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Economia
Banche, il regalo dello spread. Anche Mps torna ad attrarre investitori

Un meccanismo automatico e consolidato a Piazza Affari. Quando lo spread scende, i titoli delle banche salgono e, dato il peso della capitalizzazione degli istituti di credito sul principale listino milanese, la Borsa sale. Come oggi quando, in un’Europa debole in attesa del dato americano sul mercato del lavoro che tiene il freno a mano tirato, il listino milanese è l'unico positivo, acciuffando la maglia rosa grazie alla buona intonazione delle banche.

Gli investitori stanno tornando sul comparto creditizio italiano in scia al forte ridimensionamento dei rendimenti dei titoli di Stato e, di conseguenza, dello spread con la Germania. Gli istituti hanno in bilancio quasi 400 miliardi di governativi italiani. E quando il rendimento di questi titoli sale, e di conseguenza scende il prezzo che si muove in direzione opposta, gli istituti sono costretti ad aggiornare i bilanci con la svalutazione annessa. Viceversa, come sta accadendo in questa fase, quando il rendimento scende (e il prezzo sale) i titoli in portafoglio ridanno slancio ai valori in bilancio. Una boccata d’ossigeno anche dal punto di vista dei coefficienti patrimoniali.

Secondo un calcolo di Intermonte, scrive il Sole 24 Ore, 100 punti base in meno di spread equivalgono per le grandi banche italiane quotate, a un “regalo” da circa un miliardo di euro in termini di capitale aggiuntivo. Le prime otto società del settore (Intesa, UniCredit, Ubi, Mediobanca, Banco Bpm, Bper, Credem e Creval) dichiaravano di avere in portafoglio a fine marzo 136,5 miliardi di euro di titoli di Stato italiani, un attivo molto rilevante, in grado di condizionare l’ammontare delle attività pesate in funzione del rischio pari a 880 miliardi di euro.

Fuori dal paniere principale, non si arresta la corsa di Banca Mps che dopo la volata di oltre il 17% messa a punto la vigilia, anche oggi sale del 6,2%. Ieri l'istituto di Rocca Salimbeni ha collocato un bond unsecured di tipo senior preferred, a tasso fisso con scadenza 3 anni, destinato ad investitori istituzionali, per un ammontare pari a 500 milioni. L'operazione rappresenta la prima emissione di uno strumento senior unsecured da parte della banca senese, dopo l'avvio del piano di ristrutturazione concordato con la Commissione europea.

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