Il connubio tra psicanalisi e arte, quando la creatività aiuta a guarire

Tossicodipendenza, anoressia e bulimia. Un convegno per individuare gli interventi più appropriati a seconda dei cambiamenti sociali e culturali. Ma anche uno spettacolo inedito del gruppo francese MnemoArt. E' "Territori visibili e invisibili del male", in programma a Monza. La psicanalista e scultrice Tamara Rosemberg Landau sceglie Affaritaliani per presentare l'evento. E rivela: "La psicanalisi è strettamente legata all’arte e alla cultura. Ho lavorato molto con donne malate che attraverso l'espressione artistica hanno trovato la loro realizzazione personale"

Martedì, 22 settembre 2009 - 16:25:00

di Iskra Naydenova Cannizzaro

Il programma del convegno

La carriera di Tamara Landau

Psicanalisti, artisti e ricercatori uniti per trovare la nuova ‘via culturale della psicanalisi’. ‘Territori visibili e invisibili del male’ è il convegno che si terrà il 3 ottobre alla Villa Reale di Monza per accostare ai temi psicanalitici tratti squisitamente culturali. Pietro Andujar, presidente dell’associazione La Ginestra (nata ufficialmente nel 1997 dalla rivista ‘La Ginestra. Quaderni di cultura psicoanalitica’, pubblicata in un primo tempo da Edizioni associate di Roma e poi da FrancoAngeli), OPIFER (Organizzazione di psicanalisti italiani federazione e registro) e la collaborazione dell’assessorato alla Cultura della città di Monza, per un evento di particolare importanza nell’ambito psico-culturale. La psicanalista e scultrice Tamara Rosemberg Landau, che porterà al convegno uno spettacolo inedito del gruppo francese MnemoArt, rivela ad Affaritaliani le evoluzioni del connubio tra psicanalisi e arte. 

Scienza e Arte
Tamara Landau
MnemoArt, quando nasce il gruppo?
"Io e mio marito, Jean-Pierre Landau, abbiamo pensato di creare questo gruppo appena un anno fa. In realtà siamo in essere, in evoluzione, e penso che il convegno che si terrà a Monza sarà un’ottima occasione per farci conoscere meglio".

Perché ha sentito l’esigenza di dare vita a MnemoArt?
"Noi ci proponiamo lo scopo di far convivere l’arte con la psicanalisi e la scienza. Questo progetto è frutto delle mie esperienze personali e professionali. Per molti anni ho lavorato a contatto con donne malate di bulimia e anoressia che si rivolgevano a me per sconfiggere il male oscuro del mondo moderno. In tutti questi anni però ho lavorato molto anche con donne artiste, donne creative e tenaci che attraverso l’espressione artistica trovavano la loro realizzazione personale. Combinare le due cose è stato naturale. La psicanalisi è strettamente legata all’arte e alla cultura".

Che tipo di spettacolo presenterete al convegno che si terrà a Monza?
"Sarà una performance sul tema del territorio visibile e invisibile del male. Saremo in quattro, tutti psicanalisti-artisti e cercheremo di rendere visibile il connubio tra psicanalisi e arte attraverso diverse interpretazioni: Catherine Fava-Dauvergne, psicanalista e cantante lirica e Alain Lazare, psicanalista e musicista, presenteranno una loro creazione vocale e poetico-musicale sul territorio invisibile del male. Poi ci sarà della poesia, dell’arte plastica e un’esposizione di quadri sul tema della perversione".

Lei e suo marito che ruolo avrete?
"Jean-Pierre Landau tratterà il tema del visibile con dei quadri accompagnati da testi poetici, mentre io esporrò la mia scultura che mette in luce l’atteggiamento dell’uomo contemporaneo, incapace di accettare i sentimenti di mancanza e solitudine e sempre più indirizzato verso la ricerca nostalgica e passionale di godimenti e ricordi".

MnemoArt è legato anche alla memoria della Shoah?
"Tra gli scopi di questo gruppo c’è sicuramente quello della memoria degli orrori che gli uomini sono stati in grado di commettere durante la Seconda Guerra Mondiale. Lavorare sulla memoria è importante e noi lo facciamo attraverso mostre, performance ed eventi interattivi che lascino il segno nelle persone che partecipano a queste rappresentazioni, affinché appunto non dimentichino".

Come si spiega l’eterna associazione tra genio e follia nel mondo artistico?
"L’aspetto geniale dell’artista sta nel fatto di vedere, percepire e vivere aspetti del mondo che le persone comuni non riescono a captare. Di fatti all’origine dell’essere umano stesso risiede la sofferenza e il dolore. Il destino dell’uomo è questo, non può sfuggire al dolore".

Può l’arte guarire gli individui da disturbi psichici gravi?
"Guarire no. Aiutare sì, moltissimo. L’espressione artistica, la scrittura, la pittura, la scultura, rappresenta un qualcosa che va al di la di un semplice sfogo. L’arte non aiuta solo a ‘buttare fuori’ e a liberarsi, fa molto di più: permette di mantenere l’equilibrio, aspetto fondamentale in un processo di guarigione".

Ci può dire qualcosa sul progetto della Villa Landau a Nizza?
"Stiamo pensando a una residenza che riunisca vari artisti del panorama contemporaneo. Ci saranno artisti ma anche psicanalisti e ricercatori. Noi siamo avanguardisti, cerchiamo le innovazioni e pensiamo che il legame tra le diverse scienze sia fondamentale".

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