Agricoltura/ Gli Usa alla conquista del Brasile

Domenica, 7 dicembre 2008 - 19:26:00

Piu' o meno 150 anni fa lasciavano il Mid West, Kansas, Kentucky, Iowa a bordo di carri coperti trainati da buoi o da muli o cavalli. Andavano verso l'Eldorado della California attraversando 3mila chilometri di terra bruciata, le Montagne Rocciose, con indiani pronti ad attaccare, serpenti velenosi, siccita', enormi tempeste di neve nel Colorado: cento giorni di inferno. Oggi i pronipoti dei pionieri lasciano il Mid West a bordo di jet, giungono in poche ore a destinazione dove li aspetta un pick up fabbricato proprio per i terreni difficili. La destinazione? L'Eldorado del Brasile. Sono i nuovi pionieri degli Stati Uniti che lasciano la loro patria - cosi' come fecero i loro antenati - ed emigrano nel Sud America, in quel Brasile ancora poco conosciuto e soprattutto ancora tutto da sfruttare.

Certo non si tratta di un esodo, solo alcune migliaia per ora; uomini dai 25 ai 35 anni,stanchi di lavorare la terra in America dove "non e' piu' possibile guadagnarsi da vivere". Il giovane agricoltore che si ribella non ne puo' piu' perche' per molti l'agricoltura americana e' ormai nelle mani di grossi trust. Cosi' vanno in Brasile, nazione descritta da molti come "il vero futuro" dell'agricoltore. Sognano di creare "fazenda Kansas" o "fazenda Iowa".

Laggiu' troveranno enormi distese di terreno incolto che potranno acquistare per 750 dollari all'acro (0,4 ettari), quando negli Stati Uniti, invece, 1 acro costa 5000 dollari. Cotone e soia sono i principali prodotti che coltiveranno: sanno che il Brasile esporta piu' soia degli Stati Uniti e che il costo per produrre cotone laggiu' e' inferiore del 61% rispetto all'America.

Tuttavia si accorgeranno anche di non essere piu' nel Kansas o nel Minnesota o in Nebraska; vagabondi, ladri sono un po' dappertutto, soprattutto nelle aree agricole, pronti ad arricchire le loro borse con il denaro delle fazende dell'hombre blanco, del gringo del Nord. Si accorgerano anche che in quelle regioni esiste ancora il lavoro da schiavi. E se i loro bisnonni dovettero affrontare incredibili ostacoli, oggi sara' altrettanto, pero' terranno duro, proprio come i giovani del 1800. Sanno che si trovano in una regione in grande sviluppo e che un giorno non molto lontano il Brasile prendera' il posto degli Stati Uniti come il piu' grande produttore agricolo del mondo. Sanno anche che il Brasile e' il numero uno nel mondo per la produzione di caffe', frutti tropicali, zucchero ed etanolo ottenuto dalla canna da zucchero.

Ma non e' tutto. Il Brasile ha una mandria di 170 milioni di capi di bestiame, la piu' grande che esista nel mondo. Successo del Brasile? Diciamo piuttosto sconfitta degli Stati Uniti che hanno permesso negli anni la formazione di enormi trust capaci di "affondare" i giovani agricoltori americani. Dicono i giovani del Mid West: qualcosa dovra' cambiare in America se non vogliamo assistere a un dissanguamento delle forze agricole.

Benny Manocchia

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