Antitrust/ Catricalà: aziende e banche non scarichino i costi della crisi sui consumatori

Martedì, 16 giugno 2009 - 11:20:00

Antonio Catricalà
Antonio Catricalà
La dura recessione economica alimenta i rischi di protezionismo con l'effetto di scaricare i costi della crisi sui consumatori e di non risolvere gli annosi problemi di bassa crescita dell'economia italiana. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', lancia l'allarme sui rischi di un ritorno al passato fatto di pratiche restrittive alla concorrenza, e invita il legislatore a ''riavviare il processo di apertira dei mercati'' con le liberalizzazioni. Ma Catricala' guarda anche al Vecchio Continente ed ''i segnali che arrivano dall'Europa non sono incoraggianti''. ''Le minacce al mercato interno sono attentati alla prosperita' del continente, assicurata da oltre 50 anni di liberi scambi''.

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AVANTI CON LIBERALIZZAZIONI,RISCHI PROTEZIONISMO - Andare avanti con le liberalizzazioni e dire no alle tentazioni protezionistiche. E' il monito lanciato da Catricala'. "Nel nostro Paese - ha sottolineato il presidente - i vincoli di finanza pubblica,giustamente considerati dal Governo, ci mettono di fronte a una scelta obbligata e virtuosa: possiamo solo incoraggiare le liberalizzazioni e lo sviluppo di autonome iniziative imprenditoriali, favorire soluzioni forse piu' lente ma stabili dei problemi di crescita che in Italia hanno da tempo assunto caratteristiche strutturali". Il presidente dell'authority ha quindi messo in guardia contro "i rischi di un ritorno al protezionismo e a politiche restrittive, forse piu' facili in termini di consenso, ma dannose per gli interessi della collettivita'. I segnali in Europa - ha osservato - non sono incoraggianti. Le minacce al mercato interno sono attentati alla prosperita' del Continente, assicurata, nella parte occidentale, da oltre cinquanta anni di liberi scambi". Pertanto secondo Catricala' "occorre rilanciare l'idea di Unione, il cui declino e' iniziato con il Consiglio di giugno 2007 ed e' confermato dalla scarsa partecipazione degli europei all'elezione del Parlamento".

REPUTAZIONE BANCHE COMPROMESSA, PIU' TRASPARENZA - La reputazione delle banche sembra oggi "compromessa" ed e' pertanto necessario che gli istituti di credito compiano passi avanti per rafforzare la trasparenza e riconquistare la fiducia dei risparmiatori. "Non c'e' dubbio che gli enti creditizi siamo imprese e debbano perseguire logiche di profitto per i soci e per i futuri investimenti - ha spiegato Catricala' - ma stabilita' e redditivita' discendono anche da fattori reputazionali, che oggi sembrano compromessi piu' che in altri periodi: parte della sfiducia e' dovuta alle prassi contrattuali spesso troppo articolate e difficilmente comprensibili da parte dei risparmiatori. A questo - ha ammonito - si puo' e si deve rimediare: vanno fatti ulteriori passi in avanti sulla strada della trasparenza, intrapresa solo ora con timidezza". Il presidente dell'Antitrust ha poi segnalato "l'insoddisfazione" delle imprese per quanto riguarda l'accesso al credito. "Centrale - ha detto - e' il rapporto degli istituti di credito con le piccole e medie imprese. Pur non avendo specifica competenza - ha riceviamo molte denunce da questo fondamentale settore produttivo e registriamo un altro grado di insoddisfazione".

CLASS ACTION, VERSO PEGGIORAMENTO - L'Antitrust chiede "un ruolo piu' incisivo" nell'istituto della class action - che rischia di non avere il giusto peso per la "resistenza di pochi" - e considera non migliorativa la soluzione legislativa che si sta profilando nel suo iter in Parlamento, che non prevede la retroattivita'. Nella sua relazione il presidente ha sottolineato che "e' necessario potenziare gli strumenti sanzionatori e ampliare il raggio di intervento dell'Antitrust fino alle pratiche commerciali scorrette ai danni delle piccole e medie imprese. Dovremmo avere competenza - ha detto - anche in materia di clausole vessatorie: in meno di un anno riusciremmo a eliderle nei piu' diffusi contratti di serie. Infine potrebbe esserci riconosciuto un ruolo piu' incisivo nell'istituto della class action che in Italia - ha ricordato - per la resistenza di pochi, stenta a trovare giusta considerazione. L'anno scorso avevamo auspicato che il rinvio dell'entrata in vigore della legge introduttiva servisse a migliorarla. La soluzione che oggi si profila - ha osservato Catricala' - sembra di segno contrario e le associazioni dei consumatori sono rimaste sole nell'affermazione di un principio di civilta' giuridica".

STILLICIDIO PARLAMENTO SMONTA RIFORME - Scoraggiare lo "stillicidio" di iniziative parlamentari che rischia di smontare le riforme, di frenare le liberalizzazioni e di innescare un'ondata di "restaurazione". E' il messaggio lanciato dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', nella sua relazione annuale. "In Parlamento - ha sottolineato Catricala' - va scoraggiato lo stillicidio di iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato, a detrimento dei consumatori". Per il presidente dell'Antitrust, "la modernizzazione del quadro giuridico in senso pro-concorrenziale e' un processo graduale che richiede perseveranza nel contrastare i rischi di una fenice corporativa alimentata dai gruppi tutori degli interessi di categoria. Il problema riguarda sia la legislazione statale che quella regionale".

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