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De Benedetti il premier ombra: "Sono io il padre del Jobs Act"

Nel verbale dell'interrogatorio della Consob a de Benedetti sui suoi movimenti sui titoli delle banche popolari emergono i rapporti fra l'editore e Matteo Renzi

De Benedetti il premier ombra: "Sono io il padre del Jobs Act"

Carlo de Benedetti? Il vero premier ombra del governo di Matteo Renzi. Leggendo il verbale della Consob in cui i funzionari dell'authority di vigilanza sui mercati hanno trascritto l'interrogatorio dell'Ingegnere convocato nel 2015 a seguito delle attività anomale in Borsa sui titoli delle Popolari di cui si è resa protagonista anche la Romed, società di trading allora presieduta da de Benedetti, emerge anche lo stretto rapporto fra l'editore del gruppo Espresso e l'ex premier a cui de Benedetti "ha suggerito il Jobs-Act", un provvedimento che "che poteva essere utile e che poi, di fatto, lui (Renzi, ndr) poi è stato sempre molto grato perché è l'unica cosa che gli è stata poi riconosciuta".

Il sensazionale scoop è del Sole 24 Ore a firma del giornalista Angelo Mincuzzi che ha riportato tutti i virgolettati delle risposte dell'Ingegnere ai funzionari dell'authority. Per spiegare il contesto all'interno del quale sono avvenuti gli incontri con Renzi e Panetta nell'ambito della vicenda sulla compravendita di titoli delle Popolari a gennaio 2015, de Benedetti racconta alla Consob delle sue frequentazioni politiche.

"Io normalmente con Renzi faccio - scrive il quotidiano finanziario di Confindustria - facciamo breakfast insieme a Palazzo Chigi - fa mettere a verbale - ... e io devo dire che quando lui ha iniziato, quando lui ha chiesto di conoscermi, che era ancora sindaco di Firenze, e io ... mi ha detto: “Senta”... ci davamo del Lei all'epoca, mi ha detto: “Senta, io avrei il piacere di poter ricorrere a Lei per chiederle pareri, consigli quando sento il bisogno. Gli ho detto: “Guardi! va benissimo. Non faccio, non stacco parcelle, però sia chiara una roba: che se Lei fa una cazzata, io Le dico: caro amico, è una cazzata".

Nel suo ruolo di advisor informale, de Benedetti - aggiunge il Sole - parla anche del Jobs Act e di un consiglio dato a Renzi quando era ancora sindaco di Firenze: "Io gli dicevo che lui doveva toccare, per primo, il problema lavoro e il Jobs-Act è stato - qui lo dico senza, senza vanto, anche perché non mi date una medaglia, ma il Jobs-Act gliel'ho, gliel'ho suggerito io all'epoca come una cosa che poteva - secondo me - essere utile e che poi, di fatto, lui poi è stato sempre molto grato perché è l'unica cosa che gli è stata poi riconosciuta".

Gli uomini della Consob - conclude il quotidiano di viale Monterosa - gli chiedono poi se abbia incontri con qualcun altro dello staff della presidenza del Consiglio. "No - risponde de Benedetti -. Guardi io sono molto amico di Elena Boschi, ma non la incontro mai a Palazzo Chigi. Lei viene sovente a cena a casa nostra ma non ... diciamo io, del Governo vedo sovente la Boschi, Padoan. Anche lui viene a cena a casa mia e basta. Perché poi sa, quello lì si chiama Governo, ma non è un Governo, sono quattro persone, ecco".

 

 

 


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