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Cura di sé
Social network... e la coppia si "scoppia"

Di Antonella Gramigna*

TUTTA SALUTE/ Su Affari la rubrica a cura di Antonella Gramigna, laureata in comunicazione con master in Orientamento e promozione della salute. E' impegnata nella ricerca e divulgazione di tematiche legate allo "star bene".

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I Social, o meglio, l'uso che se ne fa. Potrebbe essere il giusto sottotitolo. Sempre più spesso coppie, sia  in fase di rodaggio che coppie ormai , diciamo, più consolidate,  si sono dimostrate suscettibili di difficoltà e problemi a causa dei Social. Parliamo più che altro di "UN "Social, il più frequentato e più famoso: Facebook.

Certo che se Zuckerberg lo avesse solo intuito forse, e dico forse a bassa voce, ci avrebbe pensato. Oppure tutto ciò nasce proprio per destrutturare la società e la forza della famiglia, della coppia, forza e valori di cui era composta?

L’impatto che i social network hanno avuto sulla nostra vita, in questi ultimi anni, è senza dubbio degno di nota. Un modo nuovo di comunicare, di tessere relazioni , spesso mascherate da uno schermo ma così pregnanti da renderle quasi " droga".  Un cambiamento, direi, nelle relazioni umane, che ha saputo modificare il precedente e introdurre nuove modalità di scambio e nuove possibilità di tenersi in contatto nonostante la geografia e il tempo a disposizione.

La psicologia si è interessata di recente a questo, cercando di approfondire come il benessere psicologico sia influenzato sopratutto dal tipo di utilizzo che si fa dei social network, fino ad arrivare a valutare l'uso estremo e patologico, caratterizzato da dipendenza (non posso più farne a meno), esclusività (tutti i miei rapporti si sviluppano in rete) e impatto negativo sul funzionamento sociale e lavorativo (non faccio più altro, o lo faccio male). Oltre a parlare di dipendenza da social network e di ricadute che questi hanno sulla produttività, si è dato ampio spazio all’influenza che i vari Twitter e Facebook hanno sulle relazioni intime.

Una recente ricerca pubblicata su Cyberpsychology, Behavior, & Social Network ha indagato quale fosse l’impatto del tempo speso su Twitter sulle relazioni intime e come questo tempo potesse in qualche modo predirne le difficoltà (rottura, infedeltà...ecc). Dalla sua nascita, il 2006, Twitter ad oggi ha più di 554 milioni di utenti, con una media di 58 milioni di Tweet al giorno. Ma Twitter, a differenza di Facebook, e' un social network meno interattivo, non offre la possibilità di interagire attraverso le chat con gli altri utenti e  limita i propri post a pochi
" cinguettii".

Russell Clayton,della Università del Missouri-Columbia, ha indagato come l’utilizzo di Twitter può influenzare l’andamento delle relazioni intime. Lo studio è stato condotto su 514 utenti Twitter (per il 63% di sesso femminile) e evidenzia come il tempo di utilizzo di Twitter (valutato in numero di login al giorno e tempo medio speso per ogni sessione) e i conflitti di coppia (litigi, gelosie, malumori) che emergono a seguito del social network possono predire gli esiti infausti della relazione (rotture, divorzi o tradimenti) e che questa relazione non è influenzata dalla durata della storia.In passato lo studioso aveva scoperto una relazione positiva fra uso esagerato di Facebook e gelosia.

Una ricerca inglese della University of Oxford rivela che l’uso dei social network come forma di comunicazione sarebbe una delle principali cause delle crisi di coppia : da una attenta analisi a campione di 24.000 coppie che fanno uso quotidiano del social Facebook,  emerge fortemente  come l’uso senza soluzione di continuità del Social, per comunicare, possa essere causa di problemi per la coppia stessa. Non si parla solo di tradimenti, ma soprattutto di come le relazioni attraverso questo "mezzo" siano portatori di idealizzazioni e fantasie tali da costruirsi quasi una vita parallela. Oltre allo scatenamento di gelosia, della necessità voler controllare il  mondo del  partner, necessità  che diventa addirittura un’ossessione, arrivando anche a minare  la privacy dell’altro.

Facebook, secondo i dati dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti, oggi e' una delle cause principali di divorzio, sempre più coppie giovani o anche sposate da anni arrivano alla separazione a causa di tradimenti, reali o virtuali, consumati attraverso la rete.

Un adulterio da web. Paradossale. Una separazione legale su tre,nel Regno Unito, pare causato dal social di Mark Zuckerberg, e a dirlo è uno studio Divorce Online. In Italia la situazione non è più rosea, il 20% delle coppie pare che finisca davanti al giudice proprio a causa di questo.

Anche  WhatsApp, una cosiddetta App di Apple, un servizio di messaggistica diffuso nel mondo, avrebbe anch'esso un ruolo importante con l’instabilità e le crisi di coppia. Oggi tutto si basa su: "Guarda, ha letto il messaggio ma non mi ha risposto, che vorrà dire?" Oppure "vedi...e' in linea. Con chi starà parlando? Vedo che anche il mio amico e' collegato, staranno mica confabulando?" E così si alimentano gelosie e supposizioni. “WhatsApp è un canale di comunicazione eccellente per rinforzare le relazioni in una prima fase di innamoramento” – sottolinea uno degli autori dello studio – “ma può portare problemi se uno dei partner o dei coniugi, si ostina nel voler rimanere in contatto permanente o se controlla quando esce o entra l’altro”.

Ma che i Social siano distruttivi per la coppia non e' una riflessione del tutto condivisa dall’intera comunità scientifica. “Al contrario di quanto pensino in molti, Facebook non sarebbe poi questo mostro rovina famiglie”, spiega Vito Frugis, sessuologo clinico esperto di coppia, “e anche se i social network possono essere un detonatore nella rottura di un matrimonio, l’esplosione avviene solo se c’è una crisi già in atto”.

Il vero nemico della coppia , sottolinea Frugis, non è la rete, la "coppia scoppia" per problemi  già esistenti,nei social si cerca solo la cosiddetta valvola di sfogo, forse un modo come un altro per comunicare con il resto del mondo le proprie sensazioni , come una volta di faceva con l'uso del Diariio, che si ripena gelosamente sotto al materasso.  “Facebook “ – aggiunge il medico – “è una sorta di terapeuta dimezzato, che fa il lavoro a metà, con tutti i rischi del caso. Le conversazioni virtuali rappresentano il luogo dove si proiettano le proprie ansie, i propri bisogni, le paure. Così come si fa dallo psicologo. Ma mentre il compito successivo del terapeuta è quello di aiutare a rielaborare il tutto e a trovare un riscontro nel reale, con il social si ci ferma ad una proiezione virtuale. E tutto resta come era”.

“Non a caso – precisa Frugis – le coppie online raramente funzionano: si ripropongono gli stessi problemi che si avevano con i partner precedenti”. Secondo il sessuologo, che, tra i suoi pazienti di fascia d’età compresa tra i 30 e i 45 anni, annovera il 25% delle coppie formate in rete, gli incontri online cercati quando si è in crisi con il proprio compagno o compagna rappresentano una soluzione facile. Relazioni preconfezionate, alle quali manca la complessità e le sfumature di un rapporto reale, come attrazione, odore, sguardi. Gli utenti si costruiscono , così, la loro "relazione ideale" , sognano il proprio partner così come lo desiderano, magari si vedono anche, convinti di aver costruito, nel tempo, un rapporto perfetto. Ma la vita reale non è questa, soprattutto non lo è il web. E i problemi non si risolvono certo con una chat.

Possiamo dire, quindi, che  social network fanno male alla coppia? Molto difficile la risposta, come sempre contrapposta e basata su diverse opinioni, ciò che pare certo è che Facebook, Twitter o altro, non possono arrivare la dove non arriva la volontà dei partner e sicuramente non rappresentano la cura al mal d’amore. Come tutti gli strumenti di comunicazione forniti dalla rete, occorre sottolineare che bisogna usarli con intelligenza ed maturità e molta molta cautela.
Tutto ciò ha fascino, certo. Ma , cari amici, stiamo attenti a questo fascino virtuale e misterioso dei social network. Ricordiamoci sempre che le relazioni sociali più importanti rimangono quelle spese faccia a faccia, in cui il non verbale viene espresso al di là del contributo delle faccette. E questo non ha prezzo, dalla notte dei tempi. La mano nella mano e gli occhi dentro gli occhi non hanno pari!
 

* Esperta in comunicazione, promozione e orientamento alla salute

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