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Dottori
Intervista alla Dott.ssa Barberis

Oggi abbiamo incontrato la Dott.ssa Cinzia Barberis, Medico estetico, Omotossicologa e Omeopata, per scoprire alcune curiosità sul suo percorso professionale e approfondire il suo punto di vista su alcuni temi di attualità legati alla Sanità.

 

1) Come mai ha scelto di fare il medico?

Ho desiderato diventare medico fin dalla più tenera età, so che può essere poco credibile questa mia affermazione, ma fin da piccola alla domanda “Cosa ti piacerebbe fare da grande?” rispondevo immancabilmente “La Dottoressa”.

Credo che la motivazione base, allora come ora, fosse quella di curare e di “prendersi cura” delle persone, quello che gli inglesi definiscono “to take care”.

 

2) Perché proprio la specializzazione in Medicina estetica?

Mi sono avvicinata al mondo della Medicina Estetica dopo qualche anno dalla Laurea, quando ho compreso che migliorare l’immagine (e soprattutto la percezione in tal senso) di una persona, ha una ricaduta positiva sulla sensazione di benessere della persona stessa. In altre parole, l’agire a livello estetico, implica in realtà anche un’importante azione emozionale.

Sentirsi più belli per affrontare con più forza la quotidianità, questo è da sempre l’obiettivo che desidero raggiungere con i miei pazienti.

 

3) Come è cambiata la sua professione grazie all’avanzamento tecnologico in Medicina?

La vita è una continua crescita, e questo vale anche nello svolgimento di una professione. Nello specifico, poter utilizzare nella pratica clinica tutto ciò che la moderna tecnologia ci offre, sia in campo diagnostico che terapeutico, amplia enormemente le possibilità di cura.

 

4) Vivere in un mondo sempre connesso ad internet ha modificato, e se si come, il suo modo di rapportarsi con i pazienti?

Internet ha ampliato enormemente la possibilità di comunicazione tra persone. Tramite il Web si può essere conosciuti e contattati, ma a mio avviso l’incontro “vis-à-vis” rimane sempre fondamentale per creare la corretta empatia tra medico e paziente.

 

5) Internet ha modificato il modo in cui i pazienti affrontano la malattia? Si sente messa in competizione con il “Dottor Google”?

Con il corretto utilizzo di internet, i pazienti possono documentarsi sulle differenti problematiche, giungendo così all’incontro con il medico più preparati. Da questo punto di vista, più che un rivale, il “Dottor Google” può essere un valido aiuto nella divulgazione scientifica.

Purtroppo, occorre essere attenti alle fonti da cui attingere, il sempre più diffuso fenomeno delle fake news non va trascurato!

In altre parole, occorre una maggior vigilanza sulla qualità delle informazioni fruibili da internet.

 

6) Secondo lei, sanità pubblica e privata, come potrebbero integrarsi in futuro per fornire al cittadino un servizio migliore?

Ho lavorato per anni come medico ospedaliero, affiancando a ciò la mia attività privata, finchè ho deciso di proseguire unicamente con quest’ultima.

Durante la mia esperienza lavorativa, avrei (e continuo in tal senso!) auspicato una maggior integrazione tra pubblico e privato, sulla falsariga di ciò che avviene già in altri paesi, soprattutto del Nord Europa.

A mio avviso, attualmente le due realtà sono poco integrate, ma sicuramente non per negligenza dei singoli professionisti.

Credo che bisognerebbe ampliare la possibilità di comunicazione tra colleghi specialisti nei vari settori diagnostici e terapeutici, utilizzando anche tutto ciò che la tecnologia (web compreso) può offrire. Qualcosa, in tal senso, si sta smuovendo e, quindi, auspico che si continui in questa direzione.

 

7) Lei, come medico estetico, si è mai imbattuta in una particolare leggenda metropolitana che vorrebbe smentire?

Tra le tante informazioni divulgate poco correttamente sui social, le più clamorose riguardano la tossina botulinica. Il suo utilizzo è stato tacciato di essere responsabile di gravi complicanze, con interessamento di diversi organi ed apparati (cervello compreso!).

Non mi so spiegare questa credenza, la tossina botulinica è un farmaco e come tale il suo utilizzo è riservato alla classe medica, opportunamente formata. Detto questo, i risultati ottenibili sono molto validi e, soprattutto, privi di rischi.

 

8) Può spiegarci quale approccio utilizza nella sua professione?

Talvolta la Medicina Estetica viene erroneamente associata solo alle “punturine”, da eseguire per migliorare l’aspetto fisico di una persona.

In realtà, come abbiamo visto, è molto di più! Personalmente, propongo ai miei pazienti un vero percorso che porti non solo ad avere un aspetto più attraente, ma soprattutto più sano.

Ho denominato questo percorso I.D.E.A., dove ho racchiuso i quattro punti chiave per un corretto approccio medico-estetico. L’acronimo sta a significare: Idratare la pelle, Definire i volumi, Enfatizzare i punti salienti del nostro viso e corpo, e, soprattutto, Armonizzare il tutto.

Solo al termine di questo percorso, mi sento realmente soddisfatta del mio operato.

La Dott.ssa Cinzia Barberis riceve nei suoi studi di Torino, Rivarolo Canavese e Saint-Vincent, per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento, potete visitare il suo profilo:

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