Cina/ Multinazionali in fuga: Pechino corre ai ripari

Giovedì, 28 maggio 2009 - 10:00:00



Arginare la fuga delle multinazionali da Pechino e attrarre nuovi investimenti internazionali nell’area della capitale cinese. Alla luce della crisi economica globale, il ministero economico del Partito Comunista assieme alla municipalità di Beijing ha infatti deciso di incoraggiare la presenza di multinazionali straniere che vogliano stabilire il proprio quartier generale in città ed investire nel Paese. Come? Attraverso ampie agevolazioni fiscali ed una legislazione più snella in materia amministrativa e di gestione dei cambi valutari. Ma anche supporto logistico all’import-export.

"I nuovi regolamenti consentiranno una tassazione privilegiata e dei tassi di cambio agevolati per attrarre a Pechino nuove multinazionali" dichiara al China Daily Chen Guandming, membro del comitato per lo Sviluppo e le riforme della municipalità di Beijing. Stando alla nuova regolamentazione, ora le imprese di capitale non inferiore a 10 milioni di dollari – e non più 30 milioni di dollari, come prevedeva la precedente legge, risalente al 1999 – potranno aumentare la propria area di influenza ed espandere il business con la consulenza del Governo, che prevede anche dei sussidi di durata triennale per le imprese le cui sedi operative siano state registrate a partire dal primo gennaio 2009. Il Governo della Repubblica Popolare ha previsto inoltre dei permessi residenziali multipli della durata di 5 anni per i quadri dirigenti e i tecnici di alto livello.

Insomma, una riforma a tutto campo. Da un lato, vedendo il bicchiere mezzo pieno, per trasformare Pechino nella seconda piazza finanziaria del Paese dopo Shangai, promuovendo in primis lo sviluppo del sistema finanziario, del commercio, delle assicurazioni e della legislazione d’impresa. Dall’altro, questo il bicchiere mezzo vuoto, per spingere le grandi imprese a non fermare i propri investimenti. A causa della recessione, infatti, sono molti i principali marchi dell’economia mondiale ad aver sospeso i propri piani di espansione nel paese del Dragone.

Basti pensare al gigante della grande distribuzione Wal Mart, che a fine 2007 aveva speso 14 miliardi di dollari per aprire ben 100 punti vendita, mentre ora ha visto dimezzarsi il proprio budget 2009 per l’area asiatica, inaugurando solo 13 punti vendita nel 2008. O la francese Carrefour, 130 negozi inaugurati nel 2007 e solo 10 nel 2008. Altrettanto difficile la situazione dell’inglese Tesco e della tedesca Metro, rispettivamente 5 e una nuova apertura lo scorso anno.

Grande distribuzione a parte, secondo Silvio Fagiolo, docente presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università LUISS di Roma ed ex ambasciatore in Cina: "Il crollo della finanza mondiale ha spinto verso una notevole riduzione del livello degli investimenti dei principali paesi esportatori, come Germania e soprattutto Stati Uniti".

E l’Italia? Ad Oriente il Belpaese sembra andare in controtendenza. Secondo quanto riferiscono dal ministero per lo Sviluppo Economico, infatti, le imprese italiane in Cina godrebbero di buona salute, se raffrontate al quadro internazionale: l’export del primo trimestre del 2009, rispetto al 2008, sarebbe infatti cresciuto del 18%. Soprattutto alla luce di quest’ultimo dato, sebbene l’Italia non sia un Paese di pesi massimi ma di piccole e medie imprese, il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Adolfo Urso si recherà in missione a Pechino il prossimo 6 giugno, per presentare i risultati della Commissione mista Italia – Cina nata a fine 2008 dalla collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e quello del Commercio Estero cinese.

Antonio Vanuzzo

0 mi piace, 0 non mi piace



Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

LA CASA PER TE

Trova la casa giusta per te su Casa.it
Trovala subito

Prestito

Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
SCOPRI RATA

BIGLIETTI

Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
PUBBLICA ORA