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Tommaso Labranca ad Affari: "Gli italiani in vacanza? Sembrano allevatori di pitbull"

di Antonio Prudenzano

 

 

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Tommaso Labranca

Tommaso Labranca è tante cose. Ma più che definirlo attraverso ciò che fa e ha fatto (scrittore, autore tv, commentatore, conduttore radiofonico, studioso dei constumi), nel suo caso forse è meglio sottolineare l’inarrestabile voglia di cercare, anticipare e rivisitare. Un perfetto personaggio postmoderno, capace di muoversi con disinvoltura tra media molto diversi (tv, radio, internet, libri) senza mai smarrire la propria vocazione all’originalità: 47enne, precursore in Italia del concetto di "trash", Labranca ha fatto molto discutere per i suoi libri, oggi di culto, sull’evoluzione (o regresso?) della contemporaneità: da Estasi del pecoreccio. Perché non possiamo non dirci brianzoli a Andy Warhol era un coatto. Vivere e capire il trash, fino a Neoproletariato. La sconfitta del popolo e il trionfo dell’eleghanzia e all’innovativo Labranca remix. Il primo libro mondiale di letteratura remix (tutti editi da Castelvecchi), già dai titoli dei volumi si percepisce l'alterità rispetto alle consuetudini del sistema editoriale. Lo sguardo ‘spietato’ e competente di Labranca è quindi perfetto per analizzare il cambiamento dei gusti culturali degli italiani in vacanza.

 

 

Tommaso Labranca, scorrendo la classifica dei libri più venduti dell'estate (Libri al mare: ecco la classifica dei volumi più venduti) si assiste a un’estrema e a volte sconcertante varietà: da Ratzinger a Moccia, da Camilleri a Larsson, c’è davvero di tutto…

"Innanzitutto premetto di non fidarmi delle classifiche. Sono stilate in base a campioni limitati e, nel caso dei libri, non tengono conto di quelli venduti nei supermercati. Io stesso ne ho appena comprato uno della Fallaci proprio al supermarket. La gente ha paura delle librerie! A parte la premessa, gli italiani preferiscono libri d'evasione. E' sempre stato così. Le persone si vogliono rilassare e divertire. Gli intellettuali devono capire una volta per tutte che alle masse non interessano i testi complicati. La varietà a cui fa riferminto nella domanda è quindi inevitabile. Comunque, la mia classifica non è quella pubblicata sui giornali, ma quella che vedono i miei occhi nei tram e nei treni, e spesso non coincide con quella 'ufficiale'. Il problema però è un altro...".

Cioè?
"L'industria culturale fa credere alla gente comune che chi legge i libri di Fabio Volo è intelligente, e lo stesso capita con la Mazzantini. I lettori distratti, cioè la maggior parte, pensano che non esista altro oltre a quei pochi nomi sulla bocca di tutti. Un meccanismo perverso. Il sistema favorisce l'ignoranza".

 

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Presto d'estate e non solo non si leggeranno più i vecchi libri cartacei, ma quelli elettronici...
"In Italia non succederà, gli e-book da noi non potranno mai funzionare. Sono come i libri 'galleggianti' con cui Roberto D'Agostino provocò gli intellettuali negli anni '80. Si tratta di tentativi destinati a non arrivare al grande pubblico, che preferisce sfogliare i vecchi libri cartacei".

Ma in vacanza che tipo di cultura cercano gli italiani?
"L'altro giorno ero in autostrada e ho avuto modo di ammirare i cosiddetti 'italiani in vacanza'. Altro che cultura, sembrano un popolo di allevatori di pitbull per gare clandestine!".

Nessuna eccezione?
"Certo che ci sono, ma sono poche e totalmente influenzate dalla 'cultura' propinata dalla televisione. Tutto ciò che è 'difficile' viene sistematicamente evitato. Tutta colpa dell'assenza di divulgatori culturali causata dal nostro snobismo...".

In che senso?
"In Italia, a parte il maestro Manzi agli albori della tv, non abbiamo mai avuto veri divulgatori. A un certo punto sembrava che, nel campo dell'arte, Vittorio Sgarbi sarebbe potuto essere uno di questi, ma poi ha scelto altre strade. Oggi resta solo Piero Angela, che naturalmente è considerato un cretino dagli snob. In Italia gli addetti ai lavori si vergognamo di far capire a tutti la cultura, l'arte, la letteratura, la scienza. E' proprio questa la funzione del divulgatore. Proporre in modo semplice e alla portata di tutti contenuti complessi. Noi pensiamo di sapere tutto sin dalla nascita, mentre all'estero, Francia compresa, sono molto più umili".

 

 

(SEGUE- Labranca e la trasformazione del concetto di trash)

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