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Economia
Compagnie aeree, "Ryanair e Monarch? Il modello delle low cost è a rischio"

Ryanair è presente in 27 aeroporti italiani, ovvero il 13% dei 207 scali in 33 paesi europei. Sono 2.100 i voli cancellati tra settembre e ottobre a cui si aggiungono altre 34 tratte fino a marzo 2018, per un coinvolgimento di circa 700 mila passeggeri costretti a trovare nuove soluzioni di viaggio. Importanti i disagi nei grandi centri come Roma Fiumicino, Malpensa e Bergamo-Orio al Serio, tuttavia il problema ha interessato principalmente gli aeroporti dove il traffico è generato maggiormente dalla compagnia irlandese.

Delle ulteriori 34 rotte cancellate, 11 sono italiane, di cui 7 interessano il solo scalo di Trapani Birgi. L’aeroporto ha avuto un exploit di passeggeri grazie alla compagnia low cost irlandese che, negli ultimi dieci anni di attività, ha generato un traffico pari al 97% con 1,4 milioni di passeggeri. “È una situazione problematica per l’economia della Sicilia occidentale, soprattutto in considerazione del ruolo della compagnia nello sviluppo del turismo di quella parte dell’isola. - È quanto ha dichiarato il professor Vincenzo Sanasi d’Arpe –  Ad oggi consta che non sia ancora stato definitivo l’accordo tra la Regione, che è anche socio di maggioranza dell’aeroporto, i comuni serviti dallo scalo trapanese e Ryanair. È pertanto auspicabile che si arrivi al più presto ad una soluzione che impedisca che la filiera di settore venga compromessa.” 

Da segnalare dopo Alitalia e Air Berlin che anche un’altra compagnia low cost britannica, la Monarch Airlines, ha cessato le sue operazioni con circa 300 mila prenotazioni cancellate, 35 veicoli (per la maggior parte Airbus) lasciati a terra insieme ai 110 mila passeggeri. Il Governo britannico ha mobilitato una trentina di aerei per far fronte al rimpatrio dei passeggeri rimasti bloccati all’estero. La British Airways si è dimostrata interessata all’acquisto di alcune componenti della compagnia, cercando di salvare parte dei 2.100 dipendenti coinvolti. “La Monarch Airlines non è riuscita a reggere la concorrenza delle altre low cost. -  Continua Sanasi d’Arpe. – È una delle più grandi crisi riguardanti compagnie aeree che si sia mai verificata nel Regno Unito, con una perdita di 291 milioni di sterline nel 2016, rispetto al profitto di 27 milioni di sterline del 2015. Un gruppo che trasportava circa 6 milioni di passeggeri l’anno su più di 40 destinazioni, 5 delle quali in Italia.”

E avverte sul futuro delle compagnie aeree: “Questa ulteriore crisi potrebbe mettere a rischio il modello di business delle low cost, con conseguenti danni per i consumatori, considerato che diventerà sempre più difficile reperire biglietti a basso costo. Nel caso dell’Italia sarebbe opportuno che nel settore si realizzino maggiori investimenti pubblici grazie ai quali, tra l’atro, si è attuato un adeguato programma di formazione del personale con piloti altamente qualificati.”

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ryanaircompagnie low costvincenzo sanasi d’arpe
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