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Economia
Borsa, Euronext prepara l'offerta. Allo studio il listino mondiale delle Pmi
Borsa a Piazza Affari Milano

Lse Group, gestore del listino azionario di Londra e proprietario di Borsa Italiana, guadagna terreno sulla borsa britannica col titolo indicato sopra le 68,8 sterline, in rialzo di un 67% abbondante rispetto ai valori di 12 mesi fa, non lontano dai massimi storici toccati a inizio settembre appena sopra le 75 sterline per azione.

A tenere alta l’attenzione degli operatori è la sensazione che il consolidamento dei mercati finanziari europei sia ripartito, in attesa che la Brexit scatti dopo le elezioni anticipate britanniche del prossimo 12 dicembre. Un evento, quello dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che potrebbe provocare alcuni contraccolpi proprio al settore finanziario, tanto che da ambienti vicini alla Banca d’Italia filtra una certa preoccupazione per quello che sarà in particolare il futuro di Mts, il mercato telematico dei titoli di stato italiani su cui avvengono ogni giorno scambi per 5-6 miliardi di euro di controvalore.

borsa londra ape
 

A inizio ottobre, come noto, il Ceo di Lse, David Schwimmer aveva incontrato i vertici di Via Nazionale per fornire “ampie garanzie” circa la volontà del gestore inglese di continuare a investire sulle piattaforme di trading italiane smentendo di volerne trasferire la sede. Un’eventualità, quest’ultima, circolata nell’ambito della prevista riorganizzazione delle attività di Lse e delle sue controllate (inclusa appunto Borsa Italiana) a seguito dell’integrazione con quelle di Refinitiv.

Tra le ipotesi che da qualche settimana ha iniziato a circolare vi è infatti la chiusura di BondVision (una delle piattaforme di Mts) e il trasferimento delle funzioni di direzione delle attività di post trading dall’Italia a Londra. Anche per questo se Euronext, impegnata al momento a contendere la spagnola Bolsas y Mercados Espanoles (Bme, il gestore del listino di Madrid) alla svizzera Six (che già gestisce il listino di Zurigo) dopo aver già proceduto a inizio anno all’acquisto di Oslo Bors, dovesse decidere di non rilanciare su Bme (valutata da Six 2,8 miliardi, ossia 34 euro per azione, con un premio del 36% rispetto ai corsi di borsa pre-annuncio) e di avanzare un’offerta a Lse Group per Borsa Italiana, la Banca d’Italia potrebbe non fare barricate, anzi.

borsa notte
 

Per la verità al gruppo guidato da Stephane Boujnah, bisognoso di crescere di taglia per contrastare rivali del calibro di Deutsche Boerse e Lse Group (entrambi valutati oltre 20 miliardi di euro contro i circa 5 miliardi di Euronext), quello che sembra fare principalmente gola più che Mts è il progetto Elite (a cui hanno finora aderito 1.300 Pmi italiane non ancora quotate ma che potrebbero sbarcare in borsa negli anni a venire) e, più in generale, la possibilità di dare vita alla maggiore borsa al mondo di Pmi quotate, riunendo su un’unica piattaforma e con un solo order book le quotate di sette listini del vecchio continente. Così in ambienti finanziari rimbalza l'indiscrezione che Euronext, che non nasconde l'interesse per Piazza Affari, stia confezionando l'offerta per Borsa Italiana, visto il blitz di Zurigo su Madrid, accolto bene in terra iberica e che potrebbe fiaccare le velleità spagnole del listino paneuropeo.

Euronext
 

Anche se disfarsi di Piazza Affari vorrebbe dire correre il rischio di fare la fine della Svizzera che dallo scorso luglio ha visto venire meno il principio della “equivalenza” tra i mercati rossocrociati e quelli comunitari vedendo così decretato uno stop alle contrattazioni di titoli svizzeri sui listini europei, il Lse si sta preparando ad acquisire Refinitiv, una delle maggiori banche dati al mondo, per 27 miliardi di dollari e vendere la controllata italiana per due miliardi sigificherebbe far cassa evitando un eccessivo indebitamento (13,5 miliardi di dollari) e il rischio di un downgrade da parte delle agenzie di rating.

Dal punto di vista di Via Nazionale e, pare, della politica italiana un eventuale passaggio di mano dagli inglesi ai francesi potrebbe essere gradito quanto la conferma degli investimenti programmati dall’attuale proprietà purché vi sia garanzia di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, anche se si parla di una possibile valutazione attorno ai 2 miliardi di euro di Borsa Italiana (con Elite), inferiore dunque alla valutazione data al listino di Madrid, che pure da inizio anno è salito solo del 9% scarso contro il +27% abbondante di Milano. Un incremento che ha fatto volare la capitalizzazione complessiva dei titoli quotati sul listino azionario a circa 680 miliardi di euro, quasi per la metà (il 48%) rappresentato dalle prime 10 blue chip del listino.

Luca Spoldi

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