A- A+
Dottori
Intervista al Dott. Altomonte
Dott. Altomonte, Otorino

Oggi abbiamo incontrato il Dottor Giovanni Altomonte, Otorino, per scoprire alcune curiosità sul suo percorso professionale e approfondire il suo punto di vista su alcuni temi di attualità legati alla Sanità.
 

1) Come mai ha scelto di fare il medico?

Fin da bambino sono stato attratto dalla medicina per la curiosità di sapere come funziona il nostro corpo, cosa succede quando ci ammaliamo e come risolvere i vari problemi.

Mi piace studiare ed ho una buona memoria e fare il medico è la professione in cui non ci si può permettere di smettere di sapere ed imparare.

Mi piace aiutare chi soffre. I malati sono persone sofferenti e bisognose, ognuno con una sua sensibilità che va rispettata.

Mi piace poter migliorare o ancora meglio salvare la vita di qualcuno.

Non ho scelto questa facoltà per lucro, perché credo che la soddisfazione più grande sia essere realmente utile ai malati e guarirli.
 

2) Perché proprio le tre specializzazioni come Otorino?

Ho scelto l'otorinolaringoiatria perché è una specializzazione che spazia dalla pediatria alla geriatria, dalla neurologia alla fisica, occupandosi delle malattie delle orecchie, del naso e della gola e del loro trattamento terapeutico sia dal punto di vista medico che chirurgico.

Permette, quindi, di scegliere fra la chirurgia e la clinica o entrambe perché in realtà, se riflettiamo sul tipo di pazienti che visitiamo nei nostri ambulatori, dobbiamo convenire che sono una minima percentuale di questi necessitano di un trattamento chirurgico.
 

3) Come è cambiata la sua professione grazie all’avanzamento tecnologico in medicina?

La tecnologia ampiamente diffusasi oggi è di grande aiuto nel settore sanitario, perché aiuta a rendere i pazienti più consapevoli delle proprie patologie, così come rende più semplice la vita dei medici risparmiando tempo utile per la programmazione terapeutica. Quello che conta però, è non dimenticare che al di fuori del pratico intervento medico ogni utilizzo di tali tecnologie non è che strumento e mai fine, nella pratica medica di ogni giorno. Dall'altra parte della macchina, per il bene del paziente, deve esserci sempre un attento medico.
 

4) Vivere in un mondo sempre connesso ad internet ha modificato, e se si come, il suo modo di rapportarsi con i pazienti?

Di fatto, i sistemi sanitari si stanno progressivamente trasformando in un network incentrato sul paziente, in cui quest'ultimo non è più solo consumatore esterno, ma membro attivo di una comunità, con cui condividere la responsabilità dei processi, è soggetto prezioso di conoscenza ed esso stesso operatore di salute.
 

5) Internet ha modificato il modo in cui i pazienti affrontano la malattia? Si sente messo in competizione con il “Dottor Google”?

La medicina può essere considerata come un’attività umana basata sull’informazione, che si esplica attraverso il trasferimento di conoscenza, sotto varie forme e azioni, agli utenti esterni.

Ogni volta che un individuo ricerca informazioni mette in moto un ciclo interattivo di attività.

Il paziente che si rivolge al Dottor Google ha bisogno di informazioni, ricerca informazioni, utilizza informazioni, per incrementare il suo livello di conoscenza.

Tuttavia non mi sento in competizione con Dottor Google, perché i più capiscono che medico e farmacista devono restare i principali punti di riferimento per decidere in materia di salute. Cercare informazioni può essere utile per saperne di più, ma sulla scelta di un percorso di cura solo il medico può fornire informazioni corrette.
 

6) Secondo lei sanità pubblica e privata come potrebbero integrarsi in futuro per fornire al cittadino un servizio migliore?

L'integrazione fra pubblico e privato rappresenta la nuova frontiera della sanità.

È un'opportunità rilevante per far fronte alla domanda, che la sola sfera pubblica non è più in grado di soddisfare.

Una delle principali cause per cui oggi le famiglie italiane si rivolgono in misura consistente alle strutture sanitarie private è rappresentato dai lunghi tempi di attesa per accedere al servizio pubblico, che non è sempre in grado di dare risposte celeri alla domanda di salute del cittadino.

Ciò in quanto, il sistema pubblico, com'è attualmente strutturato, pur offrendo prestazioni di qualità, non può oggettivamente assicurare servizi di diagnosi e cura rapidamente accessibili.

Diventa indispensabile il ricorso alle strutture private in una prospettiva di integrazione e collaborazione (mai di sostituzione), dal momento che la flessibilità e la snellezza organizzativa e gestionale del settore privato consentono di ridurre i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie, sempre nel rispetto delle esigenze di efficienza delle risposte, appropriatezza dei percorsi diagnostici e terapeutici, controllo, coordinamento e razionalizzazione delle risorse, miglioramento degli standard di qualità dei servizi.

Con l'accreditamento istituzionale, le strutture sanitarie private sono entrate a pieno diritto a far parte del sistema sanitario regionale, consentendo al cittadino, utente effettivo del servizio, di scegliere liberamente la struttura pubblica o privata dove recarsi in base alle sue esigenze, purché dotate di determinati requisiti in termini di qualità.

Rendere più efficiente il servizio sanitario è possibile solo se il mix pubblico/privato è ispirato dal principio della centralità del cittadino e delle sue esigenze.
 

7) Lei come medico legale, neurologo ed agopuntore si è mai imbattuto in una particolare leggenda metropolitana che vorrebbe smentire?

La leggenda metropolitana che vorrei smentire è la convinzione di molti che per gli acufeni non vi è nulla da fare e che l’unica opzione possibile sia rassegnarsi e conviverci.
 

8) Qual è la patologia con cui si confronta più spesso nella sua attività professionale?

Una delle patologie più frequenti da inquadrare e trattare nella mia pratica clinica sono le vertigini.

La sensazione della testa che gira non corrisponde necessariamente ad una vertigine, tranne che nella mente del malato. La vertigine è una sensazione erronea di spostamento degli oggetti rispetto al soggetto, il più delle volte in senso rotatorio.

Io personalmente utilizzo tre tappe, sotto il profilo diagnostico:

  • Definire la realtà della vertigine;

  • Stabilire l'origine periferica o centrale;

  • Localizzare il lato o il livello della lesione.
     

Un ottimo sistema per avere una descrizione precisa della vertigine da parte del paziente consiste nel confrontarla con la vertigine fisiologica provata in seguito al brusco arresto dopo una rotazione rapida. A parte il valzer, da bambini tutti abbiamo giocato a girare rapidamente intorno ad un albero o ad un palo.

A seguito dell’esame obiettivo si distinguerà poi il tipo di vertigine che affligge il paziente, e se ne individuerà quindi la causa e la terapia più adeguata.

 

Il Dottor Giovanni Altomonte riceve nel suo studio di Busto Arsizio, per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento potete visitare il suo profilo:

Visita il profilo

 
Tags:
intervistadottoreotorinootorinolaringoiatriainternetnuove tecnologiecomunicazione digitaleprivatizzazionepazientimedicinasanità pubblicasanità privata

in vetrina
The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

i più visti
in evidenza
Grande Fratello Vip 3 terremoto 10 in nomination: TUTTI I NOMI

Grande Fratello Vip News

Grande Fratello Vip 3 terremoto
10 in nomination: TUTTI I NOMI

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Honda CR-V: primo contatto con la nuova generazione

Honda CR-V: primo contatto con la nuova generazione

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.