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Economia
#Comunicatrici, 9 voci femminili ai vertici della comunicazione

È stato presentato oggi a Milano, all’interno delle fascinose Gallerie d’Italia, polo culturale e museale di Intesa San Paolo, il libro #comunicatrici di Antonella Dragotto e Janina Benedetta Landau, edito da Agoledizioni. 

“Se ci sono realtà in cui ancora devi indossare un tailleur da uomo per farti accettare vuol dire che non c’è una cultura manageriale solida" , chiosa una delle protagoniste del libro #comunicatrici realizzato da Antonella Dragotto, dirigente Bankitalia, e Janina Benedetta Landau, giornalista di Class CNBC. 

Il volume raccoglie ben 9 interviste a 9 top manager italiane esperte di comunicazione, gettando uno sguardo pressoché inedito sull’universo femminile. Alla presentazione  con le autrici sono intervenuti  Anna Maria Tarantola, Presidente designata della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice, nonché Presidente dell’associazione benefica "per Milano", Fabrizio Paschina, Direttore comunicazione e immagine di Intesa Sanpaolo , Fabio Vaccarono, Managing Director di Google Italia e Alessandra Ricci, amministratore delegato di Simest, Gruppo CDP .

A introdurre i lavori è stato Fabrizio Paschina , il quale sottolinea: “Noi di Intesa Sanpaolo ci sentiamo parte di questo racconto”, aggiungendo ai microfoni di Affaritaliani.it: “#comunicatrici è un libro che racconta 9 storie di donne ai vertici della comunicazione. La cosa più bella è che alla domanda su quale fosse l' aggettivo che contraddistinguesse ognuna di loro, ognuna ha fornito una risposta diversa, e da qui si parte per leggere la loro storia.  Se c’è un filo rosso è che a mio parere sono tutte molto appassionate, alla ricerca di sfide e con una determinazione e una tenacia abbastanza straordinarie”.

Paschina, Intesa Sanpaolo:"#comunicatrici,la storia di donne appassionate"

Le autrici, in un’ottica di valorizzazione delle diversità  di genere, hanno deciso di dare spazio al racconto di una realtà poco trattata: quella delle donne di successo che con dedizione, grinta, empatia e coraggio affrontano ogni giorno il loro lavoro da top managar, facendo spesso “da equilibriste” tra vita familiare e lavorativa.  Sono 9 le protagoniste che testimoniano le loro esperienze, 9 storie diverse, 9 donne, 9 top manager che trovano il loro punto d’unione nel mondo della comunicazione :  Catia Augelli, fondatrice di Cassiopea – brand manager di Paulo Dybala della Juventus già direttore della comunicazione As Roma Spa; Costanza Esclapon, fondatrice e Presidente di CSC Vision ed ex direttore relazioni esterne Rai, Wind e Alitalia, Marita Spera, direttore della comunicazione esterna e affari istituzionali American Express per l’Italia già direttore comunicazione in Huawei; Simona Panseri, direttore comunicazione e affari istituzionali per il sud Europa di Google; Silvia De Blasio, direttore relazioni media e comunicazione corporate di Vodafone Italia; Giuliana Paoletti, fondatrice di Image Building (Console Generale Onorario del Regno di Danimarca per alcune regioni italiane); Carlotta Sami Portavoce regionale per il Sud Europa dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) con un passato in Amnesty International in Italia e Save the Children in Italia;Lucia Sciacca, direttore comunicazione e sostenibilità di Generali Country Italia; Carlotta Ventura, già direttore della comunicazione del Gruppo F.S., Tim, Acea

Antonella Dragotto, intervistata da Affaritaliani.it , così racconta il messaggio principale che #comunicatrici vuole divulgare : “ Diciamo che ci sono due messaggi: il primo messaggio è che per le donne non è mai stato molto facile approcciare al mondo del lavoro e soprattutto fare carriera, perché esiste un ambiente che a volte non è sempre stato accogliente nei confronti della donna, perché esiste un approccio culturale e un modo di pensare che viene dal passato e vede la donna più legata ad un ambiente di tipo familiare e a lavori non di tipo manageriale; dall’altra parte c’è una donna che spesso ha mostrato troppo le sue debolezze e quindi ha rinunciato prima di cominciare. Il primo messaggio che si vuole dare con il libro è proprio questo: 'se vuoi, puoi!'. In realtà le donne con determinazione, capacità e grande preparazione riescono a conciliare la vita lavorativa con la famiglia e la vita privata. Aggiungo che in questo libro si è parlato anche di comunicazione, un mondo al quale io e Janina apparteniamo. Ne abbiamo parlato anche con una velata nota critica nei confronti di un mondo che oggi fa una comunicazione molto urlata; per cui l’altro messaggio è che comunicare non è una cosa semplice ma bisogna trasmettere i messaggi, bisogna imparare a veicolare i messaggi, e in questo caso bisogna imparare anche a veicolare come le donne possono fare carriera”.

 

Dragotto, Banca d'Italia:" #comunicatrici, un messaggio per le donne: 'se vuoi, puoi'"

 

Le interviste contenute all’interno del libro #comunicatrici non parlano dunque del mondo femminile rifacendosi a un lontano dialogo in absentia o a un universo rarefatto,  piuttosto ricalcano la viva esperienza di donne contemporanee, che si trovano ad affrontare problemi grandi e piccoli di un mestiere creativo, proteiforme e talvolta arduo qual’ è quello di comunicare  , il tutto raccontato con una forte nota di realismo, marcata anche dalla scelta stilistica di utilizzare la forma dialogica che permette alle  protagoniste  di  raccontarsi apertamente, tra vita privata e professionale. Come sottolinea appunto Janina Benedetta Landau :  “Ognuna di queste donne ci ha dedicato un’ora e mezza e ha parlato a cuore aperto senza voler per forza dare di sé l’idea di donna vincente, ma piuttosto la sfaccettatura umana. La verità è che tutte nella propria carriera hanno dovuto mettere un accento in più”.

“C’è un aspetto su cui vorrei attirare la vostra attenzione, cioè il merito. Personalmente non ho trovato difficoltà perché in Banca d’Italia i concorsi e gli esami sono tutti anonimi. Credo che se applicassimo il principio del merito in tutti gli ambienti potremmo migliorare la situazione” - aggiunge infine  Anna Maria Tarantola, sottolineando-”nel libro mi hanno colpito molto le caratteristiche di queste donne manager, e in particolar modo il loro coraggio. Incrementare il lavoro femminile non è una questione solo di giustizia ma anche economica: basti pensare che  raggiungere il 60% di donne lavoratrici  in Italia porterebbe la crescita del PIL al 2%.  Tanti sono inoltre gli studi che dimostrano che il lavoro femminile migliora le performance delle aziende. Allora perché no? “

Invita alla riflessione l'ex dirigente di Banca d'italia,  per poi concludere con un appello: “La cultura sulle donne  ci racconta  spesso di “conciliazione”, perché non iniziamo a parlare di più di “condivisione”? Dateci la possibilità di crescere professionalmente formando una cultura che veda le donne come un valore centrale per la civiltà e per lo Stato”.

La sala applaude, segno, ci auguriamo, che la voce delle donne continua a diffondersi.

 

 

 

 

 

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