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Economia
Alitalia, i Benetton pronti al salvataggio. Sul piatto 300 milioni

Alitalia, intervengono i Benetton anche se Atlantia per il momento nega

Atlantia, la holding dei Benetton che controlla Autostrade per l’Italia (Aspi) pare sia  pronta a partecipare al salvataggio di Alitalia. Come riporta Il Fatto Quotidiano, lo scontro col governo sulla revoca della concessione dopo il disastro del ponte Morandi di Genova sembra passare in secondo piano. “Sono due cose che non c’entrano niente”, ha detto ieri Di Maio e ha aggiunto che “la promessa di revocare la concessione sarà mantenuta, nel senso che c’è una commissione al ministero dei Trasporti che se ne sta occupando”.

I fatti dicono che il governo non esclude l’ingresso della holding della famiglia Benetton nella nuova società che nascerà dalla vecchia Alitalia, il cui salvataggio è stato affidato alle Ferrovie. Servono circa 900 milioni di nuovi capitali. Il gruppo guidato da Gianfranco Battisti non andrà oltre il 30%. Finora ha trovato il partner industriale nell’americana Delta, che metterà il 15%; il Tesoro entrerà con un altro 15% convertendo parte del prestito ponte pubblico da 900 milioni che scade a giugno. Serve un altro partner forte. Dopo il rifiuto arrivato da tutte le aziende statali. l’advisor delle Frecce, Mediobanca, ha cercato Atlantia, trovando una certa disponibilità. Ma il gruppo controllato dai Benetton smentisce. Ieri l’ad di Atlantia, Giovanni Castellucci, ha spiegato all’assemblea dei soci di volere il salvataggio di Alitalia, ma che il gruppo “ha troppi fronti aperti in questo momento” per intervenire.

Ma Il Fatto rivela che la società si prepara a convocare un cda straordinario il prossimo 26 aprile per discutere dell’ingresso nella nuova Alitalia. L’investimento sarebbe intorno ai 300 milioni. Se arriverà l’ok, le Fs chiederanno ai commissari che gestiscono la compagnia aerea in amministrazione straordinaria altre due settimane per chiudere l’operazione. Bisognerà infatti trovare un altro investitore che copra la parte restante (intorno al 5-10%), anche perché nessuno degli attori in causa vuole diventare l’azionista di controllo, che significherebbe consolidare a bilancio i conti della nuova Alitalia (e le eventuali nuove perdite). Prima, però, il premier Conte convocherà Di Maio, Toninelli e Tria per dare il via libera politico. Atlantia ha buone ragioni per intervenire dal punto di vista industriale. Alitalia vale circa il 40% del traffico passeggeri di Fiumicino, gestito da Aeroporti di Roma, controllato dalla stessa holding dei Benetton. Il fallimento della compagnia aerea metterebbe a rischio quasi il 45% del fatturato di Adr. Resta l’opportunità politica di risolvere un problema al governo.

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