 Barack Obama
|
Barack Obama ha provato a scuotere il summit sul clima di Copenaghen, a un passo dal naufragio. Il presidente Usa ha esortato i grandi del mondo a trovare un'intesa: "Sono venuto qui non per parlare, ma per agire", ha avvertito, "il mondo ci guarda ed e' fondamentale fare passi in avanti, indicare soluzioni" e "accettare un accordo anche se imperfetto".
Obama ha poi incontrato il premier cinese, Wen Jabao, e fonti della Casa Bianca hanno riferito di "passi avanti" nel negoziato. Al vertice si sono riuniti i leader dell'Ue (Silvio Berlusconi, assente, e' rappresentanto dal cancelliere tedesco Angela Merkel), per valutare la possibilita' di innalzare l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020 da un taglio del 20% a uno del 30%. Dal summit e' intanto emersa una nuova bozza di 12 punti (erano 13 nelle versioni precedenti), in cui per la prima volta si parla di 'Accordo Copenaghen': i Paesi ricchi dovrebbero tagliare le emissioni di CO2 dell'80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990.
"Il 10 % delle emissioni di gas serra dei Paesi sviluppati deriva dalla produzione di cibo che viene giornalmente gettato" . Lo ha affermato il docente Andrea Segrè, ideatore e presidente di Last Minute Market - spin-off dell'Università di Bologna - e preside della Facoltà di Agraria dell'Universià di Bologna. |
La bozza di accordo fissa inoltre un obiettivo globale di riduzione delle emissioni del 50% entro il 2050 e viene indicato in due gradi centigradi il limite entro cui contenere l'aumento della temperatura terrestre rispetto ai livelli pre-industriali, con la possibilita' pero' di portarlo a 1,5% alla prossima Conferenza del 2016. Per dare contenuto vincolante all'intesa di Copenaghen potrebbe tenersi una conferenza di due-tre settimane da tenere a giugno a Bonn.
In quella sede si potrebbero quantificare i tagli alle emissioni e gettare le basi per il nuovo Trattato che dovra' essere approvato alla prossima Conferenza Onu - la Cop 16 - in programma a dicembre.
Il pacchetto di aiuti ai Paesi piu' vulnerabili parte da 10 miliardi di dollari all'anno tra il 2010 e il 2012, passa a 50 miliardi di dollari annualmente fino al 2015 e 100 miliardi entro il 2020; e propone una serie di meccanismi di raccolta del denaro.