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Economia
Borsa, Ferragamo è contendibile? Una mano invisibile sostiene il titolo

Il "Black Tuesday", non è più solo il simbolo di una pessima giornata sui mercati azionari, oggi è sempre più lo slogan che a colpi di sconti incentiva il consumatore ad aprire il portafoglio e a gettarsi nella mischia in una sorta di liturgia orgiastica pagana che non conosce più limiti o scadenze, ogni momento dell'anno, per spendere, è quello buono. Ma mentre nell'economia reale le grandi firme di via Montenapoleone sono divinità intoccabili incapaci anche del più impercettibile sconto, sarebbe definito come un oltraggio al pudore dell’eccellenza, a Piazza Affari la scure dei mercati non fa distinzioni di sorta: se c'è da tagliare si colpisce tutto parimente, non esistono caste o privilegi, dalla sotto marca alla griffe extra lusso.

La borsa è il sistema di livellamento dei prezzi più democratico al mondo, come un tosaerba in un grande prato, la margherita non sarà preferita al filo d’erba, entrambe subiranno una decurtazione. Un abbassamento dei prezzi di corso che non inficia le casse delle società, se i titoli sul listino vengono penalizzati, non vuol dire che anche il cash che i grandi gruppi si trovano in pancia debba subire lo stesso trattamento. Anzi, l’abbassamento dei prezzi di mercato, diminuendo la capitalizzazione, rende la cassa ancor più potente. Proprio come ai saldi, se ci sono gli sconti, con gli stessi soldi che ho in portafoglio, posso comprare più cose.

Qualche anno fa, nelle sale di contrattazioni circolava un dossier su Salvatore Ferragamo a cura di Credit Suisse, allora come oggi, l’oggetto dello studio era sempre lo stesso: Ferragamo è contendibile? Ferragamo è un boccone grosso, quanti possono permettersi di digerirlo? E soprattutto, Ferragamo è in vendita? Oggi come allora le risposte sono le stesse: la prima che tenderebbe a bloccare ogni più fervida fantasia riguarda il controllo del gruppo, Ferragamo non è in vendita, o almeno non lo sarà finchè Wanda Miletti avrà la minima influenza sulla casa di moda.

Wanda Miletti, vedova di Salvatore Ferragamo, ufficialmente è stata presidente (o presidentessa) del gruppo dal 1960 al 2011, ma è in privato che il suo ruolo assume prestigio e potere, lei è la matriarca, il collante della famiglia che tiene uniti i figli sempre più interessati a diversificare le loro attività (l’unico legato al gruppo è il nipote James Ferragamo fresco di nomina alla vice presidenza), è solo Lei lo spartiacque tra la resa (vendita) e il mantenimento del controllo. Finché ci sarà Wanda il muro intorno al quadrilatero di Montenapoleone rimarrà invalicabile.

Ma per quanto ancora? Ferragamo oggi come allora è un boccone grosso, siamo sopra ai 4 miliardi di capitalizzazione che aggiunti al bonus su un’ipotetica offerta potrebbe raggiungere anche i 5 miliardi (le stime sono per una valutazione non meno di 28 euro) e oggi come ai tempi in cui circolava quel dossier i giganti della moda che se lo possono permettere sono sempre gli stessi: LVMH, Kering e Richemont. Da allora molte operazioni sono state fatte, ultima non in ordine di importanza ma di tempo è l’acquisto di YNAP da parte di Richemont, ora toccherà alle contromosse delle rivali?

L’unica cosa che è cambiata è la mole della cassa, i giganti del lusso, in una fase interminabile di tassi bassi, si trovano ad avere una liquidità che cresce come massa di anno in anno, liquidità che in qualche modo dovrà essere utilizzata. Non avendo sbocco negli investimenti, a causa dell’aridità dei rendimenti, ecco che sono le acquisizione il naturale e proficuo approdo per il cash. Per di più si deve notare che negli ultimi anni, nonostante la crescita della classe dei ricchi e l’espansione economica, i conti di Ferragamo non hanno avuto un grande beneficio. Inevitabile una scossa del gruppo, o dall’interno, o appunto tramite la cessione per dare la svolta verso una rivoluzione societaria. Quello che insistentemente fa pensare e circolare come voce attendibile la possibile vendita, sono i volumi e i particolari andamenti che i corsi di borsa stanno subendo negli ultimi 6 mesi.

Sembra che una mano invisibile stia lavorando per accumulare in silenzio, evitando accuratamente di spostare sensibilmente il prezzo, rischierebbe di creare eccitamento e corsa all’acquisto. Una mano che nei momenti di difficoltà è mano amica di sostegno sul prezzo con volumi d’acquisto, e nei momenti di eccessivo slancio al rialzo, tende a mettere un freno quasi a voler calmierare il prezzo. In pratica ogni qualvolta il titolo sale troppo, infuocando gli animi, arriva una secchiata d’acqua gelata. I movimenti di sostegni si notano in particolare nelle sedute del 15 Novembre 2017 e il 15 dicembre dello stesso anno, e poi il 22 Gennaio, l’1 Febbraio, il 28 dello stesso mese, e il 24 Aprile, tutti nel 2018.

Mentre i movimenti in vendita volti a smorzare gli entusiasmi si notano il 13 Novembre e l’11 Dicembre del 2017, il 23 Gennaio del 2018, il 2 marzo e il 4 Maggio. Ma la giornata simbolo può essere identificata nel 25 Aprile, giorno in cui molti broker non permettevano di andare al ribasso sul titolo, è proprio in questa seduta che dopo un brillante spunto al rialzo, inspiegabilmente, senza nessun motivo apparente, sul titolo sono fioccate le vendite. Un andamento perlomeno anomalo. Poco incidono i conti, i bilanci, le trimestrali, poco sopra o sotto le stime, il titolo segue altre direttive, sembra avere ben altre variabili di riferimento. La conferma è arrivata oggi, nonostante i conti pubblicati ieri sera a borsa chiusa, siano stati giudicati migliori delle attese, il titolo in borsa ha risposto arrivando a cedere fino a quasi il 4%, e poi come accaduto in altre riprese, ecco l’improvviso e brusco recupero che fa chiudere il titolo lievemente positivo, in totale controtendenza con gli indici di Piazza Affari, e particolare di non poco conto, con volumi sul titolo sopra la media.

L’ennesimo indizio che fa una prova? L’assedio, seppur lento, sembra essere già cominciato da mesi, quanto a lungo la Signora Wanda potrà resistere a questo, per ora, discreto corteggiamento? Presto dai petali di rosa, dalle carezze che la mano invisibile sembra stia dedicando alla società, si passerà agli assegni, ai sacchi di dollari e alla mano pesante. L’inviolabilità del muro intorno al quadrato della moda in via Montenapoleone sembra avere, sempre più, le settimane contate.

@paninoelistino

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ferragamo

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