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Culture
Zanichelli, il progetto Parole da Salvare in piazza Santa Croce a Firenze

#paroledasalvare in tour. Il progetto parole da salvare, oltre 3.000 parole della lingua italiana che rischiano di essere dimenticate, approda a Firenze fino al 19 ottobre. Dopo le principali città italiane, arriva in piazza Santa Croce, il luogo che ospita la statua del “padre nobile” della lingua italiana Dante Alighieri, il progetto che vuole “salvare” oltre 3.000 parole della lingua italiana che rischiano di essere dimenticate, Zanichelli, in tale occasione, ha voluto siglare una speciale collaborazione con MSGM: il brand di moda ideato da Massimo Giorgetti ha “adottato” cinque parole rendendole protagoniste sulle t-shirt che verranno messe in vendita on-line. Sono esattamente 3.126 le parole che nell’edizione 2020 del vocabolario Zingarelli saranno accompagnate da un fiorellino ♣, simbolo grafico che le contrassegna come Parole da salvare: termini della lingua comune sempre meno presenti nell'uso scritto, orale e nei mezzi di informazione. Proprio con la volontà di “salvare” queste parole – spesso trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive –  il tour coinvolge le principali città italiane (Milano, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Palermo), le cui piazze ospiteranno #AreaZ: una zona a lessico illimitato in cui trovare le parole giuste per esprimere il mondo. In #AreaZ tutti sono invitati a scegliere una parola e a prendersene cura, usandola in modo opportuno.

Come si salva una parola? In #AreaZ una grande installazione-vocabolario ospiterà, sulla quarta di copertina, un monitor touchscreen che proporrà a rotazione 5 dei 3126 lemmi da salvare. Scelta la propria parola da salvare, sarà possibile postarla, con il suo significato, sui propri canali facebook e Instagram direttamente dallo schermo del vocabolario. E per chi ai social network preferisce le reti sociali tradizionali Zanichelli ha pensato a cartoline vere e proprie: ogni cartolina conterrà una parola da salvare con il suo significato, da affrancare e spedire. La prima tappa del progetto è stata a Milano, seguita da Torino, Bologna. Il tour arriva a Firenze (Piazza Santa Croce, 12 – 19 ottobre), e proseguirà a Bari (20 - 26 ottobre) e infine Palermo (31 ottobre – 7 novembre). MSGM, brand di moda ideato da Massimo Giorgetti, che si contraddistingue per la sua attitudine alle contaminazioni sperimentali con altri mondi come l’arte contemporanea e la musica, sceglie di “adottare” cinque parole e creare una speciale capsule collection MSGMxZanichelli contribuendo così a salvare, e quindi riscoprire, il variegato patrimonio linguistico e lessicale italiano. Massimo Giorgetti mescola le sue passioni a tutte quelle espressioni estetiche ed artistiche più innovative che animano il mondo digitale. Il risultato: un caleidoscopio di colori, forme e linee che cattura inesorabilmente l’attenzione del pubblico, facendo di MSGM uno dei marchi moda più intriganti del momento. Impavido, Impetuoso, Illogico, Vivido e Radioso sono le protagoniste dei capi della linea presentata in anteprima a Milano durante l’ultima Fashion Week milanese: la tradizionale estetica delle definizioni del vocabolario Zingarelli, parte di una memoria collettiva e condivisa, viene trasformata così dall’immaginario contemporaneo di MSGM in stampa inedita per i suoi capi.

In un contesto linguistico dove parole nuove, o neologismi, catturano l’interesse e attirano maggiormente l’attenzione, Zanichelli con il progetto #paroledasalvare si pone l’obiettivo non solo di far conoscere una parte meno nota del patrimonio lessicale italiano, ma anche di invitare al suo utilizzo, per ritrovare il gusto di prediligere parole meno consuete arricchendo di sfumature il proprio modo di comunicare. La capacità di scegliere esattamente il termine più giusto, più calzante per quello che si vuole dire, aiuta a esprimersi nella maniera più chiara ed efficace possibile. Anche i sinonimi non sempre esprimono esattamente lo stesso concetto, non è quasi mai vero che una parola vale l’altra. In molti casi poi le #paroledasalvare si rivelano insostituibili: per farne a meno si è costretti a usare al loro posto spiegazioni più o meno lunghe e articolate, ma anche molto meno icastiche, cioè meno espressive, meno vivide, meno precise. Il lessico è l’insieme delle parole usate da una comunità di parlanti. La parola, facoltà ed espressione peculiare dell'essere umano (che rimanda alla ricchezza originale, al pecus “bestiame”), è uno strumento essenziale di comunicazione ed è in stretta relazione con l'attività del pensare, cioè di riflettere sul rapporto con sé stessi, con gli altri e con la realtà in genere. L’impoverimento del lessico comporta spesso un impoverimento del pensiero, del ragionamento e della capacità di comunicare, quindi di essere in relazione con l’altro. Ampliare il proprio lessico non significa pavoneggiarsi o peggio assumere toni snobistici, ma significa arricchire gli strumenti a disposizione per sviluppare la propria personalità e migliorare la propria capacità di comprensione. L'iniziativa di Zanichelli ha anche una valenza didattica: il riferimento all’etimologia di queste parole costituisce spesso uno spunto ricco e produttivo. Il progetto #paroledasalvare coinvolgerà anche alcune scuole delle città in cui il tour farà tappa. La soddisfazione di un vocabolario più ricco Invece di affermare che qualcuno ci vuole “ingannare” o “prendere in giro”, possiamo usare abbindolare (che rinvia al “bindolo”, all'arcolaio che girava per dipanare una matassa trasformandola in gomitolo), circuire (che rinvia a sua volta a una circolarità, a un “andare intorno”) oppure irretire (che rimanda invece a un a un “prendere nella rete” e che contiene anche il significato di “sedurre”, cioè di condurre a sé). Un atteggiamento può essere definito ondìvago, che in letteratura significa propriamente “che vaga sulle onde”, e oggi è usato espressivamente anche nel linguaggio non letterario col significato di “incerto” o “indeciso”, “tentennante”. Altri esempi di parole da salvare sono recalcitrare (originariamente “indietreggiare tirando calci”, detto per esempio di cavalli o muli, e più in generale “rifiutarsi, fare resistenza a una proposta o altro”), pusillanime (dall'animo piccolo, meschino), adombrarsi (spaventarsi davanti a un’ombra, nel caso di un cavallo, ma più in generale “turbarsi, rabbuiarsi, incupirsi”). 

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