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Economia
Dazi, Trump mostra ancora i muscoli: barriere su 200 miliardi di merci cinesi
LaPresse

Donald Trump spara un nuovo colpo nella guerra commerciale con la Cina dopo quelli sparati nei mesi scorsi, e in particolare quelli del 25% entrati in vigore della scorsa settimana che mirano a colpire centinaia di prodotti industriali e tecnologici di Pechino. La Casa Bianca sta infatti valutando dazi del 10% su ulteriori 200 miliardi di dollari di beni cinesi, inviando un messaggio chiaro: gli Stati Uniti non si tirano indietro dalle lotte commerciali e l'Europa non deve appoggiare la Cina.

Le nuove barriere doganali potrebbero entrare in vigore già il prossimo settembre, hanno riferito fonti della Casa Bianca citate dalla stampa Usa, dopo la presentazione della nuova lista di 6.031 prodotti cinesi pubblicata nella serata di ieri dal Rappresentante del Commercio Usa.

Il nuovo round di tariffe, che colpisce prodotti dal pesce ai bagagli e dai macchinari per il condizionamento dell'aria all'arredamento, dal tabacco sino ai prodotti alimentari, inneschera' rappresaglie da Pechino, anche se il portavoce al Commercio americano Robert Lighthizer ha dichiarato di essere aperto a colloqui con la Cina su una risoluzione della controversia. "Come in passato, gli Stati Uniti sono disposti a impegnarsi in iniziative che potrebbero portare a una risoluzione delle nostre preoccupazioni sulle pratiche commerciali sleali della Cina, che dovrebbe aprire il suo mercato ai beni e ai servizi degli Stati Uniti", ha spiegato il funzionario americano.

Le nuove tariffe non entreranno in vigore per almeno due mesi, ha detto il funzionario dell'amministrazione Usa, dando tempo agli Stati Uniti di rifinire la lista dei prodotti scelti per i nuovi dazi e per le due parti di iniziare un nuovo ciclo di colloqui. Gli incontri all'interno del ministero del Commercio Usa sui beni sono previsti per il 20-23 agosto. Intanto la Cina definisce "inaccettabile" la decisione degli Stati Uniti di volere imporre nuove tariffe a 200 miliardi di di merci di importazione dalla Cina e si dice "scioccata. Per salvaguardare gli interessi fondamentali del Paese e della popolazione, il Governo cinese dovra', come sempre, prendere le necessarie contromisure", si legge in una nota del Ministero del Commercio di Pechino.

Allo stesso tempo, si legge, la Cina "farà appello alla comunità internazionale per un lavoro comune per salvaguardare le regole del libero commercio e del sistema multilaterale e per opporsi in modo congiunto all'egemonismo commerciale". Pechino, come gia' accaduto nelle scorse settimane, ha chiesto la collaborazione della comunita' internazionale a "lavorare assieme per salvaguardare le regole del libero scambio e del sistema del commercio multilaterale e contrastare congiuntamente l'egemonismo commerciale", ha spiegato il Ministero del Commercio di Pechino, promettendo di esporre il caso all'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto).

infografica scambi cina usa


Economisti ed analisti danno per scontata una risposta cinese della medesima entità, con probabili effetti sull'economia e sui mercati finanziari globali. Chiusura in ribasso per la Borsa di Shanghai e quella di Shenzen (-1,76% a 2777,77 punti la prima e -1,97%, a 9023,82 punti la seconda) e immediato dietrofront, infatti, dei listini azionari europei in avvio di seduta, mentre gli investitori sono in attesa della reazione di Pechino: dopo il mini rally degli ultimi giorni (Parigi e Milano hanno recuperato il 3% dalla seduta del 3 luglio), le nuove tensioni commerciali Usa-Cina hanno piegato nuovamente gli indici.

Piazza Affari arretra dell'1,5% nel Ftse Mib ed e' la peggiore. Giu' dell'1% Francoforte, Madrid e Parigi. Completamente in rosso il paniere delle big del listino milanese. Sul mercato valutario, Lo yuan è sceso al minimo di 11 mesi e perde terreno assieme al dollaro australiano mentre l'euro/dollaro è stabile a 1,173. I trader cercano di capire dove si concretizzeranno prima gli effetti delle tensioni tra Cina e Usa. In calo il petrolio: il Wti si attesta a 73,8 dollari al barile nella consegna agosto, il Brent settembre e' trattato a 78,29 dollari al barile.

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