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Intervista al Dott. Pentivolpe
Dott. Leonardo Pentivolpe, Medico di base e Ozonoterapeuta

Oggi abbiamo incontrato il Dottor Leonardo Pentivolpe, Medico di base e Ozonoterapeuta, per scoprire alcune curiosità sul suo percorso professionale e approfondire il suo punto di vista su alcuni temi di attualità legati alla Sanità.
 

1) Come mai ha scelto di fare il medico?

E’ sempre stata una mia passione, fin da ragazzo, voler aiutare e curare le persone a me vicine. Allora era il momento in cui, l’immagine del medico era molto coinvolgente, quasi Ippocratica. Quando è stato il momento è stato naturale che mi iscrivessi a medicina.
 

2) Perché proprio la specializzazione in Ozonoterapia?

Ero già laureato da alcuni anni quando sono venuto a conoscenza dell’ozonoterapia; l’ho trovata molto attraente perché si parlava di come portare Ossigeno e Ozono (derivato dell’ossigeno) nei vari punti sofferenti del corpo, sapendo che la mancanza di ossigeno è una delle principali cause di infiammazioni e dolore.
Erano allora gli anni cui, il prof. Franzini, attuale presidente della SIOOT (Società Scientifica di Ossigeno-Ozono Terapia), iniziava, con un gruppo entusiasta di medici, ad utilizzare questa pratica in maniera pionieristica. Da lì, ne ho capito la grande efficacia ed utilità su svariate patologie accomunate da insufficienza vascolare e infiammazione, oltre alle proprietà  antibatteriche, antivirali e antifungine. Quindi con l’ozonoterapia noi possiamo agire su tutte le patologie che hanno natura circolatoria, infiammatoria, virale o batterica, comprese le antibiotico resistenze.
 

3) Come è cambiata la sua professione grazie all’avanzamento tecnologico in medicina?

La professione con l’avanzamento tecnologico è notevolmente mutata, soprattutto perché si è costantemente aggiornati sulle news scientifiche, che si possono poi approfondire a seconda degli interessi.
 

4) Vivere in un mondo sempre connesso ad internet ha modificato, e se si come, il suo modo di rapportarsi con i pazienti?

Sicuramente il rapportarsi con i pazienti è mutato. Ora arrivano già estremamente informati, anzi qualche volta devo correggerli poiché alcune delle informazioni non sono perfettamente pertinenti. Credo comunque che il rapporto medico paziente dovrebbe sempre essere, non tecnico o formale, ma di estrema empatia, poiché anche questo è un aspetto fondamentale per la guarigione.
 

5) Internet ha modificato il modo in cui i pazienti affrontano la malattia? Si sente messo in competizione con il “Dottor Google”?

Se il paziente riceve informazioni corrette è un grande aiuto sia per il paziente che per il medico. Ma se ha ricevuto informazioni strampalate, si potrebbe allarmare più del dovuto e potrebbe intraprendere da solo terapie non idonee. In questo caso, il compito di riportarlo su corretti binari diventa per me più complesso. Quindi non parlerei di competizione, ma di collaborazione con Google, che mi sembra stia affinando sempre più le proprie risposte.
 

6) Secondo lei sanità pubblica e privata come potrebbero integrarsi in futuro per fornire al cittadino un servizio migliore?

La sanità non dovrebbe essere né pubblica né privata ma sanità in toto al servizio degli ammalati. Lo Stato e le Regioni possono decidere quale budget mettere a disposizione per determinate categorie di paziente e di patologie, ma il diritto alle cure e la libertà di scelta dovrebbe rimanere aperta a tutti. Il loro compito primario, oltre all’erogazione dei fondi, è quello di verificare la congruità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.
 

7) Lei come Medico di base e Ozonoterapeuta si è mai imbattuto in una particolare leggenda metropolitana che vorrebbe smentire?

L’unica leggenda metropolitana che mi viene in mente è che l’ossigeno-ozono terapia, qualunque sia la via di somministrazione, possa provocare embolizzazione, questa è la paura principale dei pazienti alla prima visita. Questo timore è infondato, in quanto ciò non può verificarsi e non ci sono casi documentati di reazioni simili nella storia dell’ozono terapia.
 

8) Qual è la patologia che l’ha maggiormente segnata nella sua carriera?

Una patologia che una volta poteva sembrare impossibile da affrontare, ma che oggi rivela una buona risposta terapeutica all’ossigeno-ozono terapia, la fibromialgia.
Criterio principale di selezione dei pazienti idonei al trattamento è quello di non rispondere ai trattamenti convenzionali. Ho iniziato anni orsono ad effettuare terapie per contrastare il dolore dei pazienti affetti da tale patologia, arrivando poi ad affinarle e standardizzarle in un protocollo di cura con l’aiuto della Sioot, giungendo così ad avere delle risposte positive con una percentuale altissima (oltre 92%) senza effetti collaterali.



Il Dott. Leonardo Pentivolpe riceve nel suo studio di Treviso, per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento potete visitare il suo profilo:

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