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Culture
Sting, con la moglie Trudie Styler, inaugura Anteprime di Toscana 2018

Ormai 20 anni, da quando ha acquistato un centinaio di ettari di vigneti nel Valdarno fiorentino e altri 250 (tra vigneti, uliveti e boschi), il cantante Sting, titolare della Tenuta Il Palagio, produce dell'ottimo vino insieme alla moglie Trudie Styler. E proprio insieme alla moglie, la pop star inglese parteciperà alla cerimonia di inaugurazione di Anteprime di Toscana 2018 alla Fortezza da Basso di Firenze, sabato 10 febbraio, organizzata grazie al lavoro di PromoFirenze, azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze, con l'Anteprima Collettiva Regionale, che vedrà la partecipazione dei Consorzi di Carmignano, Casole d'Elsa, Colline Lucchesi, Cortona, Elba, Maremma Toscana, Montecarlo di Lucca, Montecucco, Pitigliano e Sovana, Val di Cornia e Valdarno di Sopra. Febbraio rappresenta il mese più importante di tutto l'anno, sicuramente dopo la vendemmia, durante il quale tutti i consorzi e i produttori di vino toscano aprono le porte delle loro aziende per promuoversi al mercato nazionale, ma soprattutto estero. Buyers da tutto il mondo partono da Firenze, con la settimana delle Anteprime di Toscana 2018, collegata a Buy Wine 2018, sabato 10 con l'inaugurazione ufficiale, per poi continuare domenica 11 con Chianti Lovers,  le degustazioni  delle nuove annate Chianti docg 2017 e Riserva 2015 in uscita nel 2018. Lunedì 12 e martedì 13 febbraio sono dedicati al Consorzio Chianti Classico Gallo Nero, che alla stazione Leopolda presenta le sue nuove annate in una collezione unica al mondo. Sempre martedì 13, e fino al giorno successivo, è in programma l' Anteprima Vernaccia di San Gimignano al Museo di Arte Moderna. Il 14 e 15 febbraio è prevista l'Anteprima Vino Nobile di Montepulciano alla Fortezza Medicea. La settimana si concluderà venerdì 16 e sabato 17 con Benvenuto Brunello di Montalcino, al Chiostro del Museo, sede anche del Consorzio. L'Anteprima 2018 è molto importante perché viene presentata la produzione dell'anno appena trascorso, un anno particolarmente difficile. Soltanto la grande tenacia ed esperienza dei viticoltori nel gestire la crisi ha evitato il peggio. Da più parti si è parlato di richiesta dello stato di calamità naturale al ministro delle Risorse Agricole Maurizio Martina. Gelate, siccità, ungulati (cinghiali in primis, ma anche daini e caprioli) hanno messo a dura prova il mondo vitivinicolo. Giovanni Busi, dal 2016 presidente del Consorzio Chianti Docg, parla di un meno 40 % della produzione, che di conseguenza ha implicato un rincaro medio del 20 %, e solo grazie alle giacenze messe sul commercio si è evitato un rincaro ulteriore. Rincaro che, d'altronde, non sarebbe accettato dalla grande distribuzione, che non recepisce aumenti di prezzo repentini da un anno all'altro. Ma non ci sono solo nubi all'orizzonte. Per la prima volta nella storia, il vino si tinge di rosa. Carlotta Gori è stata infatti nominata alla guida del Consorzio Vino Chianti Classico. Nata a Firenze nel 1969, sposata e madre di una figlia, con una laurea in Giurisprudenza alle spalle, Carlotta Gori ha cominciato la sua carriera all'interno del Consorzio Vino Chianti Classico circa 20 anni fa, al termine degli studi universitari. Un percorso lavorativo che l'ha portata a ricoprire la carica di Responsabile attività di tutela legale e vigilanza e Responsabile rapporti istituzionali per il Gallo Nero. Anche Avito, associazione l'Associazione dei Vini Toscani DOP e IGP, ha rinnovato le cariche di Presidente, designando per tale incarico Luca Sanjust di Teulada. Avito è il primo organismo unitario di rappresentanza della viticoltura toscana di qualità. Ad oggi riunisce 20 Consorzi di Tutela, in rappresentanza di circa 6.000 imprese, per un fatturato stimato di oltre un miliardo di Euro ed una quota export superiore al 70%.
Grandi novità anche per il Brunello. A Montalcino nasce una fondazione che ha il principale scopo di sostenere progetti di sviluppo del territorio e di interesse sociale, sul modello delle fondazioni bancarie. A guidarla ci penserà Fabrizio Bindocci, per molti anni presidente del Consorzio Brunello di Montalcino, che dal 2016 è presieduto da Patrizio Cencioni. La  Fondazione, pur essendo espressione del Consorzio, avrà una gestione autonoma e soprattutto  sarà  aperta partecipazioni e contributi esterni.  Per quanto riguarda le risorse da destinare al territorio, una base importante dovrebbe venire dai contributi volontari dei produttori. I contributi non saranno distribuiti a pioggia ma, di anno in anno, puntando su progetti e idee concrete e ben delineate. Obiettivo è sostenere la crescita del sistema economico e sociale di Montalcino. Il valore del brand del Brunello di Montalcino è tra i più forti a livello mondiale. Ne è testimone, suo malgrado, il conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della tenuta Col d'Orcia, azienda gioiello di Montalcino, duramente colpita da un furto, pare su commissione, di oltre 1000 pregiatissime bottiglie di Brunello sottratte dal wine shop dell'azienda. Probabilmente si tratta di un gruppo organizzato, che aveva già colpito a dicembre nell'azienda Capano, sottraendo in questo caso 900 bottiglie. Anche per correre ai ripari, il comune di Montalcino si sta attrezzando con telecamere nei punti di maggiore criticità. La vastità e la poca densità di popolazione del territorio di certo non aiuta. Un problema, quello della sicurezza, che affligge particolarmente le donne del vino, sempre più numerose e alla guida di aziende modello come nel caso della giovane produttrice Stella Viola di Campalto, alla testa dell'omonima azienda, che da 15 anni produce dell'ottimo Brunello e Rosso  di Montalcino. Preoccupata non solo dall'aumento di questi furti, ma anche dalle continue contraffazioni che affliggono il settore, è Caterina Dei, che sovraintende 60 ettari di vino, con una produzione che si attesta a 250 mila bottiglie annue, di cui 120 mila a Nobile di Montepulciano, altro consorzio particolarmente toccato dalla diminuzione di produzione dovuta alla siccità. Nonostante le molteplici difficoltà del settore, il 2017 può essere considerato come l'anno principe in quanto a numero di passaggi di proprietà, anche eclatanti, come nel caso dell'azienda simbolo di Montalcino, la Tenuta del Greppo della famiglia Biondi Santi, passata al Gruppo francese Epi - Descours per una cifra da capogiro. Anche Riccardo Illy, che dal 2008 possiede Mastrojanni, non ha fatto mistero di essere interessato all'acquisto di alcuni ettari nel territorio dell'Abbazia di Sant'Antimo, non lontano dal fratello Francesco, che ormai da anni produce un ottimo Brunello con la sua azienda "Le Ripi", modello di agricoltura biodinamica e architettura ecosostenibile delle cantine. Considerando che il prezzo medio di un ettaro si attesta sui 500 mila euro, si capisce che il business delle vigne, per chi se lo può permettere, rimane sempre un buon investimento.

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