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Economia
Crescita, spinta con gli investimenti al Sud. Milano fa da tutor

Nel suo saggio sulla globalizzazione Roland Robertson centra fortemente la riflessione sulla scarsa importanza che hanno assunto i fattori culturali di un popolo, di un’area geografica dentro i processi di globalizzazione intesi come riorganizzazione economica del mondo; non solo, sviluppa la sua riflessione assicurando vitalità alla dimensione glocal e cioè alla capacità di una comunità di andare per il mondo senza perdere la propria identità culturale in un processo costante e virtuoso di dialogo e compenetrazione con le altre culture.

Quando penso al mezzogiorno d’Italia, che ha visto significativi processi migratori negli anni recenti della nostra storia, rileggo il saggio dello studioso inglese edito da una casa editrice di Trieste e rifletto sulla capacita di reazione del sud, sullo spirito di ’sistema' che esso sviluppa e sulla capacità di consolidare reti nazionali e internazionali di relazione, di cooperazione e di partenariato progettuale.

Temo che la scelta della Comunità Italo Americana di premiare per il secondo anno di fila un imprenditore campano come propria figura simbolo sia sottovalutata, se non si legge Globalizzazione di Roland Robertson; temo che le parole del Presidente Macron su Napoli siano sottovalutate se non si organizza un seguito pianificato e coordinato al processo di internazionalizzazione del mezzogiorno che Confindustria anima proprio in una dimensione locale globale.

“Occorre recuperare la capacità attrattiva del territorio” ha detto ieri Enzo Boccia nel suo week end tra le istituzioni culturali campane e le imprese di maggior eccellenza della Provincia di Salerno. 

“Occorre - ha poi proseguito - recuperare la possibilità di investimenti nel nostro Paese proprio a partire dal sud così da declinare in positivo la questione industriale e del lavoro. Gli investimenti nel territorio non possono essere addebitati ai soli imprenditori locali, vanno discusse e determinate le ragioni dello sviluppo di un territorio: la politica, le istituzioni nel loro complesso devono riflettere sulla capacità di reazione di quel territorio e rimettere al centro gli asset di sviluppo che maggiormente ad esso si addicono”.

In sostanza l’imprenditore salernitano che, a detta di chi scrive andrebbe maggiormente supportato nella realizzazione di quello che egli va dicendo, afferma un ragionamento semplice: da un lato ci servono più infrastrutture materiali e immateriali per alimentare un tessuto connettivo che renda conveniente investire al sud, dall’altro occorre una più ampia progettualità di sistema.

Confindustria con la Presidenza Boccia ha determinato le condizioni basilari di una rinascita del mezzogiorno.

Non solo per i provvedimenti economici contrattati coi precedenti governi legati ad industria 4.0 e per la paziente tessitura di dialogo con l’attuale governo, anche nei momenti più delicati e critici; ma pure, e soprattutto, per le iniziative lanciate dall’associazione stessa a partire da quelle imprenditoriali collocate dentro Business Med, forse poco conosciute, la partnership con la Fondazione SRM per offrire autorevolezza alle analisi strategiche sui parametri economici, il ruolo di sviluppatore culturale come è recentemente avvenuto con le opere del Museo Capo di Monte ristrutturate dalle imprese campane del circuito Elite ed esposte in Borsa Italiana a Milano, la presenza del Presidente stesso alle iniziative delle istituzioni culturali del mezzogirono, da ultima quella di ieri al Parco Archeologico di Paestum che ha recentemente raccolto, da solo, risorse private per progetti di restauro e ricerca. 

A questo si affianca l’interventismo della Regione Campania che ha permesso di sfruttare a pieno l’uso dei fondi europei, che ha scommesso sull’integrazione del proprio sistema portuale e che, nella misura possibile, ha determinato investimenti pubblici per attrarre imprese nel tentativo di favorirne la permanenza. 

Il Presidente di Confindustria ripete in ogni dove un concetto che spinge tutti ad innalzare lo sguardo, ad un cambio di mentalità: ”Occorre essere consapevoli delle potenzialità dell’Italia, centrale tra Europa e Mediterraneo, non serve sotto stimarci, al contrario dobbiamo usare la nostra posizione geografica per puntare sulla crescita economica e massimizzare le risorse europee su alcune fondamentali opere al servizio delle imprese, dei lavoratori e dei giovani meridionali”.

Ecco la scelta della Regione Campania di aprire uno spazio vetrina delle proprie eccellenze locali va esattamente nella direzione di rinsaldare quella relazione Milano - Sud che unisce l’Italia proprio nel rapporto tra Europa e Mediterraneo.

Tuttavia come ha giustamente ricordato il Sindaco Giuseppe Sala nel giorno dell’inaugurazione dello Spazio Campania: “Non sarà sufficiente mettere in mostra il meglio di voi stessi, se non facciamo partire collaborazioni fattive”.

E’ bene ricordare che il progetto del Sindaco per Milano si fonda su un binomio preciso: internazionalizzazione della Città e riqualificazione delle periferie; in entrambi i casi il ruolo delle agenzie culturali pubbliche e private è essenziale a Corvetto nel legame col Parco Tecnologico Padano, come a Quarto Oggiaro nel legame col Competence Center del Politecnico Bovisa.

Ogni azione e ogni scelta che Beppe Sala compie è sempre per rimanere fedele al suo mandato elettorale. 

Ogni parola che pronuncia non è spesa per dare fiato alla bocca.

Ecco da Milano abbiamo proposto nelle settimane scorse alcuni terreni di azione comune secondo le indicazioni che pure il Presidente della Regione Campania De Luca ha fornito: cultura, iniziative per rinsaldare l’unità nazionale e progetti tra imprese. 

Abbiamo proposto la nascita di un comitato inter - istituzionale in partnership con Confindustria e l’Università Luiss per portare almeno 3 della Università del Sud nelle reti europee: penso all’ Università degli Studi di Salerno e alla Federico II dentro la LERU e al Politecnico di Bari dentro la Cesaer; abbiamo proposto l’attivazione di progetti che diano continuità alle Universiadi quali il workshop sul rilancio funzionale delle aree limitrofe a quelle industriali attraverso un’Academy che richiami al sud i tanti giovani di successo che le imprese e lo Stato hanno formato nel corso degli ultimi anni. 

Come dice ancora Vincenzo Boccia in una bellissima prefazione del libro Generazione Boomerang e nella recente intervista rilasciata ad Industria Felix “il problema non consiste tanto nei giovani che partono, ma in quelli che non tornano o non arrivano da altre parti del mondo.”

Abbiamo assecondato il ragionamento giusto del Presidente di Confindustria perché proprio Milano nella storia amministrativa della Città, dal dopo guerra ad oggi, ha incentivato in misura crescente l’apporto dei tanti ragazzi che si sono affermati altrove. 

Abbiamo proposto di entrare nelle meditazioni culturali de La Triennale di Milano, di Hangar Bicocca e di Fondazione Prada e abbiamo chiesto di concepire lo Spazio Campania come un vero e proprio centro culturale che si aggiunge in città realizzando concretamente quello che dice Michelle Obama nel suo libro: “Mio padre e mia madre mi hanno aiutata a riconoscere il valore della nostra storia, della mia storia, all’interno di quella, più grande, del nostro Paese. Anche se non è bella e perfetta, anche se è più dura di quanto vorresti che fosse, la tua storia è quello che hai, è quello che avrai sempre."

Se davvero crediamo in quel che diciamo, le cose vanno fatte. E per farle occorre allargare la partecipazione secondo uno schema fondato sull’alleanza tra tanti e sul protagonismo di ciascuno: la governance stessa dello Spazio Campania va implementata. Qualsiasi istituzione culturale si pone la necessità di un Comitato scientifico che irrobustisca un’intuizione, che assegni peso ed autorevolezza, che renda più agevole la relazione culturale con Milano e la dimensione internazionale.

Non possiamo limitarci ad offrire una vetrina per coloro che l’Europa ha sostenuto senza lavorare ad un’integrazione di sistema: sarebbe una perdita di tempo e di risorse. 

Anche in questo caso abbiamo bisogno di seguire lo schema adottato da Confindustria con Assolombarda su Connext o quello sviluppato da Confindustria con le Camere di Commercio tedesca e francese.

Milano, come ha detto il Sindaco parlando di se stesso non certo in chiave personalista, intende svolgere un’azione di tutoring sul piano nazionale: per questo sarebbe utile, come richiama ancora una volta Boccia, che tutti coloro che lavorano per il sud assumano fino in fondo il cambio di mentalità, sprovincializzandosi.

Solo così, per capirci, il racconto del Presidente Prete sull’intervento di Boccia ragazzo in una scuola di Sala Consilina non rimarrà un aneddoto da cartolina per i media locali, ma rappresenterà un esempio fattivo per tanti campani che al sud come a Milano hanno avanzato progetti di sviluppo economico e culturale: se lo Spazio Campania non diventa un piccolo hub per veicolare occasioni, avremo realizzato una splendida vetrina, ma nulla di più.

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