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L'intenso romanzo di Nenad Velickovic "Sahib", edito in Italia da Controluce, è una prova letteratia coraggiosa, di grande forza emotiva.
L'autore, nato a Sarajevo nel 1962, in Italia si era già fatto conoscere per "Il diario di Maja" e "Il padre di mia figlia".
Ora torna con un racconto sui diseredati d'Europa visti con gli occhi di uno schiavo del consumismo, tradotto da Ginevra Pugliese.
 La copertina
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LA TRAMA -
Ambientato nella Sarajevo postbellica, Sahib narra, attraverso settantasette e-mail inviate dal protagonista al suo amante rimasto in patria, la storia di un giovane inglese giunto in Bosnia al seguito di una missione umanitaria.
L’uomo, che osserva e giudica la società che lo circonda dall’alto della propria presunta superiorità e allo stesso tempo si trova a vivere la sua condizione di omosessuale in un paese estremamente conservatore e tradizionalista, trova nel suo autista, Sakib, un interlocutore sempre pronto a mostrargli le cose da un differente punto di vista.
SATIRA PUNGENTE - Satira pungente sulle contraddizioni, i falsi miti e le ottusità della società di massa occidentale, incapace di interpretare le differenze se non attraverso gli scontati cliché del modello consumista, questo romanzo ironico e divertente punta il dito contro l’Occidente e le varie ong che sprecano tempo e risorse in progetti spesso surreali e di dubbia utilità.
L'AUTORE - Nenad Velickovic è nato a Sarajevo nel 1962. È autore di opere di narrativa, saggistica, poesia e di sceneggiature televisive. In italiano sono già apparsi Il diario di Maja (1995) e Il padre di mia figlia (2008).