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Casta Diva Group vuole crescere ancora. Verso un aumento di capitale da 10 mln

Aim Italia/Casta Diva Grouo vuole crescere ancora, in arrivo un aumento di capitale da 10 milioni di euro

Di Luca Spoldi
casta diva Andrea De Micheli e Luca Oddo bn

Che se ne fa un’agenzia di comunicazione specializzata nella produzione di contenuti digital e video e nell’organizzazione di eventi nell’ambito dello spettacolo, della cultura e dello sport, di un locale jazz? Se l’agenzia è Casta Diva e il locale in questione è il Blu Note, tempio del jazz italiano, che da solo vale il 25% dell’intero fatturato del jazz in Italia, con 300 concerti e 60 mila biglietti venduti ogni anno, la risposta può essere una sola.

Prova a far leva sull’unicità dell’esperienza che il locale è in grado di offrire nel campo della produzione di musica dal vivo e di contenuti ed intrattenimento culturale di alta qualità per creare sinergie e far crescere i ricavi del gruppo, che nei primi sei mesi del 2016 erano già saliti, in termini aggregati, a 11,78 milioni di euro (+1,8% annuo) con un Ebitda di 779 mila euro (+56%), con una posizione finanziaria netta in equilibrio.
Casta Diva Group, che lo scorso agosto ha portato a termine un’operazione di fusione per incorporazione (“reverse takeover”) in Blue Note, sbarcando così sull’Aim Italia, opera del resto in un mercato, quello della comunicazione digitale, che già a fine anno dovrebbe raggiungere i 600 miliardi di dollari di fatturato a livello mondiale e che nel 2018 è visto tra i 650 e i 670 miliardi di fatturato.
Casta Diva già apparteneva alla fascia alta del mercato italiano (nel 2014 con un fatturato di 14,3 milioni di euro è risultata la seconda maggiore agenzia dietro a Film Master, ma davanti a Mercurio, Brw, Indiana  e Movie Magic, uniche altre agenzie a superare i 10 milioni di euro di fatturato) e con Blue Note punta con decisione al mercato, tuttora molto frazionato, degli eventi, in cui già nel 2015 ha fatturato 6,5 milioni su 20,15 milioni di euro di fatturato consolidato.
Per continuare a crescere le direttive identificate sono quattro: sviluppo di partnership globali, in particolare con clienti del settore alimentari e bevande; estensione dell’offerta di comunicazione dal vivo, attraverso investimenti e ulteriori acquisizioni; espansione nelle tecnologie digitali, tramite fusioni e acquisizioni, così da presidiare il rapporto col consumatore/spettatore costruendo eventi proprietari caratterizzati da una più elevata marginalità; sviluppo della divisione “fiction & storytelling” a partire da investimenti focalizzati e da progetti già in fase di sviluppo. Per quanto riguarda in particolare il Blu Note gli obiettivi comunicati stamane nel corso dell’Investor Day 2016 di Casta Diva Group (Cdg) si basano sull’estensione dell’offerta di intrattenimento dal vivo, l’estensione del marchio e la creazione di economie di scala.

A tal fine Cdg lancerà un aumento di capitale “allo scopo di diventare un attore di punta nel settore dei video innovativi e della comunicazione dal vivo, facendo leva sulle tecnologie digitali”. In tutto dovrebbe trattarsi di 10 milioni di euro di controvalore (a fronte dei 20 milioni, anche in più tranche, già autorizzati a fine luglio dall’assemblea di Blu Note) di cui dai 5 ai 7 milioni sarebbero dedicati a nuove acquisizioni nel settore della comunicazione dal vivo, 2-4 milioni ad acquisizioni e sviluppo di nuovi prodotti di comunicazione digitale e 1 milione per la copertura dei costi di sviluppo organizzativo del gruppo.
Per riuscire a centrare gli obiettivi il team formato da Andrea De Micheli (co-fondatore e attuale Ceo di Cdg), Luca Oddo (co-fondatore e attuale presidente di Cdg) e Paolo Perrotta (Cfo di Cdg, ex manager di Fox Networks Group Italy, entrato nel gruppo per curare il reverse take over di Blu Note) intende esportare la “Blue Note experience” anche fuori dalle pareti del jazz club, come già è capitato con JazzMi, il festival di jazz organizzato collaborando con Teatro dell’Arte e Ponderosa Music&Art svoltosi a Milano dal 4 al 15 novembre e che ha visto 80 concerti con 320 artisti in 40 diverse location, cui hanno partecipato ben 30.000 spettatori. Ma non è finita qui.
Cdg porterà la Blue Note experience anche in televisione e sul web, essendo già allo studio un format televisivo sul jazz e la possibilità di creare una App che permetta agli appassionati di godere la musica di Blue Note anche in modalità remota. Sarà infine rinnovata l’offerta commerciale, finora considerata scarsamente attrattive per il target più giovane, valutando diverse soluzioni tecnologiche, sia in termini di “dynamic pricing” (sul modello delle compagnie aeree), sia in termini di “rewarding” per chi si faccia promotore del marchio, anche attraverso l’utilizzo dei social network.
Tanta carne al fuoco, dunque, che però al momento non genera alcuna reazione da parte del mercato, dove il titolo resta poco sotto i 2,5 euro, con un calo di circa il 17% da inizio anno. Con un flottante di solo l’8,75%, a fronte di circa il 90% del capitale vincolato ad accordi di lock-up, era peraltro difficile attendersi fuochi d’artificio. L’importante sarà verificare se nel 2017, post aumento, il titolo inizierà a scontare le prospettive di sviluppo di fatturato e margini di Cdg anche in vista della preannunciata ulteriore campagna acquisti.


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