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Economia
Citytech 2018, mobilità sostenibile: il futuro è oggi
Un momento della sessione introduttiva di Citytech 2018.

La seconda giornata del Citytech 2018 di Milano, evento B2B leader in Italia per le tecnologie legate alla mobilità e all’urbanistica, è dedicata alle smart cities

L'industria della mobilità è in fermento: connettività, giuda autonoma, auto elettriche, car sharing mostrano come da un lato, la tecnologia stia avendo impatto dirompente in questo settore, ma, dall’altro, i cittadini non abbiano ancora assimilato (ed apprezzato) appieno i benefici dell’innovazione.

In Italia, i livelli di mobilità sono in crescita (e multiformi): quasi un cittadino su tre è “multimodale” - si sposta molto e sceglie molti mezzi diversi; a livello nazionale cresce ancora l’uso quotidiano del mezzo privato e quello saltuario della sharing mobility, complementare con gli altri mezzi. Ne hanno parlato, Kantar e Lorien Consulting, società del Gruppo WPP, oggi al “Forum Quale Mobilità - Green mobility, come cambiare la città” organizzato da Legambiente in collaborazione con Lorien Consulting all’interno di CityTech, dove sono stati diffusi i risultati dell’ultimo Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile condotto appunto da Lorien.

"Il futuro della mobilità è già oggi – ha esordito Andrea Galimberti, Head of Mobility, Kantar -  ma le aziende e le amministrazioni devono ancora lavorare molto per diffondere la conoscenza e le funzionalità che l’innovazione tecnologica mette a disposizione per una miglior mobilità. Il nostro studio globale Connected Car, che ha ascoltato 8500 conversazioni in 13 paesi nel mondo, ha evidenziato che l’evoluzione della mobilità (CASE – Connected, Automnomous, Shared, Electric) passa per una più ampia conoscenza dei benefici che l’innovazione può portare ai cittadini per la loro mobilità. Tutti gli operatori devono dunque agire in modo sinergico per generare conoscenza e cultura. In alcuni Paesi (come ad esempio la Cina), il cittadino è già molto evoluto in quest’ambito, conosce ed apprezza auto connesse, ad utilizzo condiviso, elettriche, con guida assistita, in altri come l’Europa e l’America sembra ci sia ancora molto da fare per evidenziare i benefici che la tecnologia e l’innovazione possono portare alla mobilità”.

E l’Italia? Come si muovono gli italiani? Stiamo diventando sempre più multi-modali (28% dei cittadini intervistati) ma prevale ancora l’uso del mezzo privato. L’Osservatorio sulla Mobilità di Lorien Consulting ha dato un quadro chiaro sulle scelte, e dunque sugli “stili” di mobilità, nel nostro Paese, evidenziando un’Italia spaccata in due per modalità e intensità di spostamento: crescono i multi-mobili, coloro che si spostano molto e con molti mezzi, ma anche i moderati, con media intensità di spostamento (insieme questi due stili di mobilità pesano per un 60% degli intervistati), mentre diminuiscono gli stanziali, ovvero coloro che si spostano pochissimo, quasi sempre con lo stesso mezzo, e i mono-mobili a media intensità di spostamento e che usano solo l’auto.

Il confronto ha unito cittadini, imprenditori e istituzioni verso una mobilità, e quindi una città, più sostenibile e piena di possibilità per investire in un futuro più green.   

Nel panel dedicato alla green mobility è interventuo Stefano Porro, Head of Future Mobility di Pirelli che ad Affaritialiani.it spiega qual è l'idea di mobilità della storia dell'azienda italiana di pneumatici per il prossimo futuro: "La mobilità del futuro deve essere più sicura, più pulita e più effciente. Questi sono i tre agettivi su cui Pirelli si basa, perché la potenza è nulla senza il controllo. La mobilità elettrica è già parte integrante dello sviluppo. Saremo sempre più attente alle esigenze di tutti. Toriamo al primo core business di Pirelli, ossia le ruote per le biciclette". 

La concessione necessaria per la mobilità sostenibile è l'elettrificazione. Lo scorso fine settimana, al Forum Ambrosetti di Cernobbio, Enel ha presentato uno studio sul tema. Al Citytech 2018 è presente Federico Caleno, Head of e-mobility solutions development di EnelX, che ad Affaritaliani.it spiega perché il mercato delle energie sostenibili e delle auto elettiche fatica a partire: "Mancano regole comuni per l'elettrificazione. Un anno fa Enel ha avviato un piano per l'elettrificazione del Paese, lo stiamo attuando ma a una velocità diversa rispetto a quello che ci aspettavamo perché non c'è omogenità delle regole e conoscenza dei processi. Ma siamo fiduciosi". 

Anche A2A punta a "qualificarsi come come un partner importante per l'innovazione - commenta Giuseppe Meduri, Direttore Rapporti Istituzionali e Territoriali di A2A -. Smart cities e mobilità elettrica sono driver con i quali stiamo costruendo la nostra strategia. Il secondo punto di interesse è Milano: A2A è una delle principali multi-utility italiane, in Lombardia ha fondato il suo centro, la città di Milano è per noi naturalmente un luogo di sperimentazione e di innovazione".

Ai microfoni di Affaritaliani.itRoberto Olivi, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione di BMW Italia, ha illustrato il programma per la sostenibilità di BMW riassunto nell'acronimo "ACES": "Sono i quattro assi della mobilità del futuro: A come autonomo, C come connesso, E come elettrico, S come shared, quindi condiviso. Autonomo perchè la mobilità del futuro andrà verso la mobilità autonoma. Connesso, infatti 20 anni fa abbiamo lanciato il BMW ConnectedDrive, che è un sistema per far dialogare l'utente con le varie interfacce, oggi diventato fondamentale per far sì che le informazioni viaggino e siano interconnesse".

A occuparsi di mobilità sostenibile non devono essere solo le istituzioni e i privati cittadini, ma anche le aziende. Una norma del 1998, infatti, ha introdotto nelle imprese il mobility manager, figura professionale che però ha fatto fatica a decollare. Ne parla ad Affaritaliani.it Emanuele Lazzarini, General Manager di Rwa Consulting: "Questa legge non è stata aggiornata e prevede un obbligo senza sanzioni. Ecco perché il mobility manager non ha avuto un'ampia diffusione. Nonostante ciò però ci sono state aziende che hanno colto questa occasione e hanno inserito l'aspetto della mobilità nell'ambito della responsabilità sociale d'impresa e del welfare aziendale". 

Incentivi strutturali, come la riduzione dell'Iva, potrebbero essere la spinta per accellerare gli investimenti delle imprese nella mobilità sostenibile. Ne è convinto Gary Fabris, manager di FIVE srl e Presidente Gruppo Veicoli Elettrici di Confindustria ANCMA, che Affaritaliani.it ha incontrato a margine di Citytech 2018: "Come Confindustria abbiamo più volte sottolineato la necessità di introdurre degli incentivi come la riduzione dell'Iva o la detrazione fiscale per chi utilizza mezzi a trazione elettrica. Lo scopo è incentivare l'uso dei mezzi elettrici e favorirne la diffusione". 

La seconda giornata del Citytech 2018 è stata anche l'occazione per presentare le innovazioni e le tecnologie in ambito mobilità sostenibile. Tra gli speaker presenti c'è anche Dario Mancini, Country Manger Italy di Waze che ad Affaritaliani.it racconta il progetto della startup: "Alcuni anni fa abbiamo lanciato il Connected Citizen Program che si basa su uno scambio gratuito di dati tra Waze e aziende municipalizzate. Noi offriamo i dati sulla viabilità, come traffico, incidenti, mentre le municipalità ci offrono i dati sugli eventi speciali in città, in modo da informare i cittadini in maniere corretta e in anticipo". 

 

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