Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Russiagate, per i mercati la Trumponomics non rischia

Bitcoin verso quota 2.000 $

Russiagate, per i mercati la Trumponomics non rischia

Ritornano gli acquisti sull'azionario europeo, in scia al buon andamento di Wall Street, al termine di una settimana scossa dall'escalation del Russiagate che ha messo nel mirino il presidente Trump e dall'inchiesta per presunta corruzione nei confronti del presidente brasiliano Temer. L'ipotesi che l'agenda pro-crescita promessa dal presidente Usa si concretizzi per il momento resta tutta da vedere, ma per gli investitori un taglio delle tasse resta una priorità che comunque potrebbe anche essere realizzata dal vicepresidente Michael Pence nel caso Trump fosse costretto al passo indietro al termine di un'eventuale procedura di impeachment.

Bitcoin verso quota 2.000 dollari/ Continua la marcia trionfale dei bitcoin, che continua a macinare un record dopo l'altro. La valuta digitale ha superato per la prima volta la soglia dei 1.900 dollari, toccando i 1,951,87 dollari e si porta verso quota 2.000. La capitalizzazione del mercato della valuta virtuale e' ora di 31,89 miliardi, in aumento di piu' di 4 miliardi rispetto a lunedi'. A fare da traino, tra le varie cose, l'apertura del Giappone alla valuta, ma anche l'incertezza politica che ha investito gli Stati Uniti: in passato bitcoin e' stata vista come bene rifugio, status che pero' non ha mai veramente acquisito, viste le ampie fluttuazioni che la hanno caratterizzata. I rialzi potranno continuare: alcuni analisti, come Steen Jakobsen di Saxo Bank, vedono la soglia dei 2.000 dollari a portata di mano e qualcuno pensa che potrebbe anche salire oltre i 3.000 dollari gia' quest'anno.

Il rally del petrolio (+2% Wti a 50,68 dollari al barile, +2% Brent a 53,6 dollari), a pochi giorni dal meeting Opec che dovrebbe sancire il prolungamento dei tagli alla produzione, e il via libera del Parlamento greco alle nuove misure di austerity concordate con i creditori di Atene (lunedi' e' in programma l'Eurogruppo sulla tranche di finanziamento e sul possibile alleggerimento del debito) hanno favorito una seduta di rimbalzo sui listini tutti positivi in chiusura. Madrid e' stata la migliore (+1,3%) insieme a Piazza Affari che, con il +1,26% odierno del Ftse Mib, ha azzerato le perdite della turbolenta settimana di contrattazione.

Protagonista nel bene e nel male la galassia Exor: Cnh Industrial ha fatto da capofila sul Ftse Mib (+5,3%) grazie ai conti della concorrente americana Deere che, alla luce della trimestrale, ha migliorato le stime di fine anno prevedendo un incremento del 9% dei ricavi; Fiat Chrysler (+3,9%) si e' riscattata anche perche', presentando la richiesta di certificazione delle emissioni per i modelli 2017 del Jeep Grand Cherokee e Ram 1500, spera di risolvere in tempi brevi i casi relativi ai modelli 2014-16 in discussione con le autorita' Usa. Prese di beneficio invece su Ferrari (-2%) tornata ieri ad agganciare quota 76 euro. Torna a indebolirsi il biglietto verde americano su tutte le principali divise: in particolare l'euro/dollaro e' salito verso quota 1,12 fermandosi a 1,191 (da 1,112), il cambio sterlina/dollaro si e' spinto a 1,3031 sui massimi da settembre scorso. Sul Ftse Mib rimbalzo per Buzzi Unicem (+3,5%) al termine di una settimana negativa per il titolo del gruppo cementiero complice la debolezza del dollaro e le prese di beneficio dai livelli massimi dal 2007.

Positiva la seduta del settore bancario con l'indice Ftse Italia Banche risalito dell'1,3%. brillanti Ubi (+2,4%) e Unicredit (+2%) quest'ultima favorita dalle indiscrezioni su una possibile operazione di vendita di 3 miliardi di euro di crediti deteriorati. Acquisti sul risparmio gestito: +2,6% Fineco, +2,2% Azimut e +1,6% Banca Mediolanum. Bene anche le utility con il +1,8% di A2a e il +1,7% di Snam. Fuori dal paniere principale di Piazza Affari, bene Fincantieri (+2,47%) che ha formalizzato l'acquisto della maggioranza di Stx Europe e ha confermato la volonta' di tornare al dividendo nel 2018. Rialzo inferiore all'indice per Italmobiliare (+0,9%) nel primo giorno dell'opa parziale lanciata a 25 euro per l'acquisto di azioni proprie fino all'8,4% del capitale.

Tra i titoli a minore capitalizzazione, balzo di Lucisano Media Group (+21%) mentre ha esordito sull'Mta con un +13% Indel B, societa' specializzata nei sistemi di refrigerazione per il settore alberghiero e dei mezzi di trasporto. Nel resto d'Europa gli acquisti hanno privilegiato i titoli minerari, le societa' di pubblica utilita' e le banche. A Madrid balzo vicino al 10% per Banco Popular, bene anche Telefonica e Bbva. A Parigi (+0,6%) Alstom (+3%) e' stata la migliore del Cac40 mentre Danone e' salita dell'1,3%:il colosso del settore alimentare abbia ridotto i suoi obiettivi di crescita al 2020 sotto il profilo dei ricavi ma allo stesso tempo ha stimato un margine operativo superiore al 16% in netto miglioramento rispetto allo scorso anno. A Francoforte (+0,39% il Dax30) brillante performance di Rwe (+5,4%) sulle indiscrezioni relative alla possibile cessione della partecipazione in Innogy alla francese Engie.


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