Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Alitalia, Lufthansa rilancia con 250 milioni ma resta il nodo occupazionale

Alitalia, Lufthansa rilancia con 250 milioni ma resta il nodo occupazionale

Il nuovo piano per acquisire Alitalia, messo a punto dall'amminbistratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr, è nelle mani dei commissari guidati da Luigi Gubitosi e prevede un rilancio di 250 milioni di euro con 2.000 esuberi ma anche nuove assunzioni dopo la cura dimagrante. I tedeschi, secondo alcune indiscrezioni, hanno messo sul tavolo 250 milioni per la flotta, le rotte e la manutenzione, ma non e' escluso che si possa anche raddoppiare in funzione degli accordi che potranno essere raggiunti con il governo e i fornitori. Il piano Lufthansa esclude l'handling (circa 3.100 dipendenti), che e' entrato nel mirino di altri operatori che si sono fatti avanti con proposte concrete. Al netto dei servizi di terra, il sacrificio sul fronte occupazionale non dovrebbe superare le 2.000 unita'.

Un numero elevato ovviamente, ma dal quale potrebbe partire la trattativa vera e propria con governo e sindacati. Sullo sfondo la proposta di Cerberus - pronto a rilevare tutti gli asset - non convince l'esecutivo e una parte dei commissari. Il piano di Spohr, che ha avviato contatti diretti con i commissari, dovrebbe ricalcare il percorso della svizzera Swiss, riportata in vita dopo il fallimento di Swissair, ma con una strategia differente tra Nord e Centro-Sud Italia. Fiumicino sara' il cuore operativo per le destinazioni transatlantiche verso Stati Uniti e centro e sud America. Previsto anche uno sviluppo delle rotte in Italia. Degli attuali 123 velivoli dovrebbero restarne operativi circa 90-100. Il punto chiave, come hanno detto i commissari e il governo, resta quello occupazionale.

Meno tagli ci saranno e piu' il piano potra' decollare. I tedeschi sono comunque pronti, anche se non e' scritto nel piano, a reinvestire in maniera massiccia su Alitalia dopo aver avviato la cura dimagrante. Di certo eviteranno di fare promesse che poi non si possono mantenere. Il modello da seguire e' quello di Swiss Air che, dopo il fallimento e una cura lacrime e sangue, ha ripreso ad assumere e a crescere sul mercato, macinando utili. La corsa per l'Alitalia e' aperta ma il governo non ha nessuna intenzione di svendere la compagnia, tanto piu' adesso che la cura dei commissari guidati da Luigi Gubitosi comincia a dare frutti. In cassa ci sono 850 milioni, il secondo semestre dell'anno si chiudera' con un Ebitda in sostanziale pareggio e a dicembre arrivera' un piano industriale nuovo di zecca per cogliere tutte le potenzialita' di mercato.

Proprio il prestito ponte, fortemente voluto dall'esecutivo, consente di navigare con tranquillita' per almeno un anno. Cosi' la ricerca di un acquirente puo' essere meno affannosa. Di certo l'arrivo sulla scena degli americani di Cerberus ha fatto piacere sia all'esecutivo che ai commissari, ma non ha cambiato l'inerzia della gara perche' i tedeschi di Lufthansa, al di la' dei tatticismi di rito, sono considerati i piu' affidabili sotto il profilo industriale, anche se la prima offerta presentata - almeno secondo i rilievi del ministero dei Trasporti e di quello dello Sviluppo Economico - va sviluppata, implementata, corretta al rialzo. EasyJet, che sta andando molto bene sul mercato, non e' infatti considerata all'altezza, a meno che non trovi un partner forte sul lungo raggio, magari anche extra europeo.

Il Fondo Usa ha sparigliato le carte ma - nonostante l'offerta per tutti gli asset di Alitalia - non ha convinto fino in fondo, soprattutto non da' prospettive nel lungo termine, promettendo una sorta di "spezzatino" differito nel tempo. Anche all'interno dell'esecutivo ci sono posizioni diverse tra chi - ed e' una frangia minoritaria, vorrebbe cedere in blocco, chiudendo in fretta il dossier, e chi invece punta ad una trattativa lunga per spuntare le condizioni migliori, sia sul fronte occupazionale che su quello dell'interesse generale del Paese. I sindacati, almeno per ora, stanno a guardare, rassicurati dal fatto che il governo vuole alzare l'asticella e punta a trovare la migliore offerta possibile.

Da qui la scelta di adottare una procedura flessibile, per vedere se nuovi vettori si faranno avanti, magari attraverso aggregazioni o nuove alleanze. Sulla base di queste premesse, la gara non esclude che chi non ha presentato un'offerta vincolante entro i termini previsti, non possa rientrare nella partita in un momento successivo. I commissari si aspettano che Cerberus formalizzi la sua proposta da 500 milioni, dall'altro hanno avviato contatti con i vertici di Lufthansa ed EasyJet per approfondire le soluzioni prospettate, sollecitare garanzie sul fronte occupazionale e su quello dello sviluppo.


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