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Economia
Casa, mal di pancia nel Pd. Il regalino alle banche fa discutere

Il tema delle banche torna ad alimentare i mal di pancia all'interno dei Democrat. Sul bancone degli imputati è finita la leggina sblocca sofferenze del governo Renzi a firma Maria Elena Boschi licenziata il 21 gennaio. Provvedimento che, su invito della Banca centrale europea e delle altre authority, mira ad abbattere il monte sofferenze che, dopo una lunga recessione iniziata con la crisi del 2008 riaggravatasi poi con quella dell'eurodebito, ha toccato il livello record di 200 miliardi di euro.

In sostanza, penalizzando il titolare di mutuo per l'acquisto di un immobile che può trovarsi anche momentaneamente in difficoltà economica, la legge consente alle banche creditrici di entrare in possesso dell'immobile finanziato e di venderlo rapidamente (per non consentire al pericoloso meccanismo degli accantonamenti di innescarsi e di pesare sulla redditività) dopo sette rate non pagate. La differenza viene data al cliente.

Il meccanismo sblocca-sofferenze che aumenta le competenze in mano alle banche (gli istituti di credito si stanno anche attrezzando con strutture a 360 gradi e reti di vendita immobiliare) consente di sbrogliare immediatamente l'ipoteca senza il passaggio del giudice, accellerando lo smaltimento dei crediti problematici. Da un punto di vista macro, visti anche i tonfi di inizio anno in Borsa dei titoli bancari, il provvedimento mette una pezza alla crisi di fiducia che sui mercati, dopo l'entrata in vigore della nbormativa del bail in, si è abbattuta sul settore del credito. Peccato che però dal punto di vista sociale rischia di aprire le porte a una giunga immobiliare, oltre che a perdere di vista magari quelle situazioni di difficoltà momentanea che possono crearsi sul mercato del credito.

Ed è prorio questo aspetto che ha creato dei malcontenti all'interno del Pd. "Le banche non possono diventare agenti immobiliari. Ognuno deve fare il proprio mestiere ed è necessario un atteggiamento equilibrato da parte di tutti i soggetti. Ritengo che il fatto che ci siano crediti incagliati e sofferenze bancarie non possa giustificare la concorrenza sleale di alcuni istituti di credito, che si sono messi a fare anche un altro lavoro", ha spiegato il vicepresidente del Pd Matteo Ricci.

Il Movimento 5 Stelle ha rincarato la dose con una nota del gruppo alla Camera. "Si agevolano le banche nello strappare le case ai cittadini e poi, per evitare che tutti gli immobili rimangano loro sul groppone, si fa sì che possano facilmente liberarsene alle aste che seguono. E anche gli squali delle aste ringraziano", hanno scritto i pentastellati, sottolineando che "gli istituti di credito potranno espropriare le case dei cittadini senza passare da un tribunale, se verrà saltato il pagamento di 7 rate di mutuo. Anche non consecutive", cosa che "su venti o trent’anni di mutuo può accadere".

 

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