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Le persone che si sposano tardi trovano la felicità?

C'è un'età giusta per sposarsi o iniziare una relazione a lungo termine? Un recente studio pubblicato nella rivista scientifica Journal of Family Psychology esplora proprio questa questione in dettaglio e cerca di rispondere alla domanda.

Matthew D. Johnson dell'Università di Alberta e un team di co-ricercatori ha specificamente analizzato la correllazione tra l'età in cui ci si sposa e i valori di alcuni indicatori di benessere soggettivo.

Sebbene diversi studi abbiano già evidenziato che le persone sposate riportano una più grande soddisfazione generale nella vita, rispetto a quelle single o divorziate, le motivazioni di ciò sono ancora oggetto di controversia.

Le persone con più elevato senso di benessere o un'attitudine positiva alla vita si sposano più facilmente? Oppure è proprio il matrimonio a far sentire le persone più soddisfatte della propria vita?

Certamente le persone che divorziano sono più inclini a riportare problemi emotivi come la depressione. Tuttavia, solitamente questo è un fenomeno che si presenta nel breve termine, mentre, dopo il periodo iniziale di accettazione e adattamento, i divorziati iniziano a cercare e creare nuove relazioni.

 

Ci sono anche altri fattori che possono influenzare il modo in cui il matrimonio agisce sulla vita delle persone. Quando si invecchia, si sperimentano importanti transizioni nella vita, come quelle che avvengono passando dall'adolescenza all'età adulta, che implicano l'assunzione di nuovi ruoli sociali. Ci si ritrova anche a dover affrontare le aspettative della famiglia e della società riguardo i ruoli che si dovrebbero assumere entro una certa età. Questo include il matrimonio e tutte le responsabilità che ne derivano.

Fallire nel soddisfare queste aspettative, ad esempio posticipando o evitando il matrimonio, comporta spesso il dover fare i conti con la disapprovazione della famiglia e della società.

Mentre questo tipo di disapprovazione sociale varia da cultura a cultura, alcune pietre miliari come i l raggiungimento dei 30 anni, portano sempre con sè un aumento dell'ansia e un senso di vergogna per non aver raggiunto i "traguardi" che ci è stato insegnato si sarebbero dovuti raggiungere per quell'età.

Nel suo attuale studio, Johnson e colleghi hanno utilizzato i dati del Edmonton Transitions Study (ETS), un progetto di ricerca trasversale che ha interrogato degli adulti canadesi in età compresa tra i 18 e i 25 anni. Partendo dal 1985, 983 studenti all'ultimo anno di superiori, residenti nell'area di Edmonton, hanno compilato il sondaggio e sono stati risentiti annualmente negli anni successivi, fino al compimento dei 25 anni (per un'attenta valutazione del loro passaggio all'età adulta), successivamente sono stati ricontattati per dei follow up a lungo termine all'età di 32 e di 43 anni. Nonostante le numerose rinunce avvenute negli anni, al questionario finale risposero in ben 403 partecipanti.

 

Con il trascorrere del tempo, i partecipanti hanno fornito informazioni aggiornate sullo stato civile, sull'età dell'eventuale primo matrimonio e sull'aver o meno divorziato. Inoltre, gli sono stati chiesti dati demografici sull'educazione scolastica dei genitori, sul livello di istruzione posseduto, sul genere, e sul reddito lordo del nucleo familiare all'età di 43 anni. Il livello di benessere soggettivo è stato misurato con domande riguardanti il livello di felicità, la presenza di sintomi legati alla depressione, l'autostima e il livello di soddisfazione provato per la propria vita. Queste domande sono state poste sia nella prima somministrazione (a 18 anni) che nell'ultima (a 43 anni) per effettuare un confronto.

Per lo scopo dell'indagine, i partecipanti sono stati suddivisi in tre categoria in base al fatto che si fossero sposati "presto", "in tempo" o "tardi". Per le donne, sposarsi presto voleva dire prima dell'età di 23 anni (rientrava in questa categoria il 22% delle partecipanti), "in tempo" tra i 23 e i 27 anni (come il 45% delle partecipanti) e tardi dopo i 27 anni (il 33%). Per gli uomini, sposarsi "presto" voleva dire prima dei 26 anni (29%), "in tempo" tra i 27 e i 30 anni (il 38%) e "tardi" dopo i 30 anni (il 33%).

 

I risultati hanno mostrato che chi si sposava "in tempo" o "tardi" era meno propenso a riportare i sintomi della depressione in età avanzata. Inoltre, coloro che avevano riferito sintomi depressivi all'età di 18 anni, avevano più probabilità di divorziare successivamente, mentre i livelli di felicità e di autostima riportati non risultavano avere una relazione con il successivo stato matrimoniale. Insieme con il possesso di un titolo universitario, il fatto di essersi sposati tardi, è risultato essere un predittore di livelli di reddito e di autostima più elevati in età adulta.

 

Nell'interpretare i risultati, Johnson e colleghi hanno suggerito che le persone che si sposavano prima affrontavano maggiori sfide dovute alla responsabilità aggiunta di iniziare una famiglia in un'età relativamente giovane. Tra queste ci può essere la maggiore difficoltà a raggiungere il livello di istruzione desiderato o gli obiettivi professionali auspicati.

Un matrimonio precoce può essere dovuto anche alla pressione esercitata dalla famiglia o ad una gravidanza imprevista, che a sua volta può essere causa di stress emotivo aggiuntivo.

 

Sebbene gli autori riconoscano i significativi limiti dello studio, incluso il fatto che i rispondenti provenivano tutti dalla medesima città canadese, i risultati suggeriscono che l'età in cui ci si sposa sia un fattore decisivo per il livello di felicità futura.

Non solo le persone che si sposano precocemente sembrano avere un maggior rischio di cadere in depressione, ma chi si sposa più tardi spesso riscontra un più elevato livello di felicità e soddisfazione generale.

 

Considerando che i matrimoni in età molto giovane erano la norma solo un paio di generazioni fa, il continuo slittamento in avanti dell'età matrimoniale a cui stiamo assistendo ai nostri tempi, potrebbe portare a una maggiore percentuale di persone adulte felici e soddisfatte della propria vita, poiché sono state disposte ad aspettare il momento adatto e la persona giusta da sposare.

 
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