di Celeste Rotondi
Dove si può incontrare Maurice Roucel, uno dei nove “nasi” e maestri profumieri più raffinati al mondo, che ha lavorato per Chanel, Guerlain, Hermès e così via? Tra New York o Parigi, dove si divide sei mesi all’anno? Oppure a Milano, capitale nostrana, e non solo, della moda? Ma no, nell’ex cittadina olimpica di Pinerolo, nel torinese, ovviamente, all’interno della stra-ordinaria rassegna "Per Sentieri e remiganti- for travellers only", organizzata dal Gruppo del Cerchio fino al 19 novembre e dedicata ai “viaggiatori extra-ordinari”, quei personaggi che eccellono in percorsi d’eccezione! E, per giunta, lo si incontra in compagnia della Gran Maestro di tai chi chuan, kung fu acrobatico e almeno altre quattro arti marziali, la cinese Li Rong Mei…
L’insolita accoppiata era di scena giovedì 5 al Teatro Incontro di Pinerolo, appunto, per una serata dedicata all’essenza e al profumo: alle 21, un incontro con il grande profumiere e, a seguire, una performance di tai chi chuan e kung fu con spada della campionessa internazionale Li Rong Mei.
 Maurice Roucel
|
Davanti a un piatto di gnocchi burro e salvia e pennette zafferano e zucchine accompagnati da un buon bicchiere di barolo,
Roucel, con la sua aria curiosa, lo sguardo attento e, soprattutto, i modi semplici, per nulla scalfiti dal mondo di lusso e denaro della profumeria mondiale in cui si muove, accetta, serafico, di rispondere a qualche domanda di Affari... Maestro Roucel, quali sono stati i suoi esordi nella profumeria?
"A vent’anni ho trovato lavoro alla Maison Chanel grazie alla laurea in chimica. Lì mi sono avvicinato a un mondo che non mi era mai interessato e che, anzi, mi faceva un po’ sorridere con tutto quell’affaccendarsi per… un profumo! Da Chanel un maestro profumiere ultrasettantenne accettò di scommettere sulle nuove tecniche di spectrometria gassosa che proponevo. Così per sei anni ho avuto modo di conoscere le materie prime più preziose".
Ma come si diventa maestri profumieri?
"Nella profumeria esistono vari livelli, dall’apprendista al maestro vero e proprio. Io sono un profumiere “autodidatta”, mi sono preparato a lungo attraverso la pratica, che è indispensabile per raggiungere qualsiasi risultato. Sarebbe stupido pensare di riuscire senza una preparazione lunga, faticosa e noiosa. La mia passione per la profumeria è venuta fuori poco a poco: una volta imparata la tecnica mi sono dedicato alla creazione di fragranze originali, il che sostanzialmente equivale alla realizzazione di un’idea. Come nella scrittura, nella pittura o nella musica, la tecnica è fondamentale, ma ci vuole un’idea, dopodiché attraverso il linguaggio di cui si dispone prende forma l’atto creativo. Tutti conoscono l’alfabeto, ma pochi scrivono un buon romanzo!"