Pippo Delbono, note biografiche

Ha lavorato con gli internati, ha trattato i temi della malattia e della follia con estrema sensibilità e audacia. Pippo Delbono é un registra straordinario che ha sempre cercato di andare 'oltre il teatro', per mostrare la vera essenza dell'essere umano

Lunedì, 27 luglio 2009 - 11:08:00


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Pippo Delbono
Pippo Delbono, note biografiche

Frequenta la scuola di teatro a Savona, dove conosce l’attore argentino Pepe Robledo. All’inizio degli anni 1980 si trasferisce in Danimarca con Robledo e li prende parte al gruppo Farfa, diretto da Iben Nager Rasmussen. Lavora al suo primo spettacolo, Il tempo degli assassini, una volta tornato in Italia e lo presenta nel 1986 al Festival di Sant Arcangelo. Durante una tournée in Germania incontra, insieme a Robledo, la coreografa Pina Bausch. I due partecipano a uno degli spettacoli della regina della danza scomparsa di recente, Ahnen.

L’anno seguente porta lo spettacolo Il tempo degli assassini in giro per il mondo: Spagna, Svizzera, ma anche America Latina e Iraq. Nel 1989 due straordinari spettacoli: Morire di musica e Il Muro (con Pina Bausch). Nel 1992 l’originale progetto su Henry V di Shakespeare e l’anno successivo giunge finalmente la formazione permanente di uno spazio teatrale a Loano: La danza nel teatro.

Nel 1995 la compagnia mette in scena La Rabbia, spettacolo dedicato a Pier Paolo Pasolini. Nel 1997 va in scena a Napoli Barboni, nato dall’incontro con alcuni internauti dell’ospedale psichiatrico di Aversa, al quale partecipano anche artisti di strada e cantanti rock. Con Barboni, oltre a riscuotere un enorme successo nel mondo intero, riceve il Premio speciale Ubu per la ricerca al limite tra l’arte e la vita e il Premio della critica (1998). Nel 1998 è la volta di Guerra, spettacolo realizzato con la stessa compagnia di Barboni, che nel 2003 diventa film e partecipa alla 60esima Mostra di Venezia.

Nel 1999 mette in scena Esodo a Modena, nel 2000 Il silenzio al Festival di Gibellina, nel 2002 Gente di Plastica, che gli vale anche il Premio Olimpici del teatro. Al Festival di Avignone approda nel 2004 con Urlo, spettacolo che vede la partecipazione di Giovanna Marini e Umberto Orsini. Nel 2006 va in scena al Teatro Argentino a Roma Questo buio feroce, dedicato ai malati terminali di Aids. Nel 2007 presenta a Spoleto l’opera Obra Maestra, progetto inedito di Frank Zappa scritto da Giovanni Mancuso e tratto da un libro di Pilar Garcia. Nel 2008 La Menzogna. Nel 2009 il primo lungometraggio intitolato Grido e dedicato alla follia, all’incontro con l’attore  e amico Bobo (attore sordo muto incontrato in un ospedale psichiatrico).

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