Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Intervista al Dott. Scordamaglia

Conosciamo meglio il Dottor Aldo Scordamaglia, tra curiosità e riflessioni sul suo percorso professionale.

Di Dottori.it
Intervista al Dott. Scordamaglia
Dott. Scordamaglia, Dermatologo

Oggi abbiamo incontrato il Dottor Aldo Scordamaglia, Dermatologo, per scoprire alcune curiosità sul suo percorso professionale e approfondire il suo punto di vista su alcuni temi di attualità legati alla Sanità.
 

1) Come mai ha scelto di fare il medico?

Ricordo che fin da bambino alla classica domanda "Che cosa vuoi fare da grande" rispondevo: il medico e specificavo il medico dei bambini. Crescendo ho sempre pensato di voler fare il pediatra. L’idea di lavorare con i bambini mi piaceva molto. All’università, quando ho cominciato a studiare le diverse cliniche, ho perso interesse per la pediatria e mi sono innamorato della dermatologia, della pelle e dei suoi misteri.

2) Perché proprio la specializzazione in Dermatologia?
La dermatologia, forse proprio perché la pelle è esposta all’osservazione diretta, mantiene molte zone d’ombra e difficoltà diagnostiche, che sfidano il medico nella interpretazione delle diverse lesioni primarie o secondarie che insorgono sulla pelle. In dermatologia a volte, con l’esperienza, la diagnosi può essere fatta a colpo d’occhio, a volte al contrario è necessario fare una accuratissima anamnesi e numerosi esami prima di arrivare alla conclusione diagnostica.
Mi affascina della dermatologia il fatto che la pelle è il nostro più grande organo di senso ed è la nostra presentazione al mondo.
Qualsiasi alterazione sulla pelle, anche la più piccola e insignificante, è subito visibile e può generare molta ansia. Cosa che non succede per gli organi interni non visibili, le cui minime alterazioni non sono evidenziabili. Anche le emozioni si possono leggere sulla nostra pelle. L’interconnessione Cute-Psiche è elevatissima. Sulla pelle sono visibili tutte le modifiche dovute al tempo e all'esposizione agli agenti esterni, in primis il sole che con i suoi raggi ultravioletti è il maggior responsabile dell’invecchiamento cutaneo, il cosiddetto Photoaging.  Sulla pelle si può quindi leggere una parte della nostra storia.  

3) Come è cambiata la sua professione grazie all’avanzamento tecnologico in medicina?
I progressi tecnologici avvenuti negli ultimi decenni hanno profondamente modificato tutti i campi della medicina, aumentando di molto le nostre capacità diagnostiche e terapeutiche. Un esempio semplice nel campo dermatologico è il grande salto determinato dalla dermatoscopia ad epiluminescenza manuale e poi dalla videodermatoscopia computerizzata nella diagnostica dei tumori della pelle. Queste metodiche hanno aumentato notevolmente la nostra capacità di riconoscere un melanoma nella fase precocissima permettendoci così di salvare molte vite. Con esse si è avuto un notevolmente incrementato sia della sensibilità diagnostica, riducendo quindi i falsi negativi e permettendo una diagnosi di melanoma o di altri tumori cutanei molto precoce, che della specificità diagnostica, riducendo i falsi positivi e quindi le asportazioni chirurgiche non necessarie, con ovvio abbattimento dei costi e dei disagi per i pazienti.
L’avanzamento tecnologico ha inoltre determinato un notevole miglioramento della terapia di diverse malattie cutanee si pensi a strumenti sempre più sofisticati come i diversi tipi di Laser, la terapia fotodinamica o la terapia con anticorpi monoclonali e biologici per la psoriasi e per il melanoma in fase avanzata.        

4) Vivere in un mondo sempre connesso ad internet ha modificato, e se si come, il suo modo di rapportarsi con i pazienti?
L’avvento di internet ha molto modificato la nostra vita e le nostre relazioni sociali. Ha aumentato enormemente la possibilità di scambiarsi informazioni. Con le nuove tecnologie, l'aggiornamento professionale è diventato più semplice e immediato, si pensi agli ebooks e ai corsi online, inoltre, tutte le riviste specializzate hanno ora anche una versione on line delle loro pubblicazioni. Gli Ordini dei medici e le varie associazioni mediche hanno il loro sito che è consultabile 24h al giorno con frequenti aggiornamenti. Anche il rapporto con il paziente è diventato più semplice e diretto. Sono sempre più in uso, anche in ambiente medico, i nuovi canali di comunicazione: email, social network, app di messaggistica. Inoltre, si stanno diffondendo sempre di più nuove piattaforme online per cercare e prenotare visite mediche specialistiche, come Dottori.it. Il paziente può individuare lo specialista di cui ha bisogno, valutare la sua reputazione online e quindi prenotare e disdire direttamente gli appuntamenti in qualsiasi posto si trovi e in tutta autonomia, senza limiti di orario e senza fare file o lunghe attese al telefono.

5) Internet ha modificato il modo in cui i pazienti affrontano la malattia? Si sente messo in competizione con il “Dottor Google”?
Internet ha reso disponibile in rete in pratica tutto lo scibile umano, tutto quello che viene prodotto dall’uomo si ritrova subito dopo in rete. Ma non tutto quello che viene prodotto e messo in rete è vero o è stato verificato, sulla rete si trova tutto e il contrario di tutto e ci sono notevoli interessi economici in gioco. Capita sempre più spesso che il paziente si rivolga a noi dopo aver fatto una ricerca su internet, visionato numerose foto e documenti e magari consultato diversi blog e siti internet. Questo molto frequentemente non ha fatto altro che aumentare a dismisura la sua ansia. Ma la prima domanda che qualsiasi internauta si dovrebbe porre è: come cercare in rete un'informazione, come riconoscere se quello che ha trovato è vero o falso e come poter utilizzare le informazioni per i propri scopi. Quando si fa una ricerca in rete bisogna per prima cosa verificare che la fonte sia affidabile e attendibile, porsi sempre la domanda "Chi è l'autore di questo documento? Chi c'è dietro questo blog? Chi ci guadagna?", cercando di non farsi suggestionare e abbindolare dalle numerosissime "fake news" presenti. A volte è necessario far capire al paziente che i lunghi studi universitari e gli anni di esperienza sul campo sono necessari per fare una diagnosi e non basta aver fatto una ricerca su Google o Wikipedia.  

6) Secondo lei sanità pubblica e privata come potrebbero integrarsi in futuro per fornire al cittadino un servizio migliore?
Premesso che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è uno dei migliori servizi sanitari al mondo, essendo un servizio generalista che assicura ad ognuno, indipendentemente dal reddito, tutte le prestazioni essenziali, compresi ricoveri e interventi chirurgici. È essenziale che Sanità pubblica e Sanità privata siano due sistemi complementari. Un sistema sanitario pubblico generalizzato ed efficiente è segno di una società sana e giusta. Tutti devono poter trovare una risposta in tempi adeguati ai loro problemi di salute. Questo nobile intento però si scontra con l’impossibilità da parte dello stato di sostenere la spesa sanitaria sempre crescente. È quindi necessaria un'armonizzazione tra sistema pubblico e privato, con il SSN che garantisca i cosiddetti LEA (Livelli essenziali di assistenza): prestazioni e servizi che l’SSN deve garantire a tutti i cittadini, magari parametrandoli sempre più al loro reddito. La sanità privata dovrebbe garantire i bisogni sanitari complementari, magari coinvolgendo di più assicurazioni e fondi in modo da poter fornire un servizio sanitario di alto livello, garantendo inoltre servizi più rapidi e confortevoli.

7) Lei come dermatologo si è mai imbattuto in una particolare leggenda metropolitana che vorrebbe smentire?
La diffusione di internet ha amplificato a dismisura le leggende metropolitane, ora chiamate "fake news".
Una di queste, che è dura a morire, è quella per cui i nevi non vanno toccati né asportati, perché altrimenti si possono trasformare. Un neo, se sospetto o atipico, va rimosso chirurgicamente, perché potrebbe già essere un melanoma che mima un nevo. L’asportazione chirurgica è risolutiva e, una volta rimosso ed eseguito l'esame istologico, non esiste alcun problema se si trattava di un neo. Diverso se invece dall’esame istologico risultasse essere un melanoma, per cui si attiverà il protocollo specifico per trattare questo tipo di tumore cutaneo.
Sempre inerente questa problematica, altra leggenda metropolitana è quella che giustifica l'eccessiva esposizione solare con il fatto che serva per produrre la Vitamina D. A tale scopo bastano 20 minuti di esposizione anche parziale e non su tutta la superficie corporea. È vero invece che l’eccessiva esposizione solare e l'uso delle lampade solari predispongono all’insorgenza dei tumori cutanei e sono in parte all’origine del loro notevole aumento. In particolare, le ustioni solari da bambino sono un fattore di rischio importante per l’insorgenza del Melanoma da adulto. Inoltre, l’eccessiva esposizione solare è la causa più frequente dell’invecchiamento della cute. Questo ci porta di nuovo a ribadire che, quando si consultano internet o altre piattaforme, bisogna sempre verificare le fonti per capire l’attendibilità di una notizia ed essere capaci di interpretarla. Questo è un classico esempio di come una notizia in sé vera ma non bene interpretata possa portare a conclusioni sbagliate e dannose.

8) Qual è la patologia con cui si confronta più spesso nella sua attività professionale?
Mi sono sempre interessato in modo particolare alla prevenzione dei tumori cutanei, anche perché sono in continuo aumento. Il Melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo. In Europa ha un’incidenza di 12 nuovi casi ogni 100.000 abitanti e il rischio di sviluppare un Melanoma nel corso della propria vita è calcolato con una prevalenza di 1/100 e 1/200, tendenza tuttora in crescita. Esso rappresenta il 5% dei tumori negli uomini ed è tra i tumori più frequenti nei giovani adulti. È vero però che il Melanoma cutaneo diagnosticato e asportato chirurgicamente nelle prime fasi ha un tasso di guarigione altissima, fino al 90% (100% nel Melanoma in situ). Io negli anni ho partecipato a vari master di dermatoscopia e videodermatoscopia e seguo con passione l’evoluzione del sapere e della tecnologia in questo campo. Nei diversi centri in cui lavoro e nel mio studio eseguo la mappatura cutanea computerizzata dei nevi ed eseguo l’asportazione chirurgica dei nevi sospetti con conseguente esame istologico.

Il Dottor Aldo Scordamaglia riceve nel suo studio di Milano, per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento potete visitare il suo profilo:

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