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Economia
Criptovalute, perché Facebook vuole entrare nel business? Analisi

Ha destato molto rumore la notizia che Facebook è pronta ad entrare nel mondo delle criptovalute con una sua propria moneta, chiamata Libra. Molti colossi del settore come Paypal, Bloomberg, Visa e Uber con un gettone da 10 milioni di dollari ciascuno hanno già aderito al progetto. Ma cosa vuole veramente Facebook facendo questo passo insolito se vogliamo per un social network? Per Facebook si tratta sicuramente di una scommessa, in un momento estremamente delicato, alla luce delle accuse per la gestione “allegra” dei dati dei 2,4 miliardi di utenti, a partire dallo scandalo Cambridge Analytica.

“Credo che le persone debbano potersi scambiare denaro così facilmente come mandano una foto». Così lo scorso aprile Mark Zuckerberg aveva alzato il velo sul progetto che da tempo un team dedicato stava realizzando in gran segreto in una palazzina di Menlo Park a cui si accede con un badge specifico. Alla base di tutto ovviamente c'è l'esigenza di dover diversificare un settore che appare ormai saturo ed irto di difficoltà come quello dei social network, in cui i  ricavi pubblicitari potrebbero avere un freno sia dagli scandali scoppiati e sia dalla modesta, ma tangibile diminuzione di utenti del social network più famoso del mondo. Inoltre Zuckenberg sembrerebbe voler entrare a gamba tesa in un settore come quello della blockchain, che secondo molti potrebbe rivoluzionerar fra qualche anno il mondo, cosi come lo abbiamo inteso. La blockchain, infatti, si basa sostanzialmente su un sistema di blocchi che vengono condivisi ed autorizzati in maniera decentralizzata, saltando il passaggio dell'intermediario, che comporta rallentamenti e difficoltà dal punto di vista della privacy e del processo autorizzativo. Ma secondo alcuni esperti in questo modo, la società di Menlo Park potrebbe anche ostacolare la decisione dei governi di volere controllare il modus operandi del social network. Con il progetto “GlobalCoin” Facebook vuole evitare di riproporre un modello nuovamente centralizzato: per questo punta a costituire un network di attori di rilievo che garantiscano un sistema relativamente autonomo, quasi una “fondazione” per la blockchain. Ma questa moneta sara stabilizzata su un paniere di valute per evitare le grandi oscillazioni che hanno le criptovalute “libere” Bitcoin in testa. Si tratta di una sorta di mostro a due testa.

Da una parte, infatti, si vuole rompere il monopolio della grandi istituzioni finanziarie e dall'altro si vuole fare concorrenza alle criptovalute, Bitcoin in testa. Ecco perchè forse tra i finanziatori sono presenti due gruppi come Visa e paypall, anche essi da tempo interessati ad esplorare il mondo cripto. Ma chiaramente oltre a questo c'è anche di più, Zuckenberg, infatti, vuole uscire dalle catene imposte al suo business dalla unica fonte di reddito derivante dagli introiti derivanti dalla pubblicità, ma trovare alternativi modi diretti di guadagno fra la sua sterminata platea di utilizzatori. Un primo utilizzo della cripto sarebbe quello di sostituire i “mi piace” con un pagamento in criptovaluta. Inoltre secondo i più Facebook da tempo sarebbe pronto ad entrare nel mercato cosi promettente dell ecommerce, Facebook potrebbe, infatti, creare una vera e propria piattaforma di ecommerce con pagamenti ovviamente in moneta virtuale. Inoltre creando una moneta digitale, che dovrebbe poter essere utilizzata anche nel mondo reale,  si allargherebbe di molto la platea di spender, anche tra chi magari non ha un conto in banca, pratica molto diffusa in paesi in cui Facebook è molto forte, come per esempio l'India. Insomma con questa mossa Zuckenberg forse sembra deciso di uscire da quella sorta di vicolo cieco in cui pare essere finito e dimostrare al mondo delle istituzioni che ancora devono fare I conti con questo terribile ragazzo californiano

vcaccioppoli@gmail.com

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