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Economia
Criptovalute verso la selezione naturale tra Bitcoin, Ripple, Ethereum

Che succede alla più antica criptovaluta nata nell’ormai lontano 2009? Dopo una galoppata vertiginosa che l’ha portata il 17 dicembre 2017 alla valutazione record di 19.535,40 dollari per 1 Bitcoin (sì, avete letto bene) la madre di tutte le valute digitali ieri ha perso il 74% del suo valore. La bolla speculativa si è sgonfiata? Secondo gli esperti il crollo oltre a coinvolgere tutte le altre sorelle del Bitcoin (Ethereum, Ripple, Litecoin, Stellar Lumens, Eos etc.) si spiega con la perdita d’interesse degli speculatori in ragione del calo dei volumi di scambio che caratterizzano questo mercato. Insomma, il classico circolo vizioso indotto dalla difficoltà intrinseca nel determinare il valore nominale “reale” di questa moneta, valore che è originato - è il caso di ricordarlo – dalla remunerazione del lavoro dei “minatori” che presiedono alla creazione della moneta stessa. Pur essendo virtuale, il Bitcoin nasce dall’energia (tanta) impiegata dai computer che “scavano” i blocchi di informazioni da cui si ricavano queste monete virtuali: 12,5 Bitcoin ogni dieci minuti. Tuttavia la produttività del sistema è in costante declino dal mese di ottobre, ed è dovuta dall’esodo di minatori che, forse stanchi come quelli che cercavano l’oro nel Klondike, potrebbero segnare la morte della più famosa criptovaluta. Come sempre, non tutti la pensano così. Qualche voce fuori dal coro ricorda che l’innovazione digitale non ha mai avuto inizi facili, citando in proposito le perdite di Amazon il pioniere dell’e-commerce, prima di arrivare al profitto. Il Bitcoin è un bene controverso e ambizioso: si candida a diventare l’alternativa dell’oro e il suo valore potrebbe andare alle stelle. Basterà a convincere i risparmiatori?

Un anno fa, quando il Bitcoin toccò il cielo con un dito, potevano bastare anche solo le promesse, l’illusione di una ricchezza facile, quando i soldi creano altri soldi moltiplicandosi come magia, sensazioni e comportamenti che ogni bolla porta con se. Ma la vita del Bitcoin, anche durante l’età dell’Oro non fu sempre rose e fiori, ma ci furono anche spine che oggi sembrano dimenticate. Il Bitcoin, nasce all’alba del 2009, perfettamente allineato con la fine del crollo di borsa dovuto alla crisi finanziaria e dei mutui subprime del 2007/2009, nasce a 6 centesimi circa, e attraverso il meccanismo classico di domanda e offerta (pur non sapendo come avvenivamo realmente le transazioni) il suo prezzo lievita fino 29 centesimi (+350%) a fine 2010.

Ma come detto, non furono tutte rose e fiori, ci furono già nella culla delle spine dolorosissime, anche se le ferite colpirono i pochi pionieri che fin dall’inizio investirono come carbonari nel nuovo strumento finanziario, spine che spaventarono anche i media, perché se è vero che il Bitcoin arrivò alla fine del 2013 oltre i 100 dollari, una rampa di lancio che porta un’impennata fino a 1151 (4 dicembre 2013, rialzo strepitoso!), da lì incomprensibilmente affonda fino a 250$ in poco meno di 3 mesi.  Sembrava già una bolla scoppiata, fragore che fa un gran chiasso per le notizie clamorose di contorno, come quella dell’arresto dell’amministratore di una delle “banca” virtuali che commerciano Bitcoin.

La Bitinstant, accusata di riciclaggio di denaro, a favore del mercato nero Silkroad, sito dove vengono commerciate anche armi e droga, un sito che finisce anche nel mirino degli investigatori internazionali, e che l’FBI decide di chiudere sequestrando milioni di dollari in Bitcoin che, a dire delle autorità, avevano un uso illegale.

Tutto molto torbido, inchieste, crolli, scandali che allontanano, temporaneamente, grandi investitori, curiosi e speculatori, da questa nuova entità finanziaria.

Come sappiamo però, quel fragore era solo un petardo, perché il Bitcoin non solo riprenderà il suo valore, i massimi storici toccati alla fine del 2013, ma salirà ancora, moltiplicandosi. Fino a raggiungere una legittimazione, la quotazione ufficiale al mercato dei futures al CBOE (la grande borsa dei derivati di Chicago) e come spesso accade, quando l’investimento diventa democratico, cioè accessibile a tutti, è il momento che la festa finisce, che si deve scappare, perché di lì a poco crollerà tutto.

Accade così anche nel 2000, quando molti italiani scoprirono i titoli internet del Nasdaq, titoli che stavano già salendo da oltre cinque anni, titoli moltiplicati anche per 10 volte. Ai piccoli risparmiatori nostrani fu dato un assaggio, un biglietto per sognare grazie a quella manciata di titoli quotati sul Numtel, pochi mesi per illudersi di vivere di borsa, di mandare a quel paese il capo ufficio, di abbassare le serrande e prenotare un volo solo andata per i Caraibi.

Polveri bagnate da grandi delusioni, qualche settimana di gioia per poi cadere nel baratro, una bolla scoppiata in faccia, una sbornia colossale che ancora oggi ha lasciato i segni in chi l’ha provata. Ma se è vero che molti titoli sono scoppiati, in casa nostra si ricorderanno i casi di Finmatica, Opengate, Gandalf, Freedomland, sul Nasdaq ci furono casi ancor più clamorosi come WorldCom, Pets.com, Lucent, Aol, Palm, Yahoo!, titoli che in alcuni casi sono scomparsi o falliti, altri si sono sgonfiati riducendo le proprie quotazioni a pochi dollari o addirittura cents, è altrettanto vero che ci sono società che sono resistite alla bolla, superando una selezione dolorosa, severa, ma rigeneratrice. Apple, Amazon, Cisco, Oracle, sono solo alcuni dei nomi che oggi dominano il mercato e che dimostrano che se le bolle inizialmente regalano sogni e ricchezza finanziaria frivola, poi con il tempo costruiscono rivoluzioni industriali.

Così potrebbe accadere anche nel mondo e nel sistema delle criptovalute, dove ora potrebbe avvenire una selezione naturale tra le varie Bitcoin, Ripple, Ethereum, ma la Blockchain, il nuovo sistema finanziario e tecnologico, la matrice su cui si basano le transazioni, e che potrebbe essere comparato al Nasdaq, dovrebbe resistere, la prima pietra verso un nuovo metodo di contrattazione.

Starà all’abilità dell’investitore, capire chi tra Bitcoin e le sorelle, oppure una nuova nata, sarà la Amazon del futuro. Dal paradiso della bolla, all’inferno e ritorno.

Buona Natale.

@paninoelistino

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