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Economia
"Banche, dall'oro alla criptonite". Funding e Npl: Citi vede nero

Citigroup abbassa i prezzi obiettivo sulle banche italiane: Banco Popolare (-10,25% a 7,97 euro) da 15 a 10 euro con rating neutral, Unicredit (-3,82% a 3,274 euro) da 6,15 a 4 euro con rating neutral, B.P.E.Romagna (-5,28% a 4,736 euro) da 8,7 a 6,8 euro con rating buy, Mediobanca (-3,53% a 6,695 euro) da 11,2 a 9 euro con rating buy, Bpm (-8,77% teorico) da 1 a 0,85 euro con rating neutral, Ubi Banca (-9,38% teorico) da 7,1 a 4,9 euro con rating neutral. Su Intesa Sanpaolo (-4,12% a 2,372 euro) il rating resta buy, con prezzo obiettivo confermato a 3,45 euro.

In un report dal titolo "Dall'oro alla criptonite" gli esperti sottolineano come gli istituti italiani abbiano "sovraperformato significativamente le banche europee a gennaio 2015 (+10% circa, la migliore performance a livello di Paese in Europa), mentre hanno sottoperformato le banche europee a gennaio di quest'anno (-10%, il peggior Paese in Europa). La ripresa economica, il miglioramento dei non performing loan, una migliore crescita dei prestiti, le opzioni per operazioni di M&A e la bassa esposizione degli investitori all'Italia avevano determinato la sovraperformance lo scorso anno. Quest'anno invece i timori circa la qualita' del credito (elevato stock di Npl, normativa, mancanza di cessioni) cosi' come del funding e la mancanza di progressi per quanto riguarda l'M&A e l'elevata esposizione degli investitori alle azioni italiane hanno determinato la sottoperformance".

Citigroup si chiede dunque se sia troppo tardi per vendere ora i titoli della banche italiane e sottolinea come a novembre, quando aveva abbassato il giudizio sul comparto a neutral, non sia stata abbastanza negativa. Per gli esperti i recenti movimenti di Borsa non sono legati solo ai fondamentali, ma anche alla perdita di fiducia e se i risultati deluderanno sul fronte dell'outlook e delle tendenze degli Npl "potrebbe non essere" troppo tardi per vendere i titoli.

D'altro canto, conti migliori delle attese potrebbero "rassicurare il mercato e portare a un re-rating. Unicredit e Banco Popolare" per Citigroup sono "piu' vulnerabili dei peer su capitale e qualita' dell'attivo. Per Unicredit il dato cruciale sara' il Cet1 e per Intesa Sanpaolo il dividendo. Per le popolari il focus sara' sull'M&A".

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