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Economia
Di Maio e Salvini ritrovano l'intesa su Bankitalia ed ex Popolari venete

"Chiediamo discontinuità e quindi non possiamo confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia nel periodo in cui è successo quello per cui è oggi qui questa gente". Così il vicepremier Luigi Di Maio va all'attacco di Bankitalia al suo arrivo dell'assemblea dei risparmiatori dell'associazione 'Noi che credevamo alla BpVi'. A fargli eco, il collega vicepremier Matteo Salvini, anche lui presente all'assemblea: "Siamo qua perché chi doveva controllare non ha controllato, la Banca d'Italia e Consob andrebbero azzerati, e si offendono se cambiamo uno o due tizi. Azzerati. Dov'erano questi signori mentre questi mangiavano?”.

"Abbiamo messo in legge di bilancio a dicembre i soldi, siamo al 9 di febbraio - ha poi detto Di Maio rassicurando la platea di risparmiatori, come riporta l'Adnkronos - e questa è la settimana in cui escono i decreti e si erogano i soldi". "Secondo me - ha aggiunto il ministro - è giusto risarcire tutti perché queste persone sono state prese in giro per anni da una politica che non ha controllato, da istituzioni di controllo che non hanno vigilato e banche quindi è giusto risarcirli. Ma la battaglia è loro e loro l'hanno vinta. Noi facciamo soltanto il nostro dovere e sappiamo che ci sono resistenze da parte dell'Europa ma ce ne faremo una ragione, questa gente ha diritto a questi soldi e i soldi sono i loro". Questo mese, annuncia poi il ministro, "faremo partire la commissione di inchiesta sulle banche e Gianluigi Paragone sarà il presidente. Li convochiamo tutti e iniziamo a farli cantare perché i conflitti di interesse nelle banche hanno spolpato i risparmiatori". E ancora: "Questo governo ha ascoltato i risparmiatori. Il miliardo e mezzo di euro lo abbiamo trovati e ci dicevano che non c'erano soldi. Questo per me non è tanto il merito del governo, ma la certificazione che ci avevano detto bugie fino al 4 marzo".

Poi l'attacco all'Ue: "Ogni volta che affrontiamo temi sul risarcimento di risparmiatori ci arriva una letterina dall'Europa in cui le regole da rispettare favoriscono sempre i più forti. Queste letterine arrivano ma ce ne freghiamo altamente. Ancora pochi mesi - assicura - poi questa Europa sarà finita e queste lettere non arriveranno più, basta semplicemente andare avanti per la nostra strada. Non è che li dobbiamo convincere perché siamo uno Stato sovrano che difende i cittadini e i risparmiatori non i banchieri".

Poi la parola a Salvini: "Mi sembrava giusto essere qui: abbiamo messo in bilancio 1,5 miliardi e adesso si tratta di fare in modo che i risparmiatori li abbiamo rapidamente, sperando che da Bruxelles non arrivino rotture di scatole. Sono contento però che perché vedo che qui oggi tanta gente ha ripreso speranza" , ha sottolineato. Anche dal leader leghista parole non proprio concilianti sull'Ue: "Sento dire che questa cosa del fondo per i risparmiatori all'Europa non andrebbe bene. Se all'Europa va bene, d'accordo, se all'Europa non va bene, per noi va bene lo stesso, noi tiriamo diritto'.

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