosofica che soverchia con una modalità tutta tedesca, distaccata e penetrante, i limiti dell’umano di ieri, di oggi, di domani. Nette le distinzioni tra politico di professione e politico dell’azione, sulle quali prima Max Weber, poi Hannah Arendt hanno ragionato; da qui, si può forse evidenziare come una linea di filosofi tedeschi abbiano seguito una tendenza del comprendere dell’umano, oltrepassando la “crisi”, “le guerre”, e come abbiano evidenziato le trame individuali e sociali districando l’agire dell’individuo e la sua etica comportamentale. Per vie problematiche.         

Un’alta lezione filosofica dunque, quella di Jürgen Habermas che segna l’umano, l’intersoggettività, le morfologie e le metamorfosi del contemporaneo, l’idea di democrazia e di spazio pubblico: oggi fortemente in discussione. Per tutto ciò e per numerosi altri motivi occorre leggere Jürgen Habermas: “filosofo della democrazia” e del “dialogo”.  

Unsere besten Wünsche, Meister Jürgen.

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