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Economia
Bitcoin ko, Cina verso lo stop al trading. Valuta nel più famoso bordello Usa

Dopo la Corea, anche la Cina, i due Paesi dove la operazioni in criptovalute sono più elevate, ha messo nel mirino siti web e app che offrono servizi simili a piattaforme di scambi di criptovalute: l'obiettivo di Pechino, riporta Bloomberg citando fonti anonime, e' bloccare agli investitori cinesi l'accesso domestico e alle piattaforme offshore di moneta virtuale che consentono scambi centralizzati.

L'offensiva anti speculazione, unita al proposito della Corea del Sud di misure che tengono tra le opzioni il bando totale, hanno scosso le criptovalute: Bitcoin e' a -8,15%, Litecoin a -7,21% e Ethereum a -8,5%. Le autorita' cinesi puntano anche a individui e compagnie che partecipano ai mercati e danno servizi di transazione e regolamento per scambi centralizzati.

Il Bitcoin e' sceso ai minimi delle ultime 6 settimane accusando perdite a doppia cifra, con un trend analogo riprodotto da altre valute virtuali come Ethereum e Ripple. In base alle rilevazioni di CoinMarketCap, queste ultime hanno toccato minimi a oltre -18% e quasi -26%, rispettivamente, nelle ultime 24 ore. Bitcoin e' andato sotto quota 12.000 per la prima volta dal 6 dicembre, prima di risalire a 12.276,46 dollari (-8,15%).

I contratti future sui Bitcoin, introdotti per la prima volta a dicembre, sono andati in tensione: sul CME cedono attualmente il 14,34%, a 11.945 dollari, e sul Cboe il 13,19%, a 11.980 dollari. Giappone e Corea del Sud di solito dominano i mercati delle criptovalute, ma i volumi, in seguito ai timori di possibili strette delle autorita' di regolamentazione, sono scivolati negli ultimi giorni fino ad un calo complessivo questa mattina del 30%. Intanto, il Bunny Ranch, un dei 'bordelli' piu' famosi al mondo, potrebbe presto accettare la criptovaluta. L'idea e' del suo proprietario, Dennis Hof. Per entrare al Bunny Ranch, ha raccontato Hof, arrivano in Nevada "alcuni degli uomini piu' ricchi del mondo".

E proprio dai clienti sarebbe arrivata l'idea: "Cerchiamo di accontentare ogni loro desiderio. Cosi', quando alcuni di loro hanno chiesto se accettassimo Bitcoin, ho preso il suggerimento molto seriamente". Ma perche' i Bitcoin? Perche', secondo il proprietario, risponderebbero alle chiare esigenze di riservatezza di una casa chiusa. Il personale della struttura, ha affermato ancora Hof, conosce "i segreti" di uomini potenti e facoltosi. "La natura anonima dei Bitcoin sembra calzare naturalmente alle persone che avrebbero solo da perdere se la propria vita privata finisse nelle mani sbagliate".

E poi ci sarebbe un problema di sicurezza. Hof racconta addirittura che alcuni avventori sono entrati al Bunny Ranch con "borsoni pieni di contanti". Come in molti casi simili, l'annuncio e' sempre a meta' strada (o anche oltre) tra fiducia nelle criptomonete e marketing. Hof, che in passato ha tenuto anche un discorso sulla prostituzione all'Universita' di Oxford, con la promozione ci sa fare: la sua casa di tolleranza e' diventata celebre grazie a Cathose, una serie trasmessa da Hbo che raccontava la vita delle sue squillo d'alto bordo.

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