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Brasile, le ultime ore di Dilma? Le 4 sfide che attendono il governo

Il destino del presidente del Brasile, Dilma Rousseff, è nelle mani del Senato che a breve voterà sulla sospensione dell'economista dal proprio incarico

rousseff

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Potrebbero essere le ultime ore di Dilma Rousseff alla guida del Brasile. Il destino dell'economista del Partito dei Lavoratori (da 12 ininterrotti anni il suo schieramento è al potere), successore di Ignacio Lula (sua delfina), è infatti nelle mani del Senato, la Camera alta del Parlamento carioca. Cosa sta succedendo in Brasile? Ecco la spiegazione, in cinque semplici domande, della crisi che sta attraversando il Paese sudamericano. 

1) Perché questa è la settimana decisiva del Paese, la cui economia viaggia ormai in recessione da oltre un anno? 
Nonostante ci siano stati negli ultimi giorni dei tentativi di evitare in extremis il procedimento di impeachment, oggi la Camera alta del Paese voterà sulla sospensione di Rousseff dal proprio incarico. La decisione potrebbe aprire la strada a una nuova guida politica per la principale economia dell'America Latina. Ieri il procuratore generale ha chiesto alla Corte Suprema di sospendere l'impeachment, ma non è ancora chiaro se la richiesta possa effettivamente alterare la tempistica del procedimento. Lunedì, invece, il presidente ad interim della Camera dei Deputati aveva ordinato l'annullamento della votazione a favore dell'impeachment della stessa Camera bassa, salvo poi ritirare la decisione poche ore dopo. La votazione in Senato inizierà oggi e potrebbe protrarsi fino a tarda serata. E' necessaria la presenza di almeno 41 degli 81 senatori, ma è sufficiente la maggioranza semplice dei presenti per fare sì che Rousseff venga sospesa dall'incarico fino a un massimo di 180 giorni, durante i quali avrà luogo il processo. Ieri, gli avvocati della Rousseff hanno annunciato che avrebbero fatto ricorso alla Corte Suprema per annullare il processo di impeachment.

2) Quali errori vengono imputati alla presidente Rousseff?
Prima dello scoppio della crisi di corruzione dilagante, la presidente, leader del Partito dei Lavoratori di Lula, è accusata di aver truccato i conti pubblici nel 2014, anno della sua rielezione, e poi nel 2015, per celare la gravità della crisi economica del suo Paese. Poi a seguito dello scandalo Petrobras, il colosso statale del petrolio, una delle più grandi compagnie al mondo del settore, la Rousseff è stata accusata da un senatore di essere a conoscenza delle dinamiche corruttive che hanno caratterizzato la condotta di alcuni suoi esponenti di partino. Concause che, mentre il Brasile ex potenza economica dell'elite dei Brics sta attraversando una grave crisi economica, hanno portato la presidente a scendere al minimo storico della propria popolarità: il 10%. 

3) Come si sta difendendo la Rousseff?
La presidente brasiliana Dilma Rousseff si è detta più volte "indignata" per il processo di impeachment aperto in Parlamento. Difendendosi da ogni accusa, Rousseff ha ricordato che le operazioni sul budget del Brasile di cui è accusata sono state eseguite da tutti i presidenti prima di lei e sono state considerate legali. Definendosi vittima anche di un colpo di Stato istrituzionale, la Rousseff, la prima presidente donna della storia alla guida del Brasile, vede anche una buona dose di sessismo alla base delle sue accuse. In ogni caso, in un'intervista rilasciata all'emittente inglese Bbc, ha promesso di "continuare a combattere" per tornare al potere in caso di cacciata. 

4) Chi prederà il suo posto in caso di impeachment
In caso di sospensione, il vicepresidente del  Brasile, Michel Temer, subentrerebbe alla Rousseff. In caso invece di estromissione  definitiva (per la Rousseff è necessario il sostegno da parte di 54 senatori), Temer assumerebbe invece l'incarico di presidente fino al termine del mandato, che si concluderà nel 2018.  Poco conosciuto brasiliani, Temer è capo del PMDB, il grande partito di centro, ma alle ultime Presidenziali è riuscito a strappare solo una manciata di punti percentuali nelle preferenze. In ogni caso, anche il vicepresidente rischia una sospensione di otto anni dai pubblici uffici dopo la sua recente condanna sullo sforamento del limite delle donazioni alle campagne elettorali nel 2014. 

5) Quali conseguenze ci sarebbero per il Brasile in caso di sospensione/estromissione della presidente Rousseff?
Pochi mesi prima dell'inaugurazione dei giochi olimpici di Rio de Janeiro, la crisi politica potrebbe paralizzare in maniera permanente un Paese già immerso in una profonda recessione economica. Il Brasile sta soffrendo delle commodity low cost che costituiscono la principale voce delle sue esportazioni. Nel 2015, la sua economia, la prima in America Latina, ha lasciato sul terreno il 3,8% e il tasso di disoccupazione, in aprile, è salito al 10,9% con un'inflazione del 9,33% negli ultimi dodici mesi. Ovviamente, il clima di incertezza che si respira nel Paese e sui mercati internazionali riguardo al futuro del Brasile contribuisce alla paralisi economica e la potenziale uscita del presidente Rousseff non può certo risolvere le cose. Alfredo Coutino, economista di Moody's, sottolinea che Temer, in caso di subentro a Rousseff, "dovrà fronteggiare almeno quattro importanti sfide". "Per prima cosa", spiega l'esperto, "bisogna ripristinare la credibilità del mercato, inclusa la fiducia degli investitori e dei consumatori. In secondo luogo, è necessario costruire il supporto politico in Congresso per l'adozione delle riforme. Terzo, si dovrà implementare un vasto programma di aggiustamento volto a eliminare gli squilibri macroeconomici. Infine, bisognerà garantire l'ottenimento di aiuti finanziari internazionali per aiutare le finanze domestiche e rafforzare la fiducia nel Paese". Dal canto loro, gli analisti di Banco Fibra ritengono che Temer potrebbe adottare un'agenda favorevole alla crescita economica. Gli esperti fanno riferimento a tagli della spesa e del debito e a una riforma delle pensioni. L'istituto ha rivisto al rialzo le proprie stime sulla crescita del Pil per l'anno prossimo dall'1% al 2,1%. Per quest'anno, tuttavia, Banco Fibra mantiene la propria previsione di una contrazione economica del 4,5%.


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