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Culture
Veste rinnovata per ‘La Cucina Italiana’

 

E’ già Natale sulle pagine della ‘Cucina Italia’, che con il numero di dicembre – in edicola da oggi – si presenta in una nuova veste. A cominciare dalla grafica che coniuga le linee moderne dei titoli con la testata ridisegnata da Mucca Design – studio newyorkese di Matteo Bologna – che strizza l’occhio al logo delle copertine degli anni ’50.

Nuovo il mix di contenuti nelle pagine interne, che, accanto al ricettario diviso in sezioni – dagli antipasti ai dolci, dalle specialità natalizie regionali al cenone vegano – , propone anche storie di ampio respiro, da un tour delle nuove mete gourmet di Milano e Roma a uno speciale bollicine che abbina ogni bottiglia a un cibo e a una musica, ma anche rubriche originali e una sezione finale, che si chiama La Cucina Italiana – La Scuola, con una serie di tutorial, dalla ricetta per principianti a quella per il cane di casa.

“In ogni numero ci sarà un personaggio che propone un suo piatto: partiamo con Cristina Donadio, la Scianel di di Gomorra”, ha raccontato Maddalena Fossati, da cinque mesi direttrice della testata. “Vogliamo rivolgerci anche a chi vuole leggere di cucina, ma non necessariamente cucinare, ma senza tradire le nostre radici”, ha aggiunto.”La Cucina Italiana era visionaria alle origini, e noi vogliamo mantenere quello spirito”, ha spiegato, ribadendo che tutte le ricette continuano a essere cucinate e asseggiate in redazione. “Con il numero di Natale i lettori troveranno in regalo la prima pagina del primo numero del 1929. Ispirandoci al Programma che campeggia su quella prima pagina stiamo mettendo insieme un nuovo Manifesto che declini in modo nuovo i valori originari della testata per una cucina italiana felice: con meno sale, burro, zucchero, più equilibrata”. “Metteremo in piedi anche il comitato di degustatori, che c’era negli anni Trenta, per scegliere una serie di piatti italiani da candidare all’Unesco come patrimonio dell’umanità”, ha concluso.

“Cucina Italiana è l’unico brand italiano di nascita tra quelli di Condè Nast ed è ancora nell’infanzia dello sfruttamento internazionale”, ha rimarcato Luca Dini, direttore editoriale, ricordando come il sistema creato attorno al marchio si articola su tre pilastri: la rivista, con una diffusione media di 61 mila copie, le piattaforma digital-social, con un’audience di oltre 4 milioni di contatti, e infine gli eventi, con cici di lezioni in cucina che ogni anno coinvolgono quasi 6mila persone.

fonte http://www.primaonline.it

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